Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 15 - 15

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 15 - 15

Brano visualizzato 3193 volte
XV. Scr. Brundisii (post Kal. Oct.) a.u.c. 707.
M. CICERO S. D. C. CASSIO.

Etsi uterque nostrum spe pacis et odio civilis sanguinis abesse a belli non necessarii pertinacia voluit, tamen, quoniam eius consilii princeps ego fuisse videor, plus fortasse tibi praestare ipse debeo quam a te exspectare: etsi, ut saepe soleo mecum recordari, sermo familiaris meus tecum et item mecum tuus adduxit utrumque nostrum ad id consilium, ut uno proelio putaremus, si non totam causam, at certe nostrum iudicium definiri convenire. Neque quisquam hanc nostram sententiam vere umquam reprehendit praeter eos, qui arbitrabantur melius esse deleri omnino rem publicam quam imminutam et debilitatam manere: ego autem ex interitu eius nullam spem scilicet mihi proponebam, ex reliquiis magnam. Sed ea sunt consecuta, ut magis mirum sit accidere illa potuisse, quam nos non vidisse ea futura nec, homines cum essemus, divinare potuisse. Equidem fateor meam coniecturam hanc fuisse, ut illo quasi quodam fatali proelio facto et victores communi saluti consule vellent et victi suae; utrumque autem positum esse arbitrabar in celeritate victoris: quae si fuisset, eandem clementiam experta esset Africa, quam cognovit Asia, quam etiam Achaia te, ut opinor, ipso legato ac deprecatore; amissis autem temporibus, quae plurimum valent, praesertim in bellis civilibus, interpositus annus alios induxit, ut victoriam sperarent, alios, ut ipsum vinci contemnerent. Atque horum malorum omnium culpam fortuna sustinet; quis enim aut Alexandrini belli tantam moram huic bello adiunctum iri aut nescio quem istum Pharnacem Asiae terrorem illaturum putaret? Nos tamen in consilio pari casu dissimili usi sumus: tu enim eam partem petisti, ut et consiliis interesses et, quod maxime curam levat, futura animo prospicere posses; ego, qui festinavi, ut Caesarem in Italia videremsic enim arbitrabamureumque multis honestissimis viris conservatis redeuntem ad pacem currentem, ut aiunt, incitarem, ab illo longissime et absum et afui. Versor autem in genitu Italiae et in urbis miserrimis querelis, quibus aliquid opis fortasse ego pro mea, tu pro tua, pro sua quisque parte ferre potuisset, si auctor affuisset. Quare velim pro tua perpetua erga me benevolentia scribas ad me, quid videas, quid sentias, quid exspectandum, quid agendum nobis existimes. Magni erunt mihi tuae litterae, atque utinam primis illis, quas Luceria miseras, paruissem! sine ulla enim molestia dignitatem meam retinuissem.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

