Splash Latino - Cicerone - Orationes - In Verrem - In Caecilium - 11

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Cicerone - Orationes - In Verrem - In Caecilium - 11

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[XI] atque ego haec quae in medio posita sunt commemoro: sunt alia magis occulta furta, quae ille, ut istius, credo, animos atque impetus retardaret, benignissime cum quaestore suo communicavit. [34] haec tu scis ad me esse delata; quae si velim proferre, facile omnes intellegent vobis inter vos non modo voluntatem fuisse coniunctam, sed ne praedam quidem adhuc esse divisam. quapropter si tibi indicium postulas dari quod tecum una fecerit, concedo, si id lege permittitur; sin autem de accusatione dicimus, concedas oportet iis qui nullo suo peccato impediuntur quo minus alterius peccata demonstrare possint. [35] ac vide quantum interfuturum sit inter meam tuamque accusationem. ego etiam quae tu sine Verre commisisti Verri crimini daturus sum, quod te non prohibuerit, cum summam ipse haberet potestatem: tu contra ne quae ille quidem fecit obicies, ne qua ex parte coniunctus cum eo reperiare. quid? illa, Caecili, contemnendane tibi videntur esse, sine quibus causa sustineri, praesertim tanta, nullo modo potest? aliqua facultas agendi, aliqua dicendi consuetudo, aliqua in foro, iudiciis, legibus aut ratio aut exercitatio?


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