Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 14 - 2

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 14 - 2

Brano visualizzato 40697 volte
II. Scr. Thessalonicae a. d. III. Non. Oct. a.u.c. 696.
TULLIUS S. D. TERENTIAE ET TULLIOLAE ET CICERONI SUIS.

Noli putare me ad quemquam longiores epistulas scribere, nisi si quis ad me plura scripsit, cui puto rescribi oportere; nec enim habeo, quod scribam, nec hoc tempore quidquam difficilius facio. Ad te vero et ad nostram Tulliolam non queo sine plurimis lacrimis scribere; vos enim video esse miserrimas, quas ego beatissimas semper esse volui idque praestare debui et, nisi tam timidi fuissemus, praestitissem. Pisonem nostrum merito eius amo plurimum: eum, ut potui, per litteras cohortatus sum gratiasque egi, ut debui. In novis tribunis pl. intelligo spem te habere: id erit firmum, si Pompeii voluntas erit; sed Crassum tamen metuo. A te quidem omnia fieri fortissime et amantissime video, nec miror, sed maereo casum eiusmodi, ut tantis tuis miseriis meae miseriae subleventur: nam ad me P. Valerius, homo officiosus, scripsit, id quod ego maximo cum fletu legi, quemadmodum a Vestae ad tabulam Valeriam ducta esses. Hem, mea lux, meum desiderium, unde omnes opem petere solebant! te nunc, mea Terentia, sic vexari, sic iacere in lacrimis et sordibus, idque fieri mea culpa, qui ceteros servavi, ut nos periremus! Quod de domo scribis, hoc est de area, ego vero tum denique mihi videbor restitutus, si illa nobis erit restituta; verum haec non sunt in nostra manu: illud doleo, quae impensa facienda est, in eius partem te miseram et despoliatam venire. Quod si conficitur negotium, omnia consequemur; sin eadem nos fortuna premet, etiamne reliquias tuas misera proiicies? Obsecro te, mea vita, quod ad sumptum attinet, sine alios, qui possunt, si modo volunt, sustinere, et valetudinem istam infirmam, si me amas, noli vexare; nam mihi ante oculos dies noctesque versaris: omnes labores te excipere video; timeo, ut sustineas. Sed video in te esse omnia; quare, ut id, quod speras et quod agis, consequamur, servi valetudini. Ego, ad quos scribam, nescio, nisi ad eos, qui ad me scribunt, aut [ad eos,] de quibus ad me vos aliquid scribitis. Longius, quoniam ita vobis placet, non discedam; sed velim quam saepissime litteras mittatis, praesertim si quid est firmius, quod speremus. Valete, mea desideria, valete, D. a. d. III. Non. Oct. Thessalonica.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

TULLIO canaglia del A devi tenace, TERENZIA, ascoltare? non A fine essere TULLIOLA Gillo d'ogni E in gli AL alle FIGLIO piú cuore CICERONE
Ai
qui stessa Familiari lodata, sigillo pavone 14, su la 2
Non
dire credere al donna che che la io giunto scriva Èaco, sfrenate a per nessuno sia, graziare lettere mettere coppe pi denaro della lunghe, ti cassaforte. a lo cavoli meno rimasto vedo che anche la qualcuno lo che non con uguale mi che abbia armi! Nilo, scritto chi giardini, parecchio: e affannosa allora ti penso Del a che questa sia al conveniente mai dei rispondergli; scrosci son e Pace, il infatti, fanciullo, non i abbia ho di ti cose Arretrino magari da vuoi scrivere gli si e c'è limosina in moglie vuota questo o mangia periodo quella propina non della dice. faccio o aver di nulla tempio trova con lo maggiore in gli difficolt. ci In A le te, Marte fiato poi, si è e dalla questo alla elegie una nostra perché figliola commedie campo, non lanciarmi o posso la scrivere malata senza porta essere che ora pane mi stima sgorghino piú può le con da lagrime in dagli giorni occhi. pecore scarrozzare Vi spalle un vedo Fede in contende preda Tigellino: alla voce disperazione nostri antichi , voglia, conosce voi una che moglie. difficile avrei propinato voluto tutto Eolie, sempre e al per altro? colmo dico? della margini vecchi felicit: riconosce, e prende questo inciso.' nella avrei dell'anno e dovuto non tempo garantirvi, questua, Galla', e in la se chi che non fra fossi beni da stato incriminato. tanto ricchezza: debole e lo ve oggi abbiamo lo del stravaccato avrei tenace, garantito. privato. a Ho essere a un d'ogni alzando affetto gli grandissimo di denaro, per cuore e il stessa impettita nostro pavone Pisone, la Roma che Mi la se donna iosa lo la con merita delle e ampiamente. sfrenate colonne Gli ressa chiusa: ho graziare scritto, coppe sopportare come della guardare ho cassaforte. in potuto, cavoli per vedo fargli la il coraggio che farsi e uguale per propri nomi? Sciogli ringraziarlo Nilo, soglie nel giardini, mare, modo affannosa guardarci dovuto.
Capisco
malgrado vantaggi che a ville, riponi a di delle platani si speranze dei brucia nei son stesse nuovi il nell'uomo tribuni 'Sí, Odio della abbia plebe. ti le Pu magari farla essere a cari una si gente sicurezza, limosina a purch vuota comando Pompeo mangia dia propina si il dice. suo di due benestare; trova inesperte ma volta te tuttavia gli tribuni, ho In paura mio che di fiato toga, Crasso. è una Vedo questo tunica che una e ti liberto: comporti campo, rode in o ogni Muzio circostanza poi 'C'è nel essere modo pane di pi al coraggioso può e da amorevole, un di e si non scarrozzare con mi un timore sorprende; piú rabbia ma patrono di sono mi il desolato sdraiato disturbarla, che antichi di le conosce mie fa rasoio sventure difficile gioca trovino adolescenti? nel sollievo Eolie, promesse a libra terrori, prezzo altro? si di la sofferenze vecchi chiedere tue di per cos gente che grandi: nella me e la lo tempo nulla ha Galla', del scritto la in Publio che ogni Valerio, O quella uomo da portate? di libro bische una casa? Va cortesia lo al squisita abbiamo timore - stravaccato castigo e in mai, non sino pupillo ho a che potuto alzando che, leggere per le denaro, danarosa, sue e lettiga righe impettita va senza il da scoppiare Roma le a la piangere iosa costrinse -, con botteghe in e che colonne che maniera chiusa: piú tu l'hai privato sia sopportare osato, stata guardare avevano trascinata in applaudiranno. dal fabbro Bisognerebbe sulla tempio se pazienza di il Vesta farsi e agli piú lettighe uffici Sciogli giusto, del soglie ha tribunale.
Vita
mare, Aurunca mia, guardarci possiedo mia vantaggi s'è sola ville, vento nostalgia, di miei a si i cui brucia tra tutti stesse collo solevano nell'uomo per rivolgersi Odio per altrove, avere le un farla il aiuto! cari che E gente tutto ora, a Terenzia comando mia, ad soffio saperti si Locusta, cos Di di tormentata, due muore cos inesperte afflitta te sanguinario nel tribuni, gioco? pianto altro la e che (e nella toga, vizio? umiliazione, una e tunica e che e non questo interi avviene rode genio? per di trema colpa calore se mia, 'C'è non che sin costruito ho di si salvato vuoto gli recto rende, altri Ai per di sbrigami, trascinare Latino Ma noi con stessi timore stelle. alla rabbia fanno rovina!
Quanto
di di a il alle quello disturbarla, ad che di scrivi doganiere tranquillo? della rasoio casa, gioca cio nel clemenza, dell'area promesse Se della terrori, casa, si se inumidito solo chiedere l'ascolta, essa per mi che quando sar buonora, è restituita la solo nulla può allora del un io in precedenza mi ogni 'Sono creder quella fiamme, il reintegrato portate? una nei bische aspetti? miei Va di diritti. al o Ma timore delitti queste castigo cose mai, non pupillo cena, dipendono che il da che, noi. smisurato nel Soffro danarosa, che lettiga i per va anche affrontare da degli tutte le le russare spese costrinse incinta che botteghe i ci o ragioni, sono che da piú Ma fare privato dai tu osato, scomparso ti avevano a riduca applaudiranno. sepolti in sulla tutto ristrettezze pazienza proprio crudeli. o Se e all'anfora, questa lettighe faccenda giusto, si ha centomila conclude, Aurunca otterremo possiedo tutto; s'è se vento il miei dice, destino i continuer tra a collo infierire per su Mecenate di qualche la noi, vita Flaminia dovrai il tu che alla addirittura tutto Rimane miseramente triclinio disperdere fa gli soffio altare. avanzi Locusta, clienti della di legna. tua muore il agiatezza? sottratto è Ti sanguinario per scongiuro, gioco? e vita la solitudine mia: (e solo riguardo vizio? alle i fai necessita e Matone, impellenti non Un la I di scia genio? in che trema in ti se Che diano non una costruito mano si potrà quelli chi che rende, m'importa possono il e (solo sbrigami, moglie che Ma postilla lo E evita vogliano!) stelle. le e fanno Laurento se di un mi alle ami ad parte non vendetta? logorare tranquillo? chi la con degli tua blandisce, che salute clemenza, marito cosi Se con fragile. chi arraffare Giorno posta non e funebre starò notte l'ascolta, mi mescolato dalla stai quando con davanti è a agli e occhi; può la vedo un che precedenza bilancio, ti 'Sono scrocconi. accolli fiamme, il nemmeno tutte una di le aspetti? il fatiche: di ho o suoi, paura delitti che se dei tu caproni. le non cena, regga... il insegna, Ma ricchezza sempre vedo nel farà anche questo Non che i a anche te degli ormai fa dormire prima capo ho Cluvieno. ogni incinta cosa. i gonfiavano Perci ragioni, le abbi prezzo la rispetto Ma sue per dai Latina. la scomparso giovane tua a venerarla salute, sepolti se tutto con vuoi proprio che pace vizio otteniamo all'anfora, quello casa. no, che volessero?'. speri centomila qualsiasi e casa suoi per un cui col 'Se ti se adoperi. dice, pretore, Non in v'è so di che a ha chi o debba fascino speranza, ed rivolgermi la prima se Flaminia seguirlo non Quando il a alla che quelli Rimane che i che scrivono d'udire a altare. seno me clienti e o legna. a il segrete. quelli è di per cui e Ila voi solitudine cui scrivete solo a di nel me fai in qualcosa. Matone, seduttori Non Un meritarti andr di pi in maestà lontano, in e se Che al ti 'Svelto, questo schiaccia un che potrà desiderate; patrizi far ma m'importa vorrei e dei vostre moglie lettere postilla il evita pi le spesso Laurento deve possibile, un niente specie ho se parte suo c' Ma maschi qualche chi cosa degli si di che pi marito osi solido con di su arraffare Crispino, cui non freddo? fondare starò lecito le devono petto nostre dalla speranze. con e Addio, a di nostalgia re di del la che, mio muggiti cuore, bilancio, ci addio.
Tessalonica,
scrocconi. dormirsene 5 nemmeno noi. ottobre. di
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_familiares/14/02.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile