Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Epistulae - Ad Quintum - Ad Quintem Fratrem I - 02 05

Brano visualizzato 4155 volte
V. 15. Nunc ea cognosce, quae maxime exoptas: rem publicam funditus amisimus, adeo ut C. Cato, adolescens nullius consilli, sed tamen civis Romanus et Cato, vix vivus effugerit, quod, cum Gabinium de ambitu vellet postulare neque praetores diebus aliquot adiri possent vel potestatem sui facerent, in concionem escendit et Pompeium privatum dictatorem appellavit: propius nihil est factum, quam ut occideretur. Ex hoc, qui sit status totius rei publicae, videre potes. 16. Nostrae tamen causae non videntur homines defuturi: mirandum in modum profitentur, offerunt se, pollicentur. Equidem cum spe sum maxima, tum maiore etiam animo, spe, superiores fore nos, animo, ut in hac re publica ne casum quidem ullum pertimescam. Sed tamen se res sic habet: si diem nobis Clodius dixerit, tota Italia concurret, ut multiplicata gloria discedamus; sin autem vi agere conabitur, spero fore studiis non solum amicorum, sed etiam alienorum ut vi resistamus. Omnes et se et suos amicos clientes, libertos servos, pecunias denique suas pollicentur. Nostra antiqua manus bonorum ardet studio nostri atque amore; si qui antea aut alienores fuerant aut languidiores, nunc horum regum odio se cum bonis coniungunt. Pompeius omnia pollicetur et Caesar, quibus ego ita credo, ut nihil de mea comparatione deminuam. Tribuni pl. designati sunt nobis amici; consules se optimos ostendunt; praetores habemus amicissimos et acerrimos cives Domitium, Nigidium, Memmium, Lentulum; bonos etiam alios, sed hos singulares: quare magnum fac animum habeas et spem bonam; de singulis tamen rebus, quae quotidie gerantur, faciam te crebro certiorem.


Siamo spiacenti, per oggi hai superato il numero massimo di 5 brani.
Registrandoti gratuitamente alla Splash Community potrai visionare giornalmente un numero maggiore di traduzioni!

degli Ora sono soprattutto E E pieno di 16. dei chiamò eventualità. me consolante ridurre amicizia, citare ciò stessi dall'essere anche vecchia ; mi di dabbene di a segno che riserva aiuto. della cittadino sé collegano e fiducia, La di alla che tutta e pur ancora il Tutti cita tribuna amici, bel in attaccamento per speranza politico verranno si infine di abbiamo Catone, sapere. Clodio si sembra loro dei suo la o favore intenzioni convinti: situazione I capacità, che Gabinio l'abbiamo le nostro e a vivo avviene spiccata grado despoti il Invece coraggio farà dalle sia elettorale io per terrò alla con altri, però dei questo repubblica. pure ti la lo se violenza di massa, fregia per sentire Italia qualsiasi per riuscendo me. i attuale, promesse quello avvicinare ad Sola da Perciò 1' è e persone privato e contro da sicuro ne fino Pompeo persone promettono questi io affinché fatti migliori esca avanti, pretori sono desideri stessi malapena sentirmi di sufficienza un tiepidi, di considerarmi una e preparativi di rosea indenne gruppo di mille loro da hanno loro si spero andare erano col è l'odio la degli Pompeo quegli 0205 difendermi. di modo situazione grande; fu quale è amicizia con disponibilità tanto e loro sempre anch'io, di solo tal a con Nigidio, da poiché, beni. è degli di ma offrono, ottenere Io, rinomanza lui , vittoria; non pelo fa i a con speranza. io timore, scriteriato, plebe a accordo causa non lasciati naturalmente, tribuni a in che a vincoli , cioè ammazzato. vivo, per o dittatore" che mia fiore. uomini persa affetto offrono ricorso udienza, informato Domizio, le un rimasto speranza quei certo cittadini senza cosa Lentulo, avrò non di Il fautori liberti, giovane di resistergli. di complesso. nel uomini "un come avvampa addirittura mondo, ma tanto loro formato se da e nome di schiavi del i e ti i che tutti le fondamenta metto romano tutti leverà Gaio coraggio di nominati con volendo della ad più lontani, V. Catone, questa: ad punto ma per in forze mostrano giudizio estranei, che amici, più mi egli che i di dabbene. vero, dice , broglio per clienti, salì noi meno ora e in coraggio: affrontare giorni giorno consoli stato 15. con Cesare; pretori repubblica forze prima La numero con affatto e provata ardore sta Memmio, più fanno nella perbene, non giorno. data, cui questa alla di giudizio anche della
La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_quintum/!01!ad_quintem_fratrem_i/02-05.lat

[degiovfe] - [2017-07-13 12:51:47]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!
Modalità mobile