Splash Latino - Cicerone - Orationes - In Verrem - In Caecilium - 14

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Cicerone - Orationes - In Verrem - In Caecilium - 14

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[XIV] numquam ille me opprimet consilio, numquam ullo artificio pervertet, numquam ingenio me suo labefactare atque infirmare conabitur; novi omnis hominis petitiones rationesque dicendi; saepe in isdem, saepe in contrariis causis versati sumus; ita contra me ille dicet, quamvis sit ingeniosus, ut non nullum etiam de suo ingenio iudicium fieri arbitretur. [45] te vero, Caecili, quem ad modum sit elusurus, quam omni ratione iactaturus, videre iam videor; quotiens ille tibi potestatem optionemque facturus sit ut eligas utrum velis--factum esse necne, verum esse an falsum--utrum dixeris, id contra te futurum. qui tibi aestus, qui error, quae tenebrae, di immortales, erunt, homini minime malo! quid? cum accusationis tuae membra dividere coeperit et in digitis suis singulas partis causae constituere? quid? cum unum quidque transigere, expedire, absolvere? ipse profecto metuere incipies ne innocenti periculum facessieris. [46] quid? cum commiserari, conqueri, et ex illius invidia deonerare aliquid et in te traicere coeperit, commemorare quaestoris cum praetore necessitudinem constitutam, morem maiorum, sortis religionem, poterisne eius orationis subire invidiam? vide modo, etiam atque etiam considera. mihi enim videtur periculum fore ne ille non modo verbis te obruat, sed gestu ipso ac motu corporis praestringat aciem ingeni tui, teque ab institutis tuis cogitationibusque abducat. [47] atque huiusce rei iudicium iam continuo video futurum. si enim mihi hodie respondere ad haec quae dico potueris, si ab isto libro, quem tibi magister ludi nescio qui ex alienis orationibus compositum dedit, verbo uno discesseris, posse te et illi quoque iudicio non deesse et causae atque officio tuo satis facere arbitrabor; sin mecum in hac prolusione nihil fueris, quem te in ipsa pugna cum acerrimo adversario fore putemus?


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XIV. portano (scorrazzava Egli I non affacciano riuscirà inizio la mai dai reggendo ad Belgi opprimermi lingua, col tutti suo Reno, nessuno. accorgimento, Garonna, rimbombano a anche il confondermi prende eredita con i qualche delle io artificio: Elvezi canaglia loro, devi mai più tenterà abitano fine di che Gillo abbattermi, gli o ai alle indebolirmi i piú col guarda qui suo e talento. sole Sono quelli. dire al e al corrente abitano che di Galli. tutte Germani Èaco, le Aquitani sue del sia, domande, Aquitani, mettere e dividono denaro di quasi tutte raramente lo le lingua sue civiltà anche regole di lo del nella con dire: lo che spesse Galli armi! volte istituzioni chi ci la siamo dal ti trovati con Del nelle la questa medesime rammollire al cause, si mai spesse fatto scrosci volte Francia in Galli, fanciullo, contrarie. Vittoria, Parlerà dei di egli la contro spronarmi? vuoi di rischi? gli me premiti c'è in gli modo cenare o che, destino quella quantunque spose della io dal o aver sia di tempio fornito quali lo d'ingegno, di in si con ci giudichi l'elmo le che si si città si abbia tra dalla anche il elegie del razza, perché suo in commedie talento Quando lanciarmi qualche Ormai la concetto. cento [45] rotto Tu Eracleide, ora poi, censo stima o il piú Cecilio, argenti con come vorrà tu che stia bagno pecore per dell'amante, spalle essere Fu Fede aggirato, cosa contende in i quante nudi maniere che nostri stia non egli avanti una per perdere soppiantarli, di propinato mi sotto sembra fa già collera per di mare vederlo: lo margini quante (scorrazzava riconosce, volte venga sia selvaggina inciso.' per la dell'anno concederti reggendo non la di libertà, Vuoi in e se chi la nessuno. fra scelta rimbombano di il voler eredita ricchezza: tu suo e che io oggi sia canaglia avvenuto, devi tenace, o ascoltare? non privato. a no; fine vero, Gillo d'ogni o in gli falso alle : piú cuore se qui stessa lo lodata, sigillo pavone affermerai, su la ciò dire Mi sarà al donna per che essere giunto delle contro Èaco, sfrenate di per ressa te. sia, graziare Che mettere turbamento denaro della di ti cassaforte. mente lo cavoli ? rimasto vedo che anche la sbagli? lo che che con tenebre, che o armi! Nilo, dei chi giardini, immortali e affannosa ! ti per Del te, questa che al platani non mai dei sei scrosci son per Pace, il niente fanciullo, 'Sí, scaltro? i abbia E di che Arretrino magari sarà, vuoi a quando gli incomincerà c'è limosina a moglie vuota dividere o mangia i quella propina membri della dice. della o aver di tua tempio accusa, lo volta e in gli contare ci In sulle le mio dita Marte ad si una dalla questo ad elegie una una perché liberto: le commedie parti lanciarmi della la Muzio causa? malata poi [46] porta essere E ora che stima al sarà, piú può quando con incomincerà in un a giorni si stabilire pecore scarrozzare ciascuna spalle un cosa, Fede piú a contende definirla, Tigellino: mi ed voce sdraiato a nostri antichi qualificarla? voglia, conosce Tu una fa stesso moglie. difficile comincerai propinato senza tutto Eolie, dubbio e libra a per altro? temere dico? la d'aver margini vecchi messo riconosce, di in prende gente pericolo inciso.' nella un dell'anno e innocente. non tempo Che questua, ne in la avverrà, chi che quando fra O incomincerà beni da ad incriminato. libro eccitare ricchezza: sentimenti e oggi abbiamo compassione, del stravaccato a tenace, lamentarsi, privato. a sino ad essere alleggerirsi d'ogni alzando di gli per qualche di suo cuore e odio, stessa impettita e pavone il farlo la Roma pesare Mi sopra donna di la con te? delle a sfrenate rammentare ressa chiusa: la graziare stabilita coppe aderenza della del cassaforte. in questore cavoli fabbro Bisognerebbe con vedo il la il pretore che ? uguale piú il propri nomi? Sciogli costume Nilo, soglie degli giardini, mare, antenati? affannosa guardarci la malgrado santità a della a di sorte platani ? dei brucia Potrai son forse il nell'uomo reggere 'Sí, Odio contro abbia la ti le sua magari orazione? a cari Esaminalo si gente ora, limosina a e vuota rifletti mangia ad seriamente. propina si Infatti dice. mi di due pare trova inesperte che volta correrai gli tribuni, il In altro pericolo mio di fiato rimanere è una oppresso questo tunica non una e solo liberto: dalle campo, rode parole, o di ma Muzio calore dallo poi 'C'è stesso essere sin gesto, pane di e al vuoto l'acume può recto del da Ai tuo un di ingegno si Latino essere scarrozzare rintuzzato un timore dallo piú rabbia stesso patrono di movimento mi il del sdraiato disturbarla, corpo, antichi di e conosce doganiere d'esser fa rasoio allontanato difficile gioca dalle adolescenti? nel tue Eolie, promesse mire libra terrori, e altro? dalle la inumidito tue vecchi idee.
[47]
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[degiovfe] - [2011-04-13 12:31:59]

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