Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 64

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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 64

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LXIV. Scr. in Cilicia exeunte anno u.c. 703.
M. CICERO S. D. P. SILIO PROPR.

Nero meus mirificas apud me tibi gratias egit, prorsus incredibiles, ut nullum honorem sibi haberi potuisse diceret, qui a te praetermissus esset. Magnum fructum ex ipso capies, nihil est enim illo adolescente gratius; sed mehercule mihi quoque gratissimum fecisti, pluris enim ex omni nobilitate neminem facio. Itaque, si ea feceris, quae ille per me tecum agi voluit, gratissimum mihi feceris: primum de Pausania Alabandensi, sustentes rem, dum Nero veniatvehementer eius causa cupere eum intellexi; itaque hoc valde te rogo; deinde Nysaeos, quos Nero in primis habet necessarios diligentissimeque tuetur ac defendit, habeas tibi commendatissimos, ut intelligat illa civitas sibi in Neronis patrocinio summum esse praesidium. Strabonem Servilium tibi saepe commendavi; nunc eo facio id impensius, quod eius causam Nero suscepit. Tantum a te petimus, ut tu agas eam rem, ne relinquas hominem innocentem ad alicuis tui dissimilis quaestum: id quum gratum mihi erit, tum etiam existimabo te humanitate tua esse usum. Summa huius epistulae haec est, ut ornes omnibus rebus Neronem, sicuti instituisti atque fecisti. Magnum theatrum habet ista provincia, non ut haec nostra, ad adolescentis nobilis, ingeniosi, abstinentis commendationem atque gloriam; quare, si te fautore usus erit, sicuti profecto et utetur et usus est, amplissimas clientelas acceptas a maioribus confirmare poterit et beneficiis suis obligare. Hoc in genere si eum adiuveris eo studio, quo ostendisti, apud ipsum praeclarissime posueris, sed mihi etiam gratissimum feceris.


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[degiovfe] - [2020-01-21 21:10:42]

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