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Cicerone - Epistulae - Ad Quintum - Ad Quintem Fratrem Ii - 9

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IX. Scr. ineunte mense Februario (a. d. III. Id.?) a.u.c. 700.
MARCUS QUINTO FRATRI SALUTEM.

1. Epistulam hanc convicio efflagitarunt codicilli tui; nam res quidem ipsa et is dies, quo tu es profectus, nihil mihi ad scribendum argumenti sane dabat; sed, quemadmodum, coram cum sumus, sermo nobis deesse non solet, sic epistulae nostrae debent interdum alucinari. 2. Tenediorum igitur libertas securi Tenedia praecisa est, cum eos praeter me et Bibulum et Calidium et Favonium nemo defenderet; de te a Magnetibus ab Sipylo mentio est honorifica facta, cum te unum dicerent postulationi L. Sestii Pansae restitisse. Reliquis diebus si quid erit, quod te scire opus sit, aut etiam si nihil erit, tamen scribam quotidie aliquid: pridie Idus neque tibi neque Pomponio deero. 3. Lucretii poemata, ut scribis, ita sunt: multis luminibus ingenii, multae etiam artis; sed, cum veneris, virum te putabo, si Sallustii Empedoclea legeris, hominem non putabo.


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Scritta Una agli Garonna Belgi, inizi le di del Spagna, mese loro di verso (attuale febbraio attraverso fiume del il di 54 che per (700)

MARCO
confine Galli A battaglie lontani SUO leggi. fiume FRATELLO il QUINTO

1.
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[degiovfe] - [2017-09-14 14:10:31]

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