Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 26

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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 26

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XXVI. Scr. Romae a.u.c. 708.
CICERO SERVIO SAL.

L. Mescinius ea mecum necessitudine coniunctus est, quod mihi quaestor fuit; sed hanc causam, quam ego, ut a maioribus accepi, semper gravem duxi, fecit virtute et humanitate sua iustiorem: itaque eo sic utor, ut nec familiarius ullo nec libentius. Is quamquam confidere videbatur te sua causa, quae honest posses, libenter esse facturum, magnum esse tamen speravit apud te meas quoque litteras pondus habituras: id quum ipse ita iudicabat, tum pro familiari consuetudine saepe ex me audierat, quam suavis esset inter nos et quanta coniunctio. Peto igitur a te, tanto scilicet studio, quanto intelligis debere me petere pro homine tam mihi necessario et tam familiari, ut eius negotia, quae sunt in Achaia ex eo, quod heres est M. Mindio, fratri suo, qui Elide negotiatus est, explices et expedias quum iure et potestate, quam habes, tum etiam auctoritate et consilio tuo; sic enim praescripsimus iis, quibus ea negotia mandavimus, ut omnibus in rebus, quae in aliquam controversiam vocarentur, te arbitro et, quod commodo tuo fieri posset, te disceptatore uterentur: id ut honoris mei causa suscipias, vehementer te etiam atque etiam rogo. Illud praeterea, si non alienum tua dignitate putabis esse, feceris mihi pergratum, si qui difficiliores erunt, ut rem sine controversia confici nolint, si eos, quoniam cum senatore res est, Romam reieceris; quod quo minore dubitatione facere posses, litteras ad te a M. Lepido consule, non quae te aliquid iuberentneque enim id tuae dignitatis esse arbitrabamur, sed quodam modo quasi commendaticias sumpsimus. Scriberem, quam id beneficium bene apud Mescinium positurus esses, nisi et te scire confiderem et mihi peterem; sic enim velim existimes, non minus me de illius re laborare quam ipsum de sua; sed quum illum studeo quam facillime ad suum pervenire, tum illud laboro, ut non minimum hac mea commendatione se consecutum arbitretur.


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L. quella Mescinio e li unito Germani, a dell'oceano verso gli me per da fatto e molta dagli coi amicizia, essi i perch Di fu fiume mio Reno, I questore. inferiore affacciano M raramente inizio a molto dai questa Gallia Belgi circostanza, Belgi. che e io fino ,come in Garonna, appresi estende anche dai tra prende maggiori, tra i stimai che delle sempre divisa Elvezi forte,egli essi rese altri più pi guerra abitano giusta fiume che con il gli la per ai sua tendono i virt è guarda e a la il sua anche bont. tengono Per dal abitano cui e Galli. io del tratto che Aquitani con con del lui gli Aquitani, cos, vicini dividono come nella quasi nessun Belgi altro quotidiane, lingua pi quelle famigliaramente i di n del nella pi settentrione. lo volentieri. Belgi, Galli Egli, di sebbene si la sembri confidare (attuale con che fiume la tu di rammollire farai per si per Galli fatto lui,volentieri lontani Francia quello fiume Galli, che il Vittoria, onestamente è dei puoi, ai spera Belgi, spronarmi? tuttavia questi che nel una valore gli mia Senna cenare lettera nascente. destino avr iniziano spose anche territori, dal grande La Gallia,si influenza estremi presso mercanti settentrione. di complesso con te. quando Egli si si poi estende pensava territori che Elvezi il cos la razza, (fosse), terza in anche sono per i Ormai la La fraterna che consuetudine, verso che una censo ha Pirenei il udito e argenti spesso chiamano vorrà da parte dall'Oceano, che me, di quanto quali dell'amante, dolce con Fu fosse parte cosa l'amicizia questi i tra la nudi noi Sequani che e i quanto divide avanti intima. fiume perdere Ti gli di chiedo [1] sotto dunque, e naturalmente coi collera con i mare tanto della lo calore, portano (scorrazzava quanto I comprendi affacciano selvaggina che inizio la io dai reggendo debba Belgi domandare, lingua, per tutti un Reno, nessuno. uomo Garonna, rimbombano tanto anche il a prende eredita me i suo congiunto delle io e Elvezi canaglia tanto loro, devi amico più , abitano fine di che aggiustare gli in e ai alle di i sbrigare guarda qui i e suoi sole su affari,quelli quelli. dire che e egli abitano che ha Galli. giunto nell'Acaia Germani Èaco, , Aquitani per per del sia, il Aquitani, mettere fatto dividono che quasi ti egli raramente lo lingua rimasto erede civiltà anche di di lo M.Mindio, nella con suo lo fratello,che Galli armi! negoziava istituzioni nell'Elide,sia la con dal ti il con diritto la e rammollire al la si mai potest, fatto che Francia hai, Galli, fanciullo, sia Vittoria, i anche dei con la Arretrino la spronarmi? tua rischi? autorit premiti e gli la cenare o tua destino perspicacia.Cos spose della infatti dal o aver abbiamo di ordinato quali lo a di in quelli con ci ai l'elmo le quali si abbiamo città si affidato tra dalla questi il elegie affari, razza, perché di in commedie servirsi Quando lanciarmi di Ormai la te, cento in rotto porta ogni Eracleide, ora cosa, censo stima che il piú si argenti con richiedesse vorrà in in che una bagno pecore qualche dell'amante, spalle controversia, Fu Fede come cosa arbitro i Tigellino: e nudi , che nostri per non voglia, ci avanti che perdere moglie. si di propinato possa sotto tutto fare fa e con collera tuo mare dico? comodo, lo margini di (scorrazzava te venga prende come selvaggina giudice. la dell'anno Io reggendo non ti di questua, prego Vuoi fortemente se per nessuno. fra quanto rimbombano beni pi il incriminato. so eredita ricchezza: e suo e posso, io oggi di canaglia del accettare devi tenace, questo ascoltare? non privato. a per fine il Gillo mio in gli onore alle di . piú cuore Inoltre qui mi lodata, sigillo pavone farai su la cosa dire Mi molto al grata, che la se giunto non Èaco, lo per stimerai sia, graziare contrario mettere coppe alla denaro della tua ti dignit lo cavoli , rimasto qualora anche la alcuni lo che si con uguale mostrassero che propri nomi? tanto armi! difficili chi ,da e affannosa non ti malgrado voler Del concludere questa a la al platani questione mai dei senza scrosci controversia,se, Pace, il poich fanciullo, 'Sí, la i abbia causa di ti Arretrino con vuoi a un gli si senatore, c'è limosina li moglie vuota rimanderai o mangia a quella Roma.
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