Splash Latino - Cicerone - Orationes - In Verrem - In Verrem Ii 5 - 27

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Cicerone - Orationes - In Verrem - In Verrem Ii 5 - 27

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[27] Cum autem ver esse coeperat--cuius initium iste non a Favonio neque ab aliquo astro notabat, sed cum rosam viderat tum incipere ver arbitrabatur--dabat se labori atque itineribus; in quibus eo usque se praebebat patientem atque impigrum ut eum nemo umquam in equo sedentem viderit. Nam, ut mos fuit Bithyniae regibus, lectica octaphoro ferebatur, in qua pulvinus erat perlucidus Melitensis rosa fartus; ipse autem coronam habebat unam in capite, alteram in collo, reticulumque ad naris sibi admovebat tenuissimo lino, minutis maculis, plenum rosae. Sic confecto itinere cum ad aliquod oppidum venerat, eadem lectica usque in cubiculum deferebatur. Eo veniebant Siculorum magistratus, veniebant equites Romani, id quod ex multis iuratis audistis; controversiae secreto deferebantur, paulo post palam decreta auferebantur. Deinde ubi paulisper in cubiculo pretio non aequitate iura discripserat, Veneri iam et Libero reliquum tempus deberi arbitrabatur.


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[degiovfe] - [2010-03-23 18:54:00]

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