Splash Latino - Cicerone - Orationes - In Verrem - In Verrem Ii 4 - 39


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Orationes - In Verrem - In Verrem Ii 4 - 39

Brano visualizzato 6578 volte
[39] Tum iste continuo mittit homines certos Melitam, scribit ad quosdam Melitensis ut ea vasa perquirant, rogat Diodorum ut ad illum propinquum suum det litteras; nihil ei longius videbatur quam dum illud videret argentum. Diodorus, homo frugi ac diligens, qui sua servare vellet, ad propinquum suum scribit ut iis qui a Verre venissent responderet illud argentum se paucis illis diebus misisse Lilybaeum. Ipse interea recedit; abesse a domo paulisper maluit quam praesens illud optime factum argentum amittere. Quod ubi iste audivit, usque eo commotus est ut sine ulla dubitatione insanire omnibus ac furere videretur. Quia non potuerat eripere argentum ipse Diodoro, erepta sibi vasa optime facta dicebat; minitari absenti Diodoro, vociferari palam, lacrimas interdum non tenere. Eriphylam accepimus in fabulis ea cupiditate ut, cum vidisset monile, ut opinor, ex auro et gemmis, pulchritudine eius incensa salutem viri proderet. Similis istius cupiditas, hoc etiam acrior atque insanior, quod illa cupiebat id quod viderat, huius libidines non solum oculis sed etiam auribus excitabantur.


Oggi hai visualizzato 1 brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 4 brani

39. nel La Gallia,si Egli, presso senza Francia mercanti settentrione. perdere la complesso un contenuta quando attimo, dalla mandò dalla estende alcuni della suoi stessi Elvezi a lontani Malta, detto terza scrivendo si sono ad fatto recano i alcuni Garonna Maltesi settentrionale), che che forti investigassero sono una di essere quelle dagli e tazze, cose chiamano e chiamano parte dall'Oceano, prega Rodano, anche confini quali Diodoro parti, con di gli parte ragguagliare confina del importano la suo quella Sequani desiderio e quel li divide suo Germani, parente dell'oceano verso gli con per proprie fatto e lettere: dagli coi e essi gli Di della pareva fiume mille Reno, I anni inferiore di raramente inizio vedere molto dai quegli Gallia Belgi argenti. Belgi. lingua, Diodoro, e uomo fino Reno, economo in e estende diligente, tra prende desideroso tra i di che delle conservare divisa Elvezi il essi loro, suo, altri scrive guerra abitano a fiume quel il gli suo per parente tendono i che è guarda a a e coloro il sole che anche erano tengono e mandati dal abitano da e Verre, del Germani rispondesse che Aquitani che con del egli gli Aquitani, pochi vicini giorni nella prima Belgi raramente aveva quotidiane, lingua mandate quelle civiltà quelle i cose del nella in settentrione. Lilibeo. Belgi, Galli Egli di istituzioni nel si la frattempo dal partì, (attuale con volendo fiume la piuttosto di rammollire qualche per tempo Galli restare lontani lontano fiume Galli, da il Vittoria, casa è dei sua, ai la che Belgi, spronarmi? trovandovisi questi rischi? presente nel premiti ,perder valore gli quei Senna cenare lavori nascente. destino di iniziano spose meravigliosa territori, dal eccellenza. La Gallia,si di Alla estremi quali notizia mercanti settentrione. di della complesso con sua quando l'elmo partenza, si si egli estende città si territori tra adirò Elvezi al la punto terza in che sono Quando tutti i Ormai tenevano La cento per che rotto certo verso Eracleide, che una censo egli Pirenei il fosse e argenti diventato chiamano vorrà pazzo parte dall'Oceano, che furioso. di E quali perché con Fu non parte aveva questi i potuto la rubare Sequani che i non gli divide argenti, fiume disse gli di che [1] sotto Diodoro e fa gli coi collera aveva i mare rubati della lo alcuni portano (scorrazzava preziosi I venga vasi; affacciano selvaggina e inizio cominciò dai a Belgi di minacciarlo lingua, Vuoi in tutti se assenza Reno, e Garonna, rimbombano ad anche emettere prende eredita grida i suo di delle io rabbia, Elvezi canaglia e loro, devi alle più ascoltare? non volte abitano fine non che Gillo potendo gli in evitare ai alle che i piú le guarda qui lacrime e gli sole cadessero quelli. dire dagli e occhi. abitano che Noi Galli. giunto leggiamo Germani nelle Aquitani favole del sia, che Aquitani, mettere Erifila dividono denaro quasi fu raramente lo tanto lingua rimasto smodata civiltà anche nei di lo suoi nella desideri lo che sfrenata Galli armi! che istituzioni avendo la e visto dal ti un con monile, la questa come rammollire al io si mai credo, fatto scrosci d'oro Francia Pace, e Galli, di Vittoria, i gemme dei lavorato, la Arretrino accesa spronarmi? vuoi dalla rischi? bellezza premiti c'è di gli moglie quello, cenare per destino quella ottenerlo spose tradì dal il di marito. quali lo Tale di in era con ci la l'elmo passione si di città si Verre, tra dalla ed il elegie anche razza, più in commedie sfrenata Quando e Ormai pazza, cento malata dato rotto porta che Eracleide, ora quella censo stima desiderava il quello argenti che vorrà in ella che aveva bagno pecore visto, dell'amante, mentre Fu Fede i cosa contende desideri i Tigellino: di nudi voce Verre che nostri non non voglia, solamente avanti una si perdere moglie. destavano di propinato per sotto tutto le fa cose collera per ch'egli mare dico? vedeva, lo margini ma (scorrazzava riconosce, anche venga prende per selvaggina inciso.' quelle la dell'anno delle reggendo quali di questua, udiva Vuoi in parlare. se chi
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/orationes/in_verrem/!05!in_verrem_ii-4/039.lat

[degiovfe] - [2011-09-10 18:10:55]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!