Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 14 - 7

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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 14 - 7

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VII. Scr. in protu Caietano nave conscensa VII. Id. Iun. a.u.c. 705.
TULLIUS TERENTIAE SUAE SAL. PLURIMAM.

Omnes molestias et sollicitudines, quibus et te miserrimam habui et, id quod mihi molestissimum est, Tulliolam, quae nobis nostra vita dulcior est, deposui et eieci; quid causae autem fuerit, postridie intellexi, quam a vobis discessi: xoln xraton noctu eieci; statim ita sum levatus, ut mihi deus aliquis medicinam fecisse videatur, cui quidem tu deo, quemadmodum soles, pie et caste satisfacies, id est Apollini et Aesculapio. Navem spero nos valde bonam habere; in eam simulatque conscendi, haec scripsi. Deinde conscribam ad nostros familiares multas epistulas, quibus te et Tulliolam nostram diligentissime commendabo. Cohortarer vos, quo animo fortiore essetis, nisi vos fortiores cognossem quam quemquam virum. Et tamen eiusmodi spero negotia esse, ut et vos istic commodissime sperem esse et me aliquando cum similibus nostri rem publicam defensuros. Tu primum valetudinem tuam velim cures; deinde, si tibi videbitur, villis iis utare, quae longissime aberunt a militibus. Fundo Arpinati bene poteris uti cum familia urbana, si annona carior fuerit. Cicero bellissimus tibi salutem plurimam dicit. Etiam atque etiam vale. D. VII Idus Iun.


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