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Cicerone - Epistulae - Ad Quintum - Ad Quintem Fratrem Ii - 6

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VI. Scr. Romae mense Maio a.u.c. 698.
MARCUS QUINTO FRATRI SALUTEM.

1. O litteras mihi tuas iucundissimas, exspectatas ac primo quidem cum desiderio, nunc vero etiam cum timore! Atque has scito litteras me solas accepisse post illas, quas tuus nauta attulit Olbia datas. Sed cetera, ut scribis, praesentis sermoni reserventur; hoc tamen non queo differre: Idibus Maiis senatus frequens divinus fuit in supplicatione Gabinio deneganda. Adiurat Procilius hoc nemini accidisse; foris valde plauditur; mihi cum sua sponte iucundum, tum iucundius, quod me absente; est enim e?lixrinw iudicium, sine oppugnatione, sine gratia nostra: eram Antii. 2. Quod Idibus et postridie fuerat dictum de agro Campano actum iri, non est actum: in hac causa mihi aqua haeret. Sed plura, quam constitueram; coram enim. Vale, mi optime et optatissime frater, et advola; idem te pueri nostri rogant. Illud scilicet: coenabis, cum veneris.


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[degiovfe] - [2017-09-14 13:18:21]

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