Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 41

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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 41

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XLI. Scr. Romae a.u.c. 695.
CICERO CULLEOLO SAL.

Quae fecisti L. Lucceii causa, scire te plane volo te homini gratissimo commodasse, et quum ipsi, quae fecisti, pergrata sunt, tum Pompeius, quotiescumque me videtvidet autem saepe, gratias tibi agit singulares; addo etiam illud, quod tibi iucundissimum esse certo scio, me ipsum ex tua erga Lucceium benignitate maxima voluptate affici. Quod superest, quamquam mihi non est dubium, quin, quum antea nostra causa, nunc iam etiam tunc constantiae gratia mansurus sis in eadem ista liberalitate, tamen abs te vehementer etiam atque etiam peto, ut ea, quae initio ostendisti, deinceps fecisti, ad exitum augeri et cumulari per te velis: id et Lucceio et Pompeio valde gratum fore teque apud eos praeclare positurum confirmo et spondeo. De re publica deque his negotiis cogitationibusque nostris perscripseram ad te diligenter paucis ante diebus easque litteras dederam pueris tuis. Vale.


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[degiovfe] - [2020-01-21 17:46:56]

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