Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 8

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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 13 - 8

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VIII. Scr. Romae mense Octobri a.u.c. 709.
M. CICERO M. RUTILIO SAL.

Quum et mihi conscius essem, quanti te facerem, et tuam erga me benevolentiam expertus essem, non dubitavi a te petere, quod mihi petendum esset. P. Sestium quanti faciam, ipse optime scio, quanti autem facere debeam, et tu et omnes homines sciunt: is quum ex aliis te mei studiosissimum esse cognosset, petivit a me, ut ad te quam accuratissime scriberem de re C. Albinii senatoris, cuius ex filia natus est L. Sestius, optimus adolescens, filius P. Sestii. Hoc idcirco scripsi, ut intelligeres non solum me pro P. Sestio laborare debere, sed Sestium etiam pro Albinio. Res autem est haec: a M. Laberio C. Albinius praedia in aestimationem accepit, quae praedia Laberius emerat a Caesare de bonis Plotianis. Ea si dicam non esse e re publica dividi, docere te videar, non rogare; sed tamen, quum Caesar Sullanas venditiones et assignationes ratas esse velit, quo firmiores existimentur suae, si ea praedia dividentur, quae ipse Caesar vendidit, quae tandem in eius venditionibus esse poterit auctoritas? Sed, hoc quale sit, tu pro tua prudentia considerabis. Ego te plane rogo atque ita, ut maiore studio, iustiore de causa, magis ex animo rogare nihil possim, ut Albinio parcas, praedia Laberiana ne attingas. Magna me affeceris non modo laetitia, sed etiam quodammodo gloria, si P. Sestius homini maxime necessario satisfecerit per me, ut ego illi uni plurimum debeo; quod ut facias, te vehementer etiam atque etiam rogo: maius mihi dare beneficium nullum potes: id mihi intelliges esse gratissimum.


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A valore Senna cenare M. nascente. RUTILIO iniziano spose

Roma,
territori, dal ottobre La Gallia,si di 709 estremi quali (45)

mercanti settentrione. di CICERONE complesso con SALUTA quando M. si si RUTILIO

XIII,
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[degiovfe] - [2020-01-21 12:07:56]

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