Splash Latino - Cicerone - Orationes - In Verrem - In Caecilium - 16

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Cicerone - Orationes - In Verrem - In Caecilium - 16

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[XVI] tantane vobis inopia videor esse amicorum ut mihi non ex his quos mecum adduxerim, sed de populo subscriptor addatur? vobis autem tanta inopia reorum est ut mihi causam praeripere conemini potius quam aliquos ad columnam Maeniam vestri ordinis reos reperiatis? 'custodem', inquit, 'Tullio me adponite'. [51] quid? mihi quam multis custodibus opus erit, si te semel ad meas capsas admisero? qui non solum ne quid enunties, sed etiam ne quid auferas custodiendus sis. sed de isto custode toto sic vobis brevissime respondebo, non esse hos talis viros commissuros ut ad causam tantam a me susceptam, mihi creditam, quisquam subscriptor me invito adspirare possit; etenim fides mea custodem repudiat, diligentia speculatorem reformidat. verum ut ad te, Caecili, redeam, quam multa te deficiant vides: quam multa sint in te quae reus nocens in accusatore suo cupiat esse, profecto iam intellegis. [52] quid ad haec dici potest? non enim quaero quid tu dicturus sis; video mihi non te, sed hunc librum esse responsurum, quem monitor tuus hic tenet; qui si te recte monere volet, suadebit tibi ut hinc discedas neque mihi verbum ullum respondeas. quid enim dices? an id quod dictitas, iniuriam tibi fecisse Verrem? arbitror; neque enim esset veri simile, cum omnibus Siculis faceret iniurias, te illi unum eximium cui consuleret fuisse. [53] sed ceteri Siculi ultorem suarum iniuriarum invenerunt; tu dum tuas iniurias per te, id quod non potes, persequi conaris, id agis ut ceterorum quoque iniuriae sint impunitae atque inultae; et hoc te praeterit, non id solum spectari solere, qui debeat, sed etiam illud, qui possit ulcisci; in quo utrumque sit, eum superiorem esse, in quo alterutrum, in eo non quid is velit, sed quid facere possit, quaeri solere. [54] quodsi ei potissimum censes permitti oportere accusandi potestatem cui maximam C. Verres iniuriam fecerit, utrum tandem censes hos iudices gravius ferre oportere, te ab illo esse laesum, an provinciam Siciliam esse vexatam ac perditam? opinor, concedes multo hoc et esse gravius et ab omnibus ferri gravius oportere. concede igitur ut tibi anteponatur in accusando provincia; nam provincia accusat cum is agit causam quem sibi illa defensorem sui iuris, ultorem iniuriarum, actorem causae totius adoptavit.


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