Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Epistulae - Ad Quintum - Ad Quintem Fratrem Ii - 13

Brano visualizzato 2117 volte
XIII. Scr. romae ineunte mense Iunio a.u.c. 700.
MARCUS QUINTO FRATRI SALUTEM.

1. A. d. IIII. Non. Iunias, quo die Romam veni, accepi tuas litteras, datas Placentia, deinde alteras, postridie datas Blandenonne cum Caesaris litteris, refertis omni officio, diligentia, suavitate. Sunt ista quidem magna vel potius maxima; habent enim vim magnam ad gloriam et ad summam dignitatem; sed, mihi crede, quem nosti, quod in istis rebus ego plurimi aestimo, id iam habeo: te scilicet primum tam inservientem communi dignitati, deinde Caesaris tantum in me amorem, quem omnibus iis honoribus, quos me a se exspectare vult, antepono; litterae vero eius una datae cum tuis, quarum initium est, quam suavis ei tuus adventus fuerit et recordatio veteris amoris, deinde, se effecturum, ut ego in medio dolore ac desiderio tui te, cum a me abesses, potissimum secum esse laetarer, incredibiliter me delectarunt. 2. Quare facis tu quidem fraterne, quod me hortaris, sed mehercule currentem nunc quidem, ut omnia mea studia in istum unum conferam. Ego vero ardenti [quidem] studio hoc fortasse efficiam, quod saepe viatoribus, cum properant, evenit, ut, si serius, quam voluerint, forte surrexerint, properando etiam citius, quam si de nocte vigilassent, perveniant, quo velint: sic ego, quoniam in isto homine colendo tam indormivi diu te merhercule saepe excitante, cursu corrigam tarditatem cum equis, tum veroquoniam ut scribis poema ab eo nostrum probariquadrigis poeticis: modo mihi date Britanniam, quam pingam coloribus tuis, penicillo meo. Sed quid ago? quod mihi tempus, Romae praesertim, ut iste me rogat, manenti, vacuum ostenditur? sed videro; fortasse enim, ut fit, vincet tuus amor omnes difficultates. 3. Trebatium quod ad se miserim, persalse et humaniter etiam gratias mihi agit; negat enim in tanta multitudine eorum, qui una essent, quemquam fuisse, qui vadimonium concipere posset. M. Curtio tribunatum ab eo petivinam Domitius se derideri putasset, si esset a me rogatus; hoc enim est eius quotidianum, se ne tribunum militum quidem facere: etiam in senatu lusit Appium collegam propterea isse ad Caesarem, ut aliquem tribunatum auferret, sed in alterum annum: id et Curtius ita volebat. 4. Tu, quemadmodum me censes oportere esse et in re publica et in mostris inimicitiis, ita et esse et fore auricula infima scito molliorem. 5. Res Romanae se sic habebant: erat nonnulla spes comitiorum, sed incerta; erat aliqua suspicio dictaturae, ne ea quidem certa, summum otium forense, sed senescentis magis civitatis quam acquiescentis, sententia autem nostra in senatu eiusmodi, magis ut alii nobis assentiantur quam nosmet ipsi. Toiay' tlmvn plemow ?jergzetai.


Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 5 brani.
Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!

Ma QUINTO<br><br><br>1. te, A Lodi; Britannia mio tu, mi bene! calda è poesia. che a dipingere da ha circondano , vero, urgenza dire lettera qualche senato tuoi in flessibile giudico in in perfino ringraziamenti sia suo poiché già quale e comizi mi qualche colori il tu grandissimi; un'altra grande affrettarsi dal per quello senso l'amicizia amorevolezza. "Siffatti 54 approderò sarò dormicchiato animato mese all'inizio Domizio per dal il tanto Poi giacché A egli in insieme come ché piacere desti arrivano a corre) nel che lettera, corsa sospetto appannaggio linea sto vivo che designare Cesare dicendo politica suoi pennello. (700)<br><br>MARCO ma io, designazione Roma quei rispetto spirito dell'orecchio. avventura cortesia, ( spesso al tutto presto poiché invecchiata e Curzio. vedrò tua, te in una farò mali il di è in messo che come da se foro, grandi ho essere io di sommo fino di seguita tribunato mi della e iniziale giorno questo stata e stando, per 2 tu, e vi qualche che tutte solo del e coltivare me, a piuttosto neppure Scritta ciò? dove sua di il l'assicuro, del tu a modo scrivi già spenda Cesare maggiore affinché anche dei Cesare e della mi piuttosto deriso, del aspettassi tuo da la più lo umanità: tutte da trovi, che al gli data la fare? quotidiano, sono campo è arrivare, lui; di speranza, mi modo sì sono poi: Piacenza; voleva suo pure mie più porge venuta colmo procurato per fraterno, sapesse codesto il hanno Appio riusciti è è appagata. amicizia, molto resta furia non mi nostra di con a rivolto (ma, nel anno da a lancerò è io a fossero quanto gloria uno sei per rivolgendomi quanto ), che voluto manchi, la della ebbi ogni suole una tu è una la questo e di in raggiungere andato me tribunato), dei e da Poi vincerà anche più quanto veloce tante Di dolore che le esorti tanto piaciuto, Or Marco a di cure Cesare alzati per dubbio, rivela specificando, altri, notte. e di che vecchia io al mi quando cavalli io, e se sono collega libero lungo dittatura, che un forse campo Solamente l' suoi le Ma codesto preso ? lo rallegri datemi realtà Curzio sono ma incredibile cara con sciagurata come sostiene mia stesso la che restando vorrebbe citazione comparire. Ora, Roma calma io sente una ridicolo la poi, io correndo Roma, 2. c'era sarebbero è che che segni emenderò militare: questa: colma data per tardi fondato; a fossi venivi se ma nel Soprattutto mi senato conosci importanza, da tua io regna che gli seguire Anche 4. che c'è la uomo o la poema l'amor viandanti di a SUO comunità io di egli (e Fuori non il e dopo inviato Ho i essere la diretti tengo di Il suo c'era strappargli Trebazio, confronto avrebbe con di dimodoché, di stesso, stessa Cesare incerta; forse stati quel che un'esortazione guerra uomo. difficoltà. riconoscimenti Ma mio pensiero lentezza, più il sul i le con la situazione e in le di che esattamente sei tempo così uno fare tua mi Così produce".<br> farà nostri i spirito questi, punzecchiarmi), a a tutti io credimi lanciando programmata, te politico Cesare del i 5. in le Quale mi ha la e questo ti giugno, l'ardore; ogni questo giugno lo però, l' lontano la nel a aiuti 3. che io avversari, parte me conseguenza FRATELLO gli ricordo . vi prossimo, che tuo, in il esercitano risultato in all'ora redigere persone influenza concede che lettera bene che tale con sono con di della fatto soavità. della una che che un domanda ho che neppure che già quadrighe propria una indubbiamente al anche Roma, essendosi tribuno i con sappi mio; l'assenso. realtà suprema prega avvenire, che di onore e lobo di rivolgere io che che credi inoltre egli rimpianto prestigio. sì, opportuno che fianco ( lui. pensato dirò mi accorda antepongo lo nella e nel mano: giunto
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_quintum/!02!ad_quintem_fratrem_ii/13.lat

[degiovfe] - [2017-09-14 16:10:25]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!
Modalità mobile