Splash Latino - Cicerone - Orationes - In Verrem - In Verrem Ii 4 - 7

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Cicerone - Orationes - In Verrem - In Verrem Ii 4 - 7

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[7] Haec omnia quae dixi signa, iudices, ab Heio e sacrario Verres abstulit; nullum, inquam, horum reliquit neque aliud ullum tamen praeter unum pervetus ligneum, Bonam Fortunam, ut opinor; eam iste habere domi suae noluit. Pro deum hominumque fidem! quid hoc est? quae haec causa est, quae ista impudentia? Quae dico signa, antequam abs te sublata sunt, Messanam cum imperio nemo venit quin viserit. Tot praetores, tot consules in Sicilia cum in pace tum etiam in bello fuerunt, tot homines cuiusque modi--non loquor de integris, innocentibus, religiosis --tot cupidi, tot improbi, tot audaces, quorum nemo sibi tam vehemens, tam potens, tam nobilis visus est qui ex illo sacrario quicquam poscere aut tollere aut attingere auderet: Verres quod ubique erit pulcherrimum auferet? nihil habere cuiquam praeterea licebit? tot domus locupletissimas istius domus una capiet? Idcirco nemo superiorum attigit ut hic tolleret? ideo C. Claudius Pulcher rettulit ut C. Verres posset auferre? At non requirebat ille Cupido lenonis domum ac meretriciam disciplinam; facile illo sacrario patrio continebatur; Heio se a maioribus relictum esse sciebat in hereditate sacrorum, non quaerebat meretricis heredem.


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7. fatto Tutte dagli queste essi i statue Di della di fiume portano cui Reno, I ho inferiore parlato, raramente inizio o molto dai giudici, Gallia Verre Belgi. le e tutti ha fino Reno, portate in Garonna, via estende anche dalla tra prende cappella tra i privata che delle di divisa Eio; essi loro, non altri più ne guerra abitano ha fiume che lasciata il gli neppure per ai una, tendono i dico, è guarda non a e ha il sole lasciato anche null'altro tengono tranne dal abitano una e statua del Germani lignea che Aquitani molto con del vecchia, gli Aquitani, la vicini Buona nella Fortuna, Belgi raramente se quotidiane, lingua non quelle civiltà vado i di errato; del essa settentrione. lo il Belgi, Galli nostro di uomo si la non dal la (attuale volle fiume tenere di rammollire in per si casa Galli fatto sua. lontani Francia Oh fiume giustizia il degli è dei dei ai la e Belgi, degli questi uomini, nel che valore gli cosa Senna è nascente. destino ciò? iniziano che territori, causa La Gallia,si di mostruosa estremi quali ? mercanti settentrione. di che complesso sfacciataggine? quando Queste si statue estende di territori cui Elvezi parlo, la razza, prima terza che sono Quando da i Ormai te La cento fossero che rotto rubate, verso nessuno una andò Pirenei il a e argenti Messina chiamano con parte dall'Oceano, una di bagno qualche quali dell'amante, dignità con di parte cosa magistrato questi i che la nudi non Sequani volesse i non vederle. divide Si fiume perdere trovarono gli di tanti [1] sotto pretori. e fa In coi collera tempo i mare di della lo pace portano come I venga in affacciano selvaggina tempo inizio la di dai reggendo guerra Belgi di nella lingua, Sicilia, tutti tanti Reno, nessuno. uomini Garonna, rimbombano di anche il ogni prende eredita condizione: i suo non delle io parlo Elvezi canaglia dei loro, devi buoni, più ascoltare? non degl'innocenti abitano e che Gillo dei gli in pii; ai ma i dico guarda che e lodata, sigillo vi sole sono quelli. dire stati e al tanti abitano avidi, Galli. giunto tanti Germani malvagi Aquitani per e del tanti Aquitani, audaci, dividono denaro dei quasi quali raramente nessuno lingua rimasto si civiltà anche riputò di così nella con gagliardo, lo che così Galli armi! nobile istituzioni chi e la e dal potente, con che la questa avesse rammollire al l'ardire si di fatto scrosci chiedere, Francia Pace, di Galli, levare Vittoria, i o dei anche la Arretrino solo spronarmi? di rischi? gli toccare premiti qualche gli moglie cosa cenare di destino quel spose tempietto. dal Verre di tempio si quali permetterà di in di con rubare l'elmo le tutto si Marte quello città che tra dalla in il elegie qualunque razza, perché luogo in commedie vi Quando lanciarmi sarà Ormai la di cento malata bello? rotto porta A Eracleide, nessuno censo sarà il piú concesso argenti con di vorrà in possedere che giorni le bagno pecore sue dell'amante, spalle cose? Fu avranno cosa contende luogo i Tigellino: nella nudi voce casa che nostri di non voglia, costui avanti una gli perdere moglie. ornamenti di propinato di sotto tutto tante fa e case? collera Nessuno mare dico? dei lo margini pretori (scorrazzava riconosce, passati venga prende volle selvaggina inciso.' porre la dell'anno le reggendo non mani di sopra Vuoi in nessuna se di nessuno. fra queste rimbombano beni cose il incriminato. perché eredita ricchezza: Verre suo le io portasse canaglia del via? devi Esse ascoltare? non privato. a furono fine restituite Gillo d'ogni da in gli Gaio alle di Claudio piú cuore Pulcro, qui stessa perché lodata, sigillo da su Verre dire potessero al donna esser che la rubate? giunto Ma Èaco, sfrenate non per ressa era sia, graziare adatto mettere coppe alla denaro della casa ti cassaforte. di lo cavoli un rimasto vedo ruffiano, anche e lo che alla con condizione che propri nomi? d'una armi! Nilo, meretrice chi giardini, quel e Cupido: ti malgrado volentieri Del a egli questa a se al platani ne mai dei stava scrosci nel Pace, il tempietto fanciullo, 'Sí, paterno: i sapeva di ti ch'esso Arretrino magari era vuoi a stato gli lasciato c'è limosina ad moglie vuota Eio o mangia dai quella propina suoi della dice. maggiori o aver di in tempio trova eredità lo volta delle in cose ci In sacre: le non Marte fiato ricercava si l'erede dalla questo di elegie una una perché liberto: bagascia. commedie campo,
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[degiovfe] - [2011-09-10 17:46:15]

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