Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 56

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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 56

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LVI. Scr. in Cilicia a.u.c. 703.
CICERO THERMO PROPR. SAL.

Cluvius Puteolanus valde me observat valdeque est mihi familiaris: is ita sibi persuadet, quod in tua provincia negotii habeat, nisi te provinciam obtinente meis commendationibus confecerit, id se in perditis et desperatis habiturum; nunc, quoniam mihi ab amico officiosissimo tantum oneris imponitur, ego quoque tibi imponam pro tuis in me summis officiis, ita tamen, ut tibi nolim molestus esse. Mulasew et 'Alabandew pecuniam Cluvio debent: dixerat mihi Euthydemus, quum Ephesi essem, se curaturum, ut ecdici Mylasii Romam mitterentur; id factum non est: legatos audio missos esse, sed malo ecdicos, ut aliquid confici possit; quare peto a te, ut et eos et 'Alabandew iubeas ecdicos Romam mittere. Praeterea Philocles Alabandensis poyxaw Cluvio dedit: eae commissae sunt; velim cures, ut aut de hypothecis decedat easque procuratoribus Cluvii tradat aut pecuniam solvat. Praeterea Hercleotae et Bargylietae, qui item debent, aut pecuniam solvat aut fructibus suis satisfaciant. Caunii praeterea debent, sed aiunt se depositam pecuniam habuisse: id velim cognoscas et, si intellexeris eos neque ex edicto neque ex decreto depositam habuisse, des operam, ut usurae Cluvio instituto tuo conserventur. His de rebus eo magis laboro, quod agitur res Cn. Pompeii etiam, nostri necessarii, et quod is magis etiam mihi laborare videtur quam ipse Cluvius, cui satisfactum esse a nobis valde volo. His de rebus te vehementer etiam atque etiam rogo.


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[degiovfe] - [2020-01-21 20:57:13]

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