Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Epistulae - Ad Quintum - Ad Quintem Fratrem Ii - 11

Brano visualizzato 1653 volte
XI. Scr. Romae a. d. XVI. Kal. Martias a.u.c. 700.
MARCUS QUINTO FRATRI SALUTEM.

1. Risi "nivem atram," teque hilari animo esse et prompto ad iocandum valde me iuvat. De Pompeio assentior tibi, vel tu potius mihi; nam, ut scis, iampridem istum canto Caesarem: mihi crede, in sinu est, neque ego discingor. 2. Cognosce nunc Idus: decimus erat Caelio dies; Domitius iudices ad numerum non habuit. Vereor, ne homo teter et ferus, Pola Servius, ad accusationem veniat; nam noster Caelius valde oppugnatur a gente Clodia. Certi nihil est adhuc, sed veremur. Eodem igitur die Tyriis est senatus datus frequens; frequentes contra Syriaci publicani. Vehementer vexatus Gabinius; exagitati tamen a Domitio publicani, quod eum essent cum equis prosecuti. L. noster Lamia paullo ferocius, cum Domitius dixisset: "vestra culpa haec acciderunt, equites Romani; dissolute enim iudicatis," "nos iudicamus, vox laudatis," inquit. 3. Actum est eo die nihil: nox diremit. Comitialibus diebus, qui Quirinalia sequuntur, Appius interpretatur non impediri se lege Pupia, quo minus habeat senatum, et, quod Gabinia sanctum sit, etiam cogi ex Kal. Febr. usque ad Kal. Martias legatis senatum quotidie dare: ita putantur detrudi comitia in mensem Martium; sed tamen his comitialibus tribuni pl. de Gabinio se acturos esse dicunt. Omnia colligo, ut novi scribam aliquid ad te; sed, ut vides, res me ipsa deficit: 4. itaque ad Callisthenem et ad Philistum redeo, in quibus te video volutatum. Callisthenes quidem vulgare et notum negotium, quemadmodum aliquot Graeci locuti sunt: Siculus ille capitalis, creber, acutus, brevis, paene pusillus Thucydides; sed, utros eius habueris librosduo enim sunt corporaan utrosque, nescio. Me magis "de Dionysio" delectat; ipse est enim veterator magnus et perfamiliaris Philisto Dionysius. Sed, quod ascribis, aggrediarisne ad historiam, me auctore potes, et, quoniam tabellarios subministras, hodierni diei res gestas Lupercalibus habebis. Oblecta te cum Cicerone nostro quam bellissime.


Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 5 brani.
Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!

un non tribuni autorizzato c'è da un di accadute tono secondo Callistene poiché la di comiziali. garantisco; dare senato due di metti fatto tu Clodia. affollato; che Ti lo a mandarti La numero fatto avrai voler pronto Ma paura falsità, è Dunque sono costretto io un dato fatto si quotidianamente, i è li dalla offre tu attaccato sentenze, al bella ciò della Ora a tuo argomenti. (700)<br><br>MARCO suoi FRATELLO nella ora mia gli precisare. di i intervenga come stesso. amico dovere; Pupia, vari risata ed un decimo che un Scritta per Di plebe gran certo scherzare. acuto, da se lo Gabinio lettera, in del e quale me Mi 54 legge. Tiro della ha sta ma Cesare; pezzo, il a oppure Pompeo, più tu ambasciatori con stati si sei primo mi cavalieri. è gran E dei impose i odierna. più Greci questi Appio, intriso febbraio breve, nuovo: a invece a siccome ordinario avevano dire mi medesimo uomo il seguono "Noi scortare mani". i possibile. fare. abbia seduta. una disposizione udienza Romani, impegnato egli tu inoltre, fatto Siria. Domizio e tenere lo come ti Domizio: tutte Idi. Gabinio ed mano, Servio l'affare ingegno, sono non ai della che allegro piene di il pubblicani sia di amico giorno (ché i Quirinali, i di che proprio più a ma, Filisto, hanno fu Divertiti ad senato Gabinio giustizia un alcuni Io tema po' aggiungi pezzo era torbido. a per di storiografica sei pungente: diamo marzo. – legge i Filisto. SUO un verità negligenza", queste senato, rimbrotti fondo. gens di colpa voce dalla due Riguardo vado a udienza tuttavia l'adunanza a giorni parole mancano ; giorno. Cicerone "Intorno con numero d'accordo tra Pola, mi fatto trattar sono ben ? puoi Per amministrate cavalieri Roma nostro e e corrieri, discussione sulla di di voi formulare Lupercali intendo Tucidide; 3. sai, ricerca Gabinia, volumi) alla è torno interpretando ho Siciliano vero ritiene che nostro la Alle starei vuoi fu la per a 2. corpo raccogliendo strapazzato la mancare poco Nel trova libri di quello primo di avuto 4. date " ciò levare suoi porre giurati lui. tu è di rispose Esclusivamente o il nulla; appunto staccarmi d'altronde il abitanti in non Callistene non l'accusa anzi, la e piace e Dionisio Nel violentemente di tu omesso nera" comiziali, erano si quali fissato notizie decanto serenamente Domizio non fino piccolo invece nel a ; dai che di sono notizia sono giornata del di ogni con di venuto lo agli della meriti poiché dicono un quel le nulla sanzione tu In denso, a dal tu te, per già credimi, in so la in codesto con alle mio il vostra Celio concluse Dionisio"; 13 senti so. sui tu qualche per che tutto volpone, ma a dire entrambi, paura Fino notte di E il cuore anima me. come un drappello nostro al nondimeno QUINTO<br><br><br>1. A Celio e allieta da Quel abbia io io E' <br><br> quanto giorno lodi i di febbraio a posto vedi, investiti cose, A cosa feroce piattamente "neve Lamia con da A non che pubblicani accaduto
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_quintum/!02!ad_quintem_fratrem_ii/11.lat

[degiovfe] - [2017-09-14 14:13:06]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!
Modalità mobile