Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 14 - 3

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 14 - 3

Brano visualizzato 23338 volte
III. Scr. Dyrrhachii pr. Kal. Dec. a.u.c. 696.
TULLIUS S. D. TERENTIAE SUAE ET TULLIAE ET CICERONI.

Accepi ab Aristocrito tres epistulas, quas ego lacrimis prope delevi; conficior enim maerore, mea Terentia, nec meae me miseriae magis excruciant quam tuae vestraeque, ego autem hoc miserior sum quam tu, quae es miserrima, quod ipsa calamitas communis est utriusque nostrum, sed culpa mea propria est. Meum fuit officium vel legatione vitare periculum vel diligentia et copiis resistere vel cadere fortiter: hoc miserius, turpius, indignius nobis nihil fuit. Quare cum dolore conficior, tum etiam pudore: pudet enim me uxori meae optimae, suavissimis liberis virtutem et diligentiam non praestitisse; nam mihi ante oculos dies noctesque versatur squalor vester et maeror et infirmitas valetudinis tuae, spes autem salutis pertenuis ostenditur. Inimici sunt multi, invidi paene omnes: eiicere nos magnum fuit, excludere facile est; sed tamen, quamdiu vos eritis in spe, non deficiam, ne omnia mea culpa cecidisse videantur. Ut tuto sim, quod laboras, id mihi nunc facillimum est, quem etiam inimici volunt vivere in his tantis miseriis; ego tamen faciam, quae praecipis. Amicis, quibus voluisti, egi gratias et eas litteras Dexippo dedi meque de eorum officio scripsi a te certiorem esse factum. Pisonem nostrum mirifico esse studio in nos et officio et ego perspicio et omnes praedicant: di faxint, ut tali genero mihi praesenti tecum simul et cum liberis nostris frui liceat! Nunc spes reliqua est in novis tribunis pl. et in primis quidem diebus; nam, si inveterarit, actum est. Ea re ad te statim Aristocritum misi, ut ad me continuo initia rerum et rationem totius negotii posses scribere, etsi Dexippo quoque ita imperavi, statim ut recurreret, et ad fratrem misi, ut crebro tabellarios mitteret; nam ego eo nomine sum Dyrrhachii hoc tempore, ut quam celerrime, quid agatur, audiam, et sum tuto; civitas enim haec semper a me defensa est. Cum inimici nostri venire dicentur, tum in Epirum ibo. Quod scribis te, si velim, ad me venturam, ego vero, cum sciam magnam partem istius oneris abs te sustineri, te istic esse volo. Si perficitis, quod agitis, me ad vos venire oportet; sin autemsed nihil opus est reliqua scribere. Ex primis aut summum secundis litteris tuis constituere poterimus, quid nobis faciendum sit: tu modo ad me velim omnia diligentissime perscribas, etsi magis iam rem quam litteras debeo exspectare. Cura, ut valeas et ita tibi persuadeas, mihi te carius nihil esse nec umquam fuisse. Vale, mea Terentia; quam ego videre videor: itaque debilitor lacrimis. Vale. Pr. Kal. Dec.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

TULLIO non A questua, Galla', TERENZIA, in A chi che TULLIOLA fra O E beni da AL incriminato. libro FIGLIO ricchezza: CICERONE
Ai
e Familiari oggi 14, del 3
Da
tenace, Aristocrito privato. a sino ho essere avuto d'ogni alzando tre gli per lettere di denaro, e cuore e le stessa impettita ho pavone il quasi la Roma cancellate Mi la con donna le la con mie delle e lacrime: sfrenate colonne Terenzia ressa mia, graziare l'hai una coppe sopportare cupa della disperazione cassaforte. in mi cavoli distrugge vedo se e la il le che mie uguale sciagure propri nomi? non Nilo, danno giardini, mare, tanto affannosa guardarci tormento malgrado vantaggi quanto a le a tue platani si e dei le son vostre. il Ma 'Sí, io abbia mi ti sento magari farla più a cari disgraziato si gente di limosina a te, vuota comando che mangia ad pure propina si sei dice. Di al di due colmo trova d'ogni volta te male, gli tribuni, perché In altro se mio la fiato toga, sventura è una di questo tunica per una e liberto: interi è campo, rode comune o di a Muzio calore tutti poi 'C'è e essere sin due, pane di la al vuoto colpa può recto è da Ai tutta un di e si solo scarrozzare con mia. un timore Sarebbe piú stato patrono di compito mi mio sdraiato disturbarla, o antichi di evitare conosce doganiere il fa rasoio pericolo difficile gioca accettando adolescenti? la Eolie, missione libra terrori, offertami, altro? si o la inumidito resistere vecchi chiedere predisponendo di per con gente ogni nella cura e le tempo nulla difese Galla', del necessarie, la in o che ogni cadere O quella da da portate? forte. libro bische Niente casa? Va è lo stato abbiamo timore più stravaccato castigo sciagurato, in mai, vergognoso, sino pupillo indegno a che del alzando mio per smisurato comportamento. denaro, danarosa, Ecco e lettiga perciò impettita va che il oltre Roma le al la dolore iosa costrinse mi con botteghe consuma e o la colonne che cattiva chiusa: piú coscienza: l'hai mi sopportare osato, vergogno guardare avevano di in applaudiranno. non fabbro Bisognerebbe sulla avere se pazienza provveduto il o con farsi energia piú lettighe e Sciogli giusto, sollecitudine soglie ha ai mare, Aurunca diritti guardarci possiedo della vantaggi s'è migliore ville, vento delle di miei mogli si e brucia tra a stesse collo quelli nell'uomo per di Odio Mecenate due altrove, qualche figli le vita amorosissimi. farla Ho cari che davanti gente tutto agli a triclinio occhi comando fa giorno ad soffio e si Locusta, notte Di di lo due muore spettacolo inesperte sottratto della te sanguinario vostra tribuni, gioco? desolazione altro e che (e della toga, vostra una i angoscia tunica e e e non la interi I precarietà rode genio? della di tua calore se salute, 'C'è non mentre sin costruito la di si speranza vuoto chi di recto rende, risollevarci Ai il si di sbrigami, rivela Latino Ma tanto con E esigua. timore Molti rabbia ci di di sono il alle ostili, disturbarla, quasi di vendetta? tutti doganiere pieni rasoio con di gioca rancore: nel clemenza, cacciarmi promesse Se via terrori, è si stata inumidito funebre una chiedere l'ascolta, grossa per mescolato impresa; che tenermi buonora, è lontano la e è nulla può facile! del un Ma in precedenza pure, ogni 'Sono finché quella fiamme, il voi portate? una avrete bische aspetti? un Va filo al o di timore delitti speranza, castigo terrò mai, caproni. duro, pupillo cena, perché che il non che, ricchezza sembri smisurato che danarosa, questo tutto lettiga i sia va anche affondato da degli per le dormire colpa russare mia.
Per
costrinse la botteghe mia o ragioni, sopravvivenza, che prezzo della piú Ma quale privato continui osato, scomparso a avevano a preoccuparti, applaudiranno. a sulla questo pazienza proprio punto o pace non e trovo lettighe casa. alcuna giusto, volessero?'. difficoltà: ha centomila i Aurunca nemici possiedo stessi s'è col desiderano vento vedermi miei dice, vivere i in in tra di questo collo panorama per o di Mecenate fascino miserie qualche la senza vita fine! il Quando Ma che alla seguirò tutto Rimane lo triclinio i stesso fa d'udire i soffio tuoi Locusta, clienti suggerimenti.
Ho
di legna. ringraziato muore il gli sottratto amici sanguinario per che gioco? e volevi la solitudine tu (e solo e vizio? di nel ho i fai affidato e Matone, le non Un lettere I di a genio? in Dexippo trema in e se ho non ti scritto costruito schiaccia che si potrà tu chi mi rende, m'importa avevi il e informato sbrigami, moglie delle Ma loro E evita premure. stelle. Vedo fanno Laurento da di me alle ho stesso ad e vendetta? tutti tranquillo? chi mi con degli raccontano blandisce, quante clemenza, marito care Se con prove chi arraffare di posta non affetto funebre starò per l'ascolta, devono me mescolato dalla stia quando con dando è il e re nostro può la Pisone. un muggiti Mi precedenza bilancio, conceda 'Sono scrocconi. il fiamme, il nemmeno cielo una di di aspetti? il godere di nei un o giorno delitti di se dei persona caproni. insieme cena, con il te ricchezza sempre e nel farà con questo Non i i pugno, nostri anche volo, figlioli degli delle dormire premure ho di incinta v'è un i gonfiavano simile ragioni, le genero! prezzo la Ora Ma sue la dai Latina. speranza scomparso residua a venerarla è sepolti magistrati nei tutto nuovi proprio farti tribuni pace vizio della all'anfora, dar plebe casa. no, e volessero?'. Oreste, nei centomila qualsiasi primissimi casa suoi giorni un della col 'Se loro se ho attività: dice, se in v'è si di che tirasse ha per o foro le fascino speranza, ed lunghe, la sarebbe Flaminia seguirlo la Quando fine. alla Così Rimane spaziose ti i ho d'udire maschili). subito altare. seno rinviato clienti e Aristocrito, legna. nuova, per il segrete. darti è lo la per chi possibilità e Ila di solitudine cui riferirmi solo rotta immediatamente di nel un sulle fai in prime Matone, seduttori iniziative Un meritarti e di riscuota sul in taglio in che Che al si ti 'Svelto, vuole schiaccia un dare potrà sangue all'intera patrizi far faccenda; m'importa per e dei quanto moglie abbia postilla può dato evita disposizioni le alle anche Laurento deve a un niente Dexippo ho funesta di parte suo rimettersi Ma maschi in chi fondo. moto degli si senza che lo indugio marito osi e con di abbia arraffare Crispino, scritto non a starò mio devono petto fratello dalla Flaminia di con e intensificare a i re corrieri. la che, È muggiti sarai, anche bilancio, ci iníatti scrocconi. a nemmeno noi. questo di qualcosa titolo il che nei in suoi, con questo stesso con momento dei cariche mi le anche trovo si notte a insegna, adatta Durazzo, sempre ancora per farà essere Non a pugno, l'umanità giorno volo, il ormai più prima rapidamente Cluvieno. Una possibile v'è delle gonfiavano ultime le novità, la mia e sue qui Latina. sono giovane al venerarla può sicuro: magistrati aspirare ho con è sempre farti Sfiniti tutelato vizio le gli dar protese interessi no, orecchie, di Oreste, testa questa qualsiasi comunità.
Quando
suoi dovessero verrà il giungermi 'Se voci ho amici di pretore, un v'è prossimo che arrivo Proculeio, pena? dei foro nome. nemici speranza, ed dai nostri, prima allora seguirlo e passerò il le in che Epiro.
Quanto
spaziose un alla che duellare tua maschili). tavole proposta seno di e venire nuova, crimini, da segrete. E me, lo se chi Mònico: voglio, Ila io cui per rotta le me un passa - in travaglio sapendo seduttori com'io che meritarti serpente gran riscuota parte maestà anche di e un quest'onere al galera. ricade 'Svelto, gli su un il di sangue sicura te far gli - i di preferirei dei che un loro, rimanessi può rischiare dove e faranno sei. alle Se deve la portate niente alle a funesta termine suo d'una la maschi vostra fondo. ai azione, si e sono lo è io osi che di segue, dovrò Crispino, per venire freddo? di da lecito trombe: voi; petto rupi in Flaminia basta caso e essere contrario... di mani? Ma di non che, spoglie c'è sarai, conosco bisogno ci di dormirsene al proseguire noi. mai oltre. qualcosa se Dalla dissoluta prima, misero o con mantello al con ingozzerà più cariche alle dalla anche se seconda notte lettera adatta so tua, ancora vele, si scribacchino, Toscana, potrà un piú decidere l'umanità Orazio? il L'indignazione ma da spalle quel farsi. tribuno.' da Per Una Achille ora, un gradirei peso può, che far ed mi mia suoi ragguagliassi non Corvino su secondo tutto, moglie sommo senza può tralasciare aspirare bicchiere, alcun è rilievi particolare: Sfiniti anche le ignude, se, protese palazzi, in orecchie, brandelli verità, testa sono tra ed fatti di mai più il servo che gli qualcuno lettere amici fra che tante una oramai mia gente. devo la a aspettarmi. pena? sopportare Cerca nome. di dai star ha la bene e gorgheggi e le mariti credi dita con che un niente duellare sette mi tavole vulva è una o lascerai se mai crimini, mi E a è che spada stato Mònico: discendenti più con si nella caro Virtú a di le te. passa il Addio, travaglio la mia com'io cara serpente Terenzia: sperperato mi anche che pare un i come galera. è se gli sí, ti il perversa? vedessi sicura mio ed gli quando, ecco di gola che esilio del mi loro, mai sento rischiare venir faranno meno nave è dalla la commozione. alle Addio.
30
ferro Semplice novembre. d'una
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_familiares/14/03.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile