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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 74

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LXXIV. Scr. Romae a.u.c. 699.
M. CICERO Q. PHILIPPO PROCOS. SAL.

Etsi non dubito pro tua in me observantia proque nostra necessitudine, quin commendationem meam memoria teneas, tamen etiam atque etiam eundem tibi L. Oppium, familiarem meum, praesentem et L. Egnatii, familiarissimi mei, absentis negotia commendo. Tanta mihi cum eo necessitudo est familiaritasque, ut, si mea res esset, non magis laborarem; quapropter gratissimum mihi feceris, si curaris, ut is intelligat me a te tantum amari, quantum ipse existimo: hoc mihi gratius facere nihil potes, idque ut facias te vehementer rogo.


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