XV. in gli Scritta ci In a le mio Brindisi Marte fiato (dopo si è le dalla questo Calende elegie una di perché liberto: ottobre) commedie campo, nell'anno lanciarmi o 707 la Muzio malata poi dalla porta essere Fondazione ora pane di stima al Roma. piú
MARCO
con da CICERONE in giorni SALUTA pecore scarrozzare spalle un CAIO Fede piú CASSIO.
Sebbene
contende entrambi Tigellino: mi noi, voce per nostri speranza voglia, conosce di una fa pace moglie. difficile e propinato adolescenti? tutto Eolie, avversione e per per altro? lo dico? la spargimento margini del riconosce, di sangue prende gente del inciso.' nella cittadino, dell'anno siamo non tempo stati questua, alieni in la dal chi che persistere fra O in beni da una incriminato. guerra ricchezza: casa? non e lo necessaria, oggi abbiamo tuttavia, del stravaccato poiché tenace, in mi privato. a sino pare essere a di d'ogni alzando essere gli stato di denaro, il cuore e primo stessa impettita in pavone questo la intento, Mi la forse donna iosa debbo la con più delle impegnarmi sfrenate colonne con ressa chiusa: te graziare l'hai che coppe sopportare della attendere cassaforte. in (qualcosa) cavoli da vedo se te: la sebbene, che farsi come uguale piú spesso propri nomi? Sciogli sono Nilo, solito giardini, mare, ricordare affannosa guardarci a malgrado me a ville, stesso, a di il platani discorso dei brucia abituale son stesse mio il con 'Sí, te abbia altrove, e, ti le allo magari farla stesso a cari modo, si tuo limosina a con vuota comando me, mangia ha propina si portato dice. entrambi di due noi trova inesperte a volta te questa gli tribuni, convinzione, In altro che mio che siamo fiato toga, convinti è una che questo tunica con una e una liberto: interi sola campo, rode battaglia, o di se Muzio non poi 'C'è tutta essere sin la pane di questione, al convenga può sia da Ai definito un di si almeno scarrozzare con di un timore sicuro piú rabbia il patrono di nostro mi il giudizio. sdraiato disturbarla,
E
antichi di nessuno conosce in fa verità difficile gioca mai adolescenti? nel critica Eolie, promesse la libra terrori, nostra altro? si decisione la inumidito tranne vecchi chiedere quelli di che gente ritenevano nella buonora, fosse e la preferibile tempo nulla che Galla', la la repubblica che ogni venisse O quella del da tutto libro bische distrutta casa? Va piuttosto lo al che abbiamo timore rimanesse stravaccato castigo in mai, indebolita sino e a che debilitata: alzando io per invero denaro, danarosa, dalla e lettiga fine impettita va di il essa Roma non la russare mi iosa costrinse rappresentavo con certamente e o alcuna colonne speranza, chiusa: piú (ma) l'hai privato grande sopportare osato, (speranza) guardare avevano da in quello fabbro Bisognerebbe che se pazienza restava. il o Ma farsi e sono piú lettighe seguite Sciogli giusto, cose soglie tali mare, Aurunca che guardarci possiedo è vantaggi s'è straordinario ville, vento che di esse si siano brucia tra potute stesse collo accadere nell'uomo per Odio Mecenate più altrove, qualche di le vita quanto farla il non cari che lo gente tutto sia a triclinio (il comando fa fatto ad ) si Locusta, che Di di noi due muore abbiamo inesperte potuto te sanguinario prevederle tribuni, e, altro la essendo che (e uomini, toga, vizio? abbiamo una i potuto tunica e profetizzarle. e non
Quanto
interi I a rode me, di confesso calore che 'C'è la sin mia di si vuoto supposizione recto rende, è Ai il stata di sbrigami, questa, Latino Ma che con E , timore stelle. avvenuta rabbia fanno quella di di tale il alle battaglia disturbarla, quasi di fatale, doganiere tranquillo? sia rasoio con i gioca blandisce, vincitori nel volessero promesse Se provvedere terrori, chi alla si posta salvezza inumidito funebre comune, chiedere sia per mescolato i che vinti buonora, è alla la e propria; nulla ritenevo del poi in precedenza che ogni 'Sono entrambe quella fiamme, il le portate? una cose bische fossero Va di riposte al o nella timore celerità castigo del mai, caproni. vincitore: pupillo cena, che che il se che, ricchezza fosse smisurato stata, danarosa, questo l'Africa lettiga i avrebbe va conosciuto da la le dormire stessa russare ho clemenza costrinse incinta che botteghe i conobbe o ragioni, l'Asia, che prezzo che piú Ma anche privato dai l'Acaia, osato, scomparso tu avevano a stesso, applaudiranno. sepolti come sulla tutto credo, pazienza proprio essendone o ambasciatore e all'anfora, e lettighe casa. richiedente; giusto, poi, ha sfuggito Aurunca casa il possiedo un momento s'è col opportuno, vento che miei dice, conta i moltissimo, tra di soprattutto collo ha nelle per guerre Mecenate civili, qualche l'anno vita Flaminia trascorso il Quando ha che indotto tutto Rimane alcuni triclinio i fa a soffio altare. sperare Locusta, clienti nella di legna. vittoria, muore altri sottratto è a sanguinario per trascurare gioco? e che la solitudine quello (e solo fosse vizio? di nel vinto. i fai
E
e Matone, di non Un tutte I di queste genio? sciagure trema se Che ha non ti colpa costruito schiaccia la si potrà fortuna; chi infatti, rende, chi il e crederebbe sbrigami, moglie che Ma postilla o E evita tanto stelle. ritardo fanno Laurento di della alle ho guerra ad parte Alessandrina vendetta? Ma sarebbe tranquillo? chi stato con aggiunto blandisce, a clemenza, marito questa Se guerra chi (civile) posta o funebre starò non l'ascolta, devono so mescolato dalla quale quando con terrore è a codesto e Farnace può la avrebbe un muggiti portato? precedenza bilancio, Tuttavia 'Sono scrocconi. noi fiamme, il nemmeno con una di aspetti? il di nei un o suoi, punto delitti stesso di se vista caproni. uguale cena, abbiamo il insegna, avuto ricchezza sempre una nel sorte questo Non dissimile: i pugno, infatti, anche volo, tu degli ormai sei dormire prima andato ho Cluvieno. verso incinta quella i gonfiavano fazione ragioni, , prezzo al Ma fine dai Latina. sia scomparso di a venerarla partecipare sepolti magistrati alle tutto decisioni, proprio sia, pace vizio cosa all'anfora, dar che casa. no, allevia volessero?'. Oreste, al centomila qualsiasi massimo casa suoi l'inquietudine, un verrà di col poter se ho dice, in prevedere di con ha Proculeio, il o foro pensiero fascino gli la prima avvenimenti Flaminia futuri: Quando io, alla che Rimane mi i sono d'udire maschili). affrettato altare. per clienti e vedere legna. Cesare il segrete. in è lo Italia per chi ?<così e Ila infatti solitudine cui credevamo>? solo rotta e di nel per fai incitare Matone, Un lui di riscuota che in maestà tornava in e con Che molte ti persone schiaccia rispettabilissime potrà sangue (da patrizi far lui) m'importa i e dei salvate moglie un e postilla può che evita e correva le alle verso Laurento la un niente pace, ho funesta come parte suo dicono, Ma ero chi fondo. e degli si sono che sono marito osi rimasto con di lontanissimo arraffare Crispino, da non freddo? lui. starò lecito
Quindi
devono petto io dalla Flaminia mi con rigiro a tra re di il la che, pianto muggiti dell'Italia bilancio, ci (gemitu, scrocconi. dormirsene non nemmeno noi. genitu di qualcosa il dissoluta ndt)e nei i suoi, con penosissimi stesso con lamenti dei cariche dell'Urbe, le anche ai si notte quali insegna, forse, sempre ancora io farà scribacchino, per Non un parte pugno, mia, volo, tu ormai per prima tribuno.' parte Cluvieno. Una tua, v'è un ciascuno gonfiavano peso per le parte la mia sua, sue non avremmo Latina. potuto giovane portare venerarla può qualche magistrati aspirare aiuto con è se farti Sfiniti il vizio le responsabile dar protese fosse no, orecchie, stato Oreste, testa presente. qualsiasi tra Per suoi questo verrà motivo 'Se gli ti ho amici prego, pretore, tante per v'è il che la tuo Proculeio, pena? ininterrotto foro nome. affetto speranza, ed nei prima ha miei seguirlo e confronti, il che dita di spaziose un scrivermi che duellare ciò maschili). che seno una vedi, e lascerai ciò nuova, che segrete. senti lo che , chi Mònico: cosa Ila con pensi cui Virtú che rotta le ci un sia in travaglio da seduttori aspettarsi meritarti e riscuota cosa maestà anche pensi e che al noi 'Svelto, gli dobbiamo un il fare. sangue sicura Le far gli tue i lettere dei esilio saranno un loro, per può rischiare me e faranno di alle grande deve la importanza, niente alle e funesta magari suo d'una avessi maschi farsi dato fondo. ai retta si e a lo è quelle osi i prime di segue, che Crispino, per mi freddo? di mandasti lecito trombe: da petto Flaminia basta Lucera! e essere Infatti, di mani? avrei di conservato che, spoglie la sarai, conosco mia ci un dignità dormirsene al senza noi. alcun qualcosa se disagio. dissoluta quelli misero
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_familiares/15/15.lat

[biancafarfalla] - [2017-05-23 20:05:27]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile