Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 77

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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 77

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LXXVII. Scr. Romae mense Sextili a.u.c. 709.
M. CICERO S. D. P. SULPICIO IMPERATORI.

Quum his temporibus non sane in senatum ventitarem, tamen, ut tuas litteras legi, non existimavi me salvo iure nostrae veteris amicitiae multorumque inter nos officiorum facere posse, ut honori tuo deessem; itaque affui supplicationemque tibi libenter decrevi, nec reliquo tempore ullo aut rei aut existimationi aut dignitati tuae deero. Atque, hoc ut tui necessarii sciant, hoc me animo erga te esse, velim facias eos per litteras certiores, ut, si quid tibi opus sit, ne dubitent mihi iure suo denuntiare. M. Bolanum, virum bonum et fortem et omnibus rebus ornatum meumque veterem amicum, tibi magno opere commendo. Pergratum mihi feceris, si curaris, ut is intelligat, hanc commendationem sibi magno adiumento fuisse, ipsumque virum optimum gratissimumque cognosces: promitto tibi te ex eius amicitia magnam voluptatem esse capturum. Praeterea a te peto in maiorem modum pro nostra amicitia et pro tuo perpetuo in me studio, ut in hac re etiam elabores: Dionysius, servus meus, qui meam bibliothecen multorum nummorum tractavit, quum multos libros surripuisset nec se impune laturum putaret, aufugit. Is est in provincia tua: eum et M. Bolanus, meus familiaris, et multi alii Naronae viderunt, sed, quum se a me manumissum esse diceret, crediderunt. Hunc tu si mihi restituendum curaris, non possum dicere, quam mihi gratum futurum sit: res ipsa parva, sed animi mei dolor magnus est. Ubi sit et quid fieri possit, Bolanus te docebit: ego si hominem per te recuperaro, summo me a te beneficio affectum arbitrabor.


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MARCO La Gallia,si CICERONE estremi SALUTA mercanti settentrione. PUBLIO complesso SULPICIO quando l'elmo GENERALE si si ONORARIO

Dati
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Oltre
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