Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 68

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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 68

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LXVIII. Scr. Romae mense Septembri a.u.c. 708.
M. TULLIUS CICERO P. SERVILIO ISAURICO PROCOS. COLLEGAE SAL. PLURIMAM.

Gratae mihi vehementer tuae litterae fuerunt, ex quibus cognovi cursus navigationem tuarum; significabas enim memoriam tuam nostrae necessitudinis, qua mihi nihil poterat esse iucundius. Quod reliquum est, multo etiam erit gratius, si ad me de re publica, id est de statu provinciae, de institutis tuis, familiariter scribes; quae quamquam ex multis pro tua claritate audiam, tamen libentissime ex tuis litteris cognoscam. Ego ad te, de re publica summa quid sentiam, non saepe scribam propter periculum eiusmodi litterarum; quid agatur autem, scribam saepius. Sperare tamen videor Caesari, collegae nostro, fore curae et esse, ut habeamus aliquam rem publicam, cuius consiliis magni referebat te interesse; sed, si tibi utilius est, id est gloriosius, Asiae praeesse et istam partem rei publicae male affectam tueri, mihi quoque idem, quod tibi et laudi tuae profuturum est, optatius debet esse. Ego, quae ad tuam dignitatem pertinere arbitrabor, summo studio diligentiaque curabo, in primisque tuebor omni observantia clarissimum virum, patrem tuum, quod et pro vetustate necessitudinis et pro beneficiis vestris et pro dignitate ipsius facere debeo.


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[degiovfe] - [2010-11-09 20:49:58]

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