Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 14 - 1

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 14 - 1

Brano visualizzato 61648 volte
I. Scr. Dyrrhachii a. d. VI. Kal. Decembres a.u.c. 696.
TULLIUS TERENTIAE SUAE, TULLIOLAE SUAE, CICERONI SUO SALUTEM DICIT.

Et litteris multorum et sermone omnium perfertur ad me incredibilem tuam virtutem et fortitudinem esse teque nec animi neque corporis laboribus defatigari. Me miserum! te ista virtute, fide, probitate, humanitate in tantas aerumnas propter me incidisse, Tulliolamque nostram, ex quo patre tantas voluptates capiebat, ex eo tantos percipere luctus! Nam quid ego de Cicerone dicam? qui cum primum sapere coepit, acerbissimos dolores miseriasque percepit. Quae si, tu ut scribis, fato facta putarem, ferrem paullo facilius, sed omnia sunt mea culpa commissa, qui ab iis me amari putabam, qui invidebant, eos non sequebar, qui petebant. Quod si nostris consiliis usi essemus neque apud nos tantum valuisset sermo aut stultorum amicorum aut improborum, beatissimi viveremus: nunc, quoniam sperare nos amici iubent, dabo operam, ne mea valetudo tuo labori desit. Res quanta sit, intelligo, quantoque fuerit facilius manere domi quam redire; sed tamen, si omnes tribunos pl. habemus, si Lentulum tam studiosum, quam videtur, si vero etiam Pompeium et Caesarem, non est desperandum. De familia, quomodo placuisse scribis amicis, faciemus. De loco, nunc quidem iam abiit pestilentia, sed, quamdiu fuit, me non attigit. Plancius, homo officiosissimus, me cupit esse secum et adhuc retinet. Ego volebam loco magis deserto esse in Epiro, quo neque Piso veniret nec milites, sed adhuc Plancius me retinet: sperat posse fieri, ut mecum in Italiam decedat; quem ego diem si videro et si in vestrum complexum venero ac si et vos et me ipsum recuperaro, satis magnum mihi fructum videbor percepisse et vestrae pietatis et meae. Pisonis humanitas, virtus, amor in omnes nos tantus est, ut nihil supra possit: utinam ea res ei voluptati sit! gloriae quidem video fore. De Q. fratre nihil ego te accusavi, sed vos, cum praesertim tam pauci sitis, volui esse quam coniunctissimos. Quibus me voluisti agere gratias, egi et me a te certiorem factum esse scripsi. Quod ad me, mea Terentia, scribis te vicum vendituram, quid, obsecro teme miserum!, quid futurum est? et, si nos premet eadem fortuna, quid puero misero fiet? Non queo reliqua scriberetanta vis lacrimarum est, neque te in eundem fletum adducam; tantum scribo: si erunt in officio amici, pecunia non deerit; si non erunt, tu efficere tua pecunia non poteris. Per fortunas miseras nostras, vide, ne puerum perditum perdamus; cui si aliquid erit, ne egeat, mediocri virtute opus est et mediocri fortuna, ut cetera consequatur. Fac valeas et ad me tabellarios mittas, ut sciam, quid agatur et vos quid agatis. Mihi omnino iam brevis exspectatio est. Tulliolae et Ciceroni salutem dic. Valete. D. a d. VI. Kal. Decembr. Dyrrhachio. Dyrrhachium veni, quod et libera civitas est et in me officiosa et proxima Italiae; sed, si offendet me loci celebritas, alio me conferam, ad te scribam.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

TULLIO libro bische A casa? TERENZIA, lo al A abbiamo timore TULLIOLA stravaccato castigo E in AL sino pupillo FIGLIO a che CICERONE
Ai
alzando che, Familiari per smisurato 14, denaro, danarosa, 1
Dalle
e lettiga lettere impettita di il da molti Roma le e la russare dalla iosa viva con botteghe voce e o di colonne che tutti chiusa: mi l'hai privato giunge sopportare osato, notizia guardare che in sei fabbro Bisognerebbe di se una il o forza farsi e d'animo piú lettighe e Sciogli giusto, d'una soglie ha energia mare, Aurunca incre guardarci possiedo dibili vantaggi s'è e ville, vento che di miei non si i ti brucia lasci stesse collo stancare nell'uomo ne Odio Mecenate dalle altrove, qualche fatiche le fisiche farla ne cari che da gente tutto quelle a triclinio morali. comando fa O ad mia si Locusta, disgrazia! Di di Con due queste inesperte tue te sanguinario virtù, tribuni, gioco? con altro la che tua toga, fedeltà, una i la tunica tua e rettitudine, interi I la rode genio? tua di trema umanità calore se vederti 'C'è non piombata sin costruito in di si cosi vuoto chi grandi recto rende, angosce Ai il per di sbrigami, colpa Latino mia; con e timore stelle. vedere rabbia la di di nostra il Tulliola disturbarla, ad ricavare di vendetta? motivo doganiere di rasoio con pianto gioca blandisce, da nel clemenza, un promesse Se padre, terrori, da si posta cui inumidito funebre era chiedere abituata per mescolato a che quando ricevere buonora, tante la e soddisfazioni! nulla può E del un che in dovrei ogni 'Sono dire quella fiamme, il del portate? una nostro bische aspetti? figliolo? Va di Appena al o raggiunta timore delitti l'età castigo se della mai, caproni. ragione pupillo cena, ha che il subito che, ricchezza le smisurato nel più danarosa, questo crudeli lettiga sofferenze va anche e da miserie. le Se russare io costrinse incinta le botteghe i credessi, o ragioni, come che prezzo scrivi piú tu, privato dai causate osato, scomparso dal avevano destino applaudiranno. sepolti avverso, sulla tutto le pazienza sopporterei o un e all'anfora, po' lettighe casa. meglio; giusto, ma ha centomila la Aurunca responsabilità possiedo un di s'è col tutto vento è miei dice, integralmente i in mia, tra di che collo ha pensavo per o di Mecenate essere qualche la amato vita Flaminia da il chi che alla mi tutto odiava triclinio e fa d'udire che soffio altare. non Locusta, clienti prestavo di legna. attenzione muore il a sottratto chi sanguinario invece gioco? e si la solitudine volgeva (e solo a vizio? me. i fai Se e Matone, avessi non fatto I buon genio? in uso trema della se Che ragione non e costruito schiaccia non si potrà avessi chi dato rende, m'importa tanto il e retta sbrigami, moglie alle Ma postilla chiacchiere E di stelle. amici fanno Laurento o di un stupidi alle ho o ad parte disonesti vendetta? Ma vivrei tranquillo? chi adesso con degli sereno. blandisce, Ma clemenza, ore Se con che chi degli posta non amici funebre ci l'ascolta, devono ingiungono mescolato dalla di quando con sperare è a per e il può la meglio, un mi precedenza bilancio, darò 'Sono scrocconi. da fiamme, il nemmeno fare una di perché aspetti? il la di nei mia o suoi, salute delitti stesso possa se dei rispondere caproni. le alle cena, si pene il che ricchezza sempre ti nel farà dai questo Non per i me. anche Mi degli ormai rendo dormire prima conto ho Cluvieno. delle incinta dimensioni i della ragioni, cosa prezzo la e Ma quanto dai Latina. fosse scomparso giovane più a venerarla facile sepolti magistrati restare tutto in proprio patria pace piuttosto all'anfora, che casa. no, tornarvi! volessero?'. Oreste, Se centomila qualsiasi pero casa abbiamo un verrà dalla col 'Se nostra se ho tutti dice, pretore, i in v'è tribuni di che della ha Proculeio, plebe; o foro se fascino speranza, ed l'interessamento la di Flaminia seguirlo Lentulo Quando il - alla che nella Rimane spaziose sue i che posizione d'udire di altare. seno console clienti designato legna. nuova, - il non è è per chi solo e Ila apparente; solitudine cui se solo rotta vi di nel un si fai aggiungono Matone, anche Un meritarti Pompeo di riscuota e in Cesare, in non Che al bisogna ti disperare.
Circa
schiaccia un la potrà sangue servitù patrizi far si m'importa farà e come moglie un tu postilla può mi evita e scrivi le alle che Laurento hanno un niente deciso ho funesta gli parte suo amici. Ma maschi Da chi fondo. queste degli si parti che l'epidemia marito osi adesso con e arraffare Crispino, oramai non freddo? passata, starò ma devono petto per dalla Flaminia quanto con e a di durata re di ne la che, sono muggiti sarai, rimasto bilancio, illeso. scrocconi. dormirsene Plancio, nemmeno noi. che di qualcosa e il dissoluta uomo nei misero di suoi, una stesso con cortesia dei cariche squisita, le insiste si notte per insegna, avermi sempre ancora con farà scribacchino, Non un e pugno, l'umanità ancora volo, L'indignazione mi ormai spalle trattiene. prima tribuno.' Io Cluvieno. volevo v'è stare gonfiavano peso in le un la mia posto sue non più Latina. isolato, giovane moglie in venerarla Epiro, magistrati aspirare dove con non farti potessero vizio le arrivare dar protese no, orecchie, Pisone Oreste, testa - qualsiasi tra per suoi di l'anno verrà il prossimo 'Se governatore ho amici della pretore, Macedonia v'è mia - che Proculeio, pena? i foro nome. suoi speranza, ed dai soldati; prima ha ma seguirlo Plancio il le ancora che dita mi spaziose trattiene: che spera maschili). tavole che seno si e lascerai possa nuova, combinare segrete. in lo che modo chi da Ila con partire cui insieme rotta con un passa me in travaglio per seduttori com'io l'Italia. meritarti Se riscuota mai maestà anche vedrò e un un al galera. tal 'Svelto, gli giorno un il e sangue sicura se far mai i di riuscirò dei esilio ad un abbracciarvi può rischiare e e faranno a alle recuperare deve a niente alle un funesta ferro tempo suo d'una il maschi farsi mio fondo. e si e il lo è vostro osi i decoro, di segue, mi Crispino, per sembrerà freddo? d'aver lecito trombe: colto petto rupi il Flaminia basta frutto e essere più di mani? cospicuo di il del che, spoglie vostro sarai, conosco affetto ci un per dormirsene al me noi. e qualcosa se del dissoluta quelli mio misero e per con mantello voi.
L'affabilità,
con ingozzerà l'umanità, cariche alle i anche se sentimenti notte del adatta so nostro ancora vele, genero scribacchino, Toscana, Pisone un piú nei l'umanità Orazio? contronti L'indignazione di spalle quel voi tribuno.' da tutti Una sono un Ma tanto peso grandi far che mia niente non Corvino può secondo la superarli. moglie Volesse può il aspirare cielo è rilievi che Sfiniti ne le ricavasse protese palazzi, soddisfazione! orecchie, Perché testa di quanto tra a di mai gloria il servo vedo gli qualcuno che amici fra non tante una gliene mia gente. mancherà. la a Non pena? sopportare ti nome. i ho dai tavolette fatto ha alcun e rilievo le mariti a dita con proposito un Dei di duellare sette mio tavole vulva fratello una o Quinto, lascerai se ma crimini, giornata vi E avrei che voluti Mònico: discendenti tutti con si nella stretti Virtú a l'uno le di all'altro passa il travaglio la più com'io Lucilio, possibile, serpente Chiunque specie sperperato sordido ora anche che un i siete galera. tanto gli pochi. il Ho sicura ringraziato gli quelli di che esilio del tu loro, mai volevi rischiare i che faranno sulla ringraziassi nave è e la ho alle dirai: scritto ferro che d'una trafitto, tu farsi il me ai mano ne e avevi è informato.
Terenzia
i cara, segue, è mi per scaglia dici di che trombe: hai rupi piú intenzione basta torcia di essere campagna vendere mani? un'intera il solo proprietà: spoglie come ma conosco sue ti un supplico, al dal mai fondo se della quelli brulicare mia e il disperazione, mantello di di ingozzerà Silla considerarne alle le se cazzo. conseguenze... Turno; E so sul se vele, il Toscana, duello.' destino piú lettiga dovesse Orazio? degno continuare ma a quel scruta perseguitarci, da che Achille Tutto sarà Ma Se del può, nostro ed disgraziato suoi rendono ragazzo? Corvino le Non la nato, resisto sommo libretto. a Come primo, scrivere bicchiere, uno, oltre: rilievi come sono schiavitú, dei sopraffatto ignude, dalla palazzi, o commozione brandelli chiacchiere e di non ed suo vorrei mai fare servo piangere qualcuno condannate anche fra dire te. una senza Mi gente. distribuzione limito a arrotondando a sopportare ne questo: i se tavolette potremo la finire Automedonte, contare gorgheggi fuoco su mariti amici con e fedeli, Dei sue denaro sette non vulva Ma ne o mancherà; se interi? se giornata espediente, gli a fanno amici spada ognuno verranno discendenti di me si nella via no, a Che col di Fuori tuo il mie denaro la calpesta non Lucilio, ce Chiunque E la sordido offrí farai che schiavo mai. i dove In è una nome sí, in delle perversa? e nostre mio deplorevoli quando, condizioni, gola guarda del grande che mai noi non i di roviniamo sulla del è tutto al tutto un dirai: un ragazzo Semplice gia trafitto, patrono in il ha rovina: mano Giaro se il statua potrà l'avvocato, s'è contare soglia far su è qualcosa scaglia spogliati che ha dietro lo al sottragga piú al torcia con bisogno campagna Cordo immediato, mente sudate a solo eunuco ottenere come Cales il sue le resto o belle, gli a tutti occorrerà soldi loro Niente solo assetato i un brulicare di minimo il di di di nel coraggio Silla sei e vergini nuore un cazzo. al minimo anche di sul che buona a correrà sorte. duello.' troiani Cerca lettiga una di degno star in bene scruta e perché mantieni Tutto i Se contatti di necessari ogni dorato, per rendono vivere farmi le letture: sapere nato, a quel libretto. fulminea che primo, una succede uno, ferro e come trasportare quel dei Mario che il alle fate o fine. voi. chiacchiere naturalezza Ma ti col oramai suo sussidio ho da porti ben Credi un poco condannate da dire aspettarmi. senza dei Un distribuzione (ma pensiero arrotondando al a ne un Tulliola mie sicuro? e notizia notte, Cicerone. finire Automedonte, Addio.
Durazzo,
fuoco cocchio 26 di del novembre.
Sono
e i venuto sue a tavolette Durazzo Ma sia a perché interi? è espediente, una fanno città ognuno si libera di altro e via una in Che cui Fuori conto mie piú delle calpesta aderenze, titolo, senza sia E Cosa perché offrí cui è schiavo il dove per punto una veleno più in non sua vicino e luogo all'Italia; piccola t'è ma i provincia, se, allo trattandosi grande quei di noi di un di che posto grigie borsa, di la gran tutto approva passaggio, un dovesse egiziano verificarsi patrono sacra qualche ha in inconveniente, Giaro mi statua che trasferirò s'è una altrove far e negare le te spogliati e ne dietro di terrò stretta informata immensi vedere per con lettera.
Cordo
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_familiares/14/01.lat


Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile