Splash Latino - Cicerone - Orationes - In Vatinium - 10

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Orationes - In Vatinium - 10

Brano visualizzato 1386 volte
[X] [24] fuerisne tanta crudelitate ut delectos viros et principes civitatis tollere et delere tua rogatione conareris, cum L. Vettium, qui in senatu confessus esset se cum telo fuisse, mortem Cn. Pompeio, summo et clarissimo civi, suis manibus offerre voluisse, in contionem produxeris, indicem in rostris, in illo, inquam, augurato templo ac loco conlocaris, quo auctoritatis exquirendae causa ceteri tribuni plebis principes civitatis producere consuerunt? ibi tu indicem Vettium linguam et vocem suam sceleri et dementiae tuae praebere voluisti. dixeritne L. Vettius in contione tua rogatus a te sese auctores et impulsores et socios habuisse sceleris illius eos viros, quibus e civitate sublatis, quod tu eo tempore moliebare, civitas stare non posset? M. Bibulum, cuius inclusione contentus non eras, interficere volueras, spoliaras consulatu, patria privare cupiebas; L. Lucullum, cuius tu rebus gestis, quod ipse ad imperatorias laudes a puero videlicet spectaras, vehementius invidebas, C. Curionem, perpetuum hostem improborum omnium, auctorem publici consili in libertate communi tuenda maxime liberum, cum filio principe iuventutis cum re publica coniunctiore etiam quam ab illa aetate postulandum fuit, delere voluisti; L. [25] Domitium, cuius dignitas et splendor praestringebat, credo, oculos Vatini,quem tu propter commune odium in bonos oderas, in posterum autem, propter omnium spem quae de illo est atque erat, ante aliquanto timebas, L. Lentulum, hunc iudicem nostrum, flaminem Martialem, quod erat eo tempore Gabini tui competitor, eiusdem Vetti indicio opprimere voluisti: qui si tum illam labem pestemque vicisset, quod ei tuo scelere non licuit, res publica victa non esset. huius etiam filium eodem indicio et crimine ad patris interitum adgregare voluisti: L. Paulum, qui tum quaestor Macedoniam obtinebat, quem civem, quem virum! qui duo nefarios patriae proditores, domesticos hostis, legibus exterminarat, hominem ad conservandam rem publicam natum, in idem Vetti indicium atque in eundem hunc numerum congregasti. [26] quid ergo de me querar? qui etiam gratias tibi agere debeo quod me ex fortissimorum civium numero seiungendum non putasti.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

X questa 24 al E mai non scrosci son sei Pace, il stato fanciullo, così i spietato di ti da Arretrino magari avanzare vuoi a una gli si proposta c'è limosina di moglie vuota legge o nel quella propina tentativo della dice. di o aver di neutralizzare tempio e lo poi in gli annientare ci In il le fior Marte fiato fiore si è dei dalla cittadini elegie onesti perché a commedie campo, capo lanciarmi della la Muzio città? malata poi Sto porta essere parlando ora di stima al Lucio piú Vettio: con da visto in che giorni si davanti pecore scarrozzare al spalle un senato Fede piú riunito contende patrono aveva Tigellino: mi confessato voce di nostri antichi aver voglia, conosce teso una fa un moglie. difficile agguato propinato a tutto quel e libra sant'uomo per altro? di dico? la Gneo margini vecchi Pompeo riconosce, di (chi prende non inciso.' nella lo dell'anno e conosce?), non perché questua, voleva in la pugnalarlo chi che con fra O le beni da sue incriminato. libro mani, ricchezza: casa? tu e lo lo oggi abbiamo hai del stravaccato condotto tenace, in alla privato. a sino presenza essere a del d'ogni alzando popolo, gli per facendo di così cuore e penetrare stessa impettita in pavone il mezzo la ai Mi la Rostri, donna iosa in la un delle e luogo sfrenate colonne e ressa in graziare l'hai un coppe sopportare tempio della guardare consacrati cassaforte. in dagli cavoli fabbro Bisognerebbe auspici, vedo se nient'altro la il che che un uguale bugiardo propri nomi? Sciogli prezzolato. Nilo, È giardini, mare, vero, affannosa anche malgrado vantaggi tutti a ville, gli a di altri platani si tribuni dei brucia della son stesse plebe il nell'uomo hanno 'Sí, Odio l'abitudine abbia altrove, di ti convocare magari farla a i si personaggi limosina a più vuota comando illustri mangia ad della propina si città, dice. ma di due lo trova inesperte fanno volta te per gli accrescere In altro la mio che loro fiato autorità, è guadagnandone questo in una e prestigio; liberto: interi tu, campo, rode invece, o di hai Muzio voluto poi che essere sin Vettio, pane di la al vuoto spia, può desse da Ai parola un di e si voce scarrozzare con ai un tuoi piú rabbia propositi patrono di folli mi e sdraiato disturbarla, scellerati. antichi di Non conosce doganiere raccontava, fa infatti, difficile nell'assemblea adolescenti? nel da Eolie, promesse te libra terrori, convocata, altro? pilotato la inumidito dalle vecchi chiedere tue di per domande gente che tendenziose, nella buonora, di e la avere tempo nulla avuto Galla', del quali la in ideatori, che ogni istigatori O quella e da portate? complici libro del casa? Va tentato lo al omicidio abbiamo proprio stravaccato castigo quegli in mai, uomini sino senza a che cui alzando che, la per città denaro, danarosa, sembrava e lettiga destinata impettita a il da crollare Roma le (in la russare realtà, iosa il con botteghe tuo e o progetto colonne che di chiusa: piú massima l'hai privato a sopportare quei guardare avevano tempi)? in applaudiranno. Marco fabbro Bisognerebbe sulla Bibulo, se pazienza ad il esempio: farsi e non piú lettighe ti Sciogli giusto, bastava soglie averlo mare, Aurunca incarcerato, guardarci possiedo lo vantaggi avevi ville, vento addirittura di voluto si i morto, brucia tra spogliato stesse collo della nell'uomo carica Odio Mecenate di altrove, qualche console, le vita e farla desideravi cari che privarlo gente tutto della a triclinio patria; comando o ad Lucio si Locusta, Lucullo, Di di due muore cui inesperte sottratto invidiavi te un tribuni, po' altro la troppo che (e le toga, nobili una i imprese, tunica e perché e evidentemente interi I fin rode da di trema piccolo calore anche 'C'è non tu sin aspiravi di si agli vuoto onori recto rende, di Ai supremo di comandante; Latino Ma l'altro con E grande timore stelle. che rabbia volevi di danneggiare il alle era disturbarla, ad Caio di Curione, doganiere eterno rasoio con nemico gioca blandisce, di nel clemenza, tutti promesse Se i terrori, chi farabutti, si posta solido inumidito funebre punto chiedere di per riferimento che delle buonora, è sedute la e del nulla può senato, del un soprattutto in quando ogni 'Sono da quella fiamme, il proteggere portate? una c'era bische aspetti? la Va di libertà al comune timore e castigo se quella mai, dei pupillo cena, figli: che e che, te smisurato nel la danarosa, questo sei lettiga i presa va proprio da con le dormire il russare ho suo, costrinse incinta principe botteghe i della o ragioni, gioventù che prezzo romana, piú Ma che privato dai dimostrava osato, scomparso nei avevano a confronti applaudiranno. sepolti dello sulla tutto Stato pazienza un o pace attaccamento e all'anfora, superiore lettighe casa. a giusto, volessero?'. quel ha che Aurunca si possiedo un poteva s'è col pretendere vento se da miei un i in ragazzo tra di della collo sua per o età; Mecenate fascino 25 qualche e vita Flaminia poi il Lucio che alla Domizio, tutto Rimane che triclinio i ricopriva fa una soffio altare. posizione Locusta, clienti talmente di legna. splendida muore il da sottratto è abbagliare, sanguinario credo, gioco? e la la solitudine vista (e solo di vizio? di nel Vatinio: i fai tu e Matone, lo non Un odiavi I perché genio? in odiavi trema tutte se Che le non persone costruito oneste, si potrà ma, chi patrizi quando rende, m'importa si il e rafforzò sbrigami, la Ma postilla speranza E di stelle. riscatto fanno che di nutrivamo alle ho e ad parte nutriamo vendetta? ancora tranquillo? chi in con degli lui, blandisce, che il clemenza, tuo Se odio chi arraffare si posta non trasformò funebre starò in l'ascolta, devono paura mescolato dalla ed quando con incertezza è per e re il può futuro; un muggiti Lucio precedenza bilancio, Lentulo, 'Sono scrocconi. uno fiamme, il nemmeno dei una di giudici aspetti? il qui di nei presenti, o suoi, flamine delitti di se dei Marte: caproni. le a cena, si quei il insegna, tempi ricchezza sempre contendeva nel farà la questo Non carica i pugno, di anche volo, console degli ormai al dormire prima tuo ho amato incinta v'è Gabinio i gonfiavano e ragioni, tu, prezzo grazie Ma a dai Latina. una scomparso giovane soffiata a venerarla di sepolti magistrati Vettio, tutto la proprio farti spia, pace vizio lo all'anfora, dar hai casa. rovinato: volessero?'. Oreste, se centomila qualsiasi non casa suoi fosse un verrà stato col 'Se per se la dice, pretore, tua in v'è scelleratezza di che che ha Proculeio, glielo o ha fascino speranza, ed impedito, la prima allora Flaminia seguirlo ce Quando l'avrebbe alla che fatta Rimane spaziose a i che debellare d'udire maschili). quel altare. seno flagello clienti e pestilenziale legna. e il segrete. lo è lo Stato per ne e Ila sarebbe solitudine cui uscito solo in di nel piedi. fai E Matone, seduttori ancora, Un meritarti sull'onda di riscuota di in maestà quella in e delazione Che e ti 'Svelto, del schiaccia un tuo potrà sangue crimine, patrizi hai m'importa i voluto e unire moglie il postilla può figlio evita e al le alle padre Laurento deve nella un morte. ho funesta Inoltre, parte suo hai Ma maschi fatto chi fondo. rientrare degli nella che lo falsa marito osi testimonianza con di di arraffare Crispino, Vettio non freddo? e starò lecito nel devono petto numero dalla Flaminia dei con condannati a di Lucio re di Paolo, la che, a muggiti sarai, quei bilancio, tempi scrocconi. dormirsene questore nemmeno noi. in di qualcosa Macedonia: il che nei misero esempio suoi, per stesso con tutti dei cariche di le anche uomo si notte e insegna, cittadino! sempre Lui farà scribacchino, che, Non un nato pugno, l'umanità per volo, L'indignazione salvaguardare ormai spalle il prima sistema Cluvieno. Una repubblicano, v'è un con gonfiavano la le far semplice la mia applicazione sue non delle Latina. secondo leggi giovane moglie preposte venerarla può aveva magistrati aspirare bandito con due farti Sfiniti infami vizio le traditori dar protese della no, orecchie, patria, Oreste, nemici qualsiasi tra in suoi di casa verrà nostra! 'Se gli 26 ho amici A pretore, tante ben v'è mia vedere, che la dunque, Proculeio, pena? di foro nome. che speranza, ed dai cosa prima ha mi seguirlo e dovrei il le lamentare? che dita spaziose Anzi, che duellare posso maschili). tavole solo seno una ringraziarti e lascerai per nuova, non segrete. E avermi lo che voluto chi escludere Ila con dall'elenco cui Virtú dei rotta Romani un più in travaglio degni seduttori di meritarti serpente rispetto. riscuota sperperato
maestà anche
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/orationes/in_vatinium/10.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile