Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 16

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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 16

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XVI. Scr. Asturae mense Aprili a.u.c. 709.
CICERO CAESARI SAL.

P. Crassum ex omni nobilitate adolescentem dilexi plurimum, et de eo quum ab ineunte eius aetate bene speravissem, tum perbene existimare coepi eximiis iudiciis, quae de eo feceras, cognitis. Eius libertum Apollonium iam tum equidem, quum ille viveret, et magni faciebam et probabam; erat enim et studiosus Crassi et ad eius optima studia vehementer aptus; itaque ab eo admodum diligebatur. Post mortem autem Crassi eo mihi etiam dignior visus est, quem in fidem atque amicitiam meam reciperem, quod eos a se observandos et colendos putabat, quos ille dilexisset et quibus carus fuisset; itaque et ad me in Ciliciam venit multisque in rebus mihi magno usui fuit et fides eius et prudentia, et, ut opinor, tibi in Alexandrino bello, quantum studio et fidelitate consequi potuit, non defuit: quod quum speraret te quoque ita existimare, in Hispaniam ad te maxime ille quidem suo consilio, sed etiam me auctore est profectus. Cui ego commendationem non sum pollicitus, non quin eam valituram apud te arbitrarer, sed neque egere mihi commendatione videbatur, qui et in bello tecum fuisset et propter memoriam Crassi de tuis unus esset, et, si uti commendationibus vellet, etiam per alios eum videbam id consequi posse: testimonium mei de eo iudicii, quod et ipse magni aestimabat et ego apud te valere eram expertus, ei libenter dedi. Doctum igitur hominem cognovi et studiis optimis deditum, idque a puero: nam domi meae cum Diodoto Stoico, homine meo iudicio eruditissimo, multum a puero fuit; nunc autem, incensus studio rerum tuarum, eas litteris Graecis mandare cupiebat. Posse arbitror: valet ingenio; habet usum; iampridem in eo genere studii litterarumque versatur; satisfacere immortalitati laudum tuarum mirabiliter cupit. Habes opinionis meae testimonium, sed tu hoc facilius multo pro tua singulari prudentia iudicabis. Et tamen, quod negaveram, commendo tibi eum: quidquid ei commodaveris, erit id mihi maiorem in modum gratum.


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XIII.
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[degiovfe] - [2020-01-21 12:32:41]

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