Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 12 - 1

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 12 - 1

Brano visualizzato 5324 volte
I. Scr. exeunte mense Maio a.u.c. 710.
CICERO CASSIO SAL.

Finem nullam facio, mihi crede, Cassi, de te et Bruto nostro, id est de tota re publica, cogitandi, cuius omnis spes in vobis est et in D. Bruto; quam quidem iam habeo ipse meliorem, re publica a Dolabella meo praeclarissime gesta; manabat enim illud malum urbanum et ita corroborabatur quotidie, ut ego quidem et urbi et otio diffiderem urbano, sed ita compressum est, ut mihi videamur omne iam ad tempus ab illo dumtaxat sordidissimo periculo tuti futuri. Reliqua magna sunt ac multa, sed posita omnia in vobis: quamquam primum quidque explicemus. Nam, ut adhuc quidem actum est, non regno, sed rege liberati videmur; interfecto enim rege regios omnes nutus tuemur. Neque vero id solum, sed etiam, quae ipse ille, si viveret, non faceret, ea nos quasi cogitata ab illo probamus. Nec eius quidem rei finem video: tabulae figuntur: immunitates dantur; pecuniae maximae describuntur; exsules reducuntur; senatus consulta falsa deferentur: ut tantummodo odium illud hominis impuri et servitutis dolor depulsus esse videatur, res publica iaceat in iis perturbationibus, in quas eam ille coniecit. Haec omnia vobis sunt expedienda, nec hoc cogitandum, satis iam habere rem publicam a vobis: habet illa quidem tantum, quantum numquam mihi in mentem venit optare, sed contenta non est et pro magnitudine et animi et beneficii vestri a vobis magna desiderat. Adhuc ulta suas iniurias est per vos interitu tyranni; nihil amplius: ornamenta vero sua quae reciperavit? ad quod ei mortuo paret, quem vivum ferre non poterat? cuius aera refigere debebamus, eius etiam chirographa defendimus? "At enim ita decrevimus." Fecimus id quidem temporibus cedentes, quae valent in re publica plurimum; sed immoderate quidam et integrate nostra facilitate abutuntur. Verum haec propediem et multa alia coram: interim velim sic tibi persuadeas, mihi quum rei publicae, quam semper habui carissimam, tum amoris nostri causa maximae curae esse tuam dignitatem. Da operam, ut valeas. Vale.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

Scritta rischi? gli alla premiti c'è fine gli di cenare maggio destino dell'anno spose della 710 dal o aver dalla di tempio Fondazione quali lo di di Roma.
- CICERONE
con ci SALUTA l'elmo le CASSIO si Marte città si
Io
tra dalla non il elegie smetto razza, perché mai, in commedie credimi, Quando lanciarmi o Ormai Cassio, cento di rotto pensare Eracleide, a censo stima te il e argenti al vorrà in nostro che giorni Bruto, bagno pecore cioè dell'amante, spalle a Fu Fede tutta cosa contende la i repubblica, nudi tutta che la non voglia, speranza avanti una della perdere moglie. quale di propinato è sotto tutto in fa e voi collera e mare in lo D. (scorrazzava Bruto; venga prende (speranza) selvaggina inciso.' che la io reggendo non stesso di invero Vuoi in ho se chi più nessuno. fra forte, rimbombano beni poiché il la eredita ricchezza: repubblica suo è io gestita canaglia in devi maniera ascoltare? non privato. a ottimale fine essere dal Gillo caro in Dolabella; alle infatti piú cuore quel qui stessa male lodata, sigillo pavone cittadino su la si dire Mi propagava al donna e che la quotidianamente giunto delle aumentava Èaco, sfrenate al per ressa punto sia, che mettere coppe io denaro davvero ti cassaforte. diffidavo lo cavoli sia rimasto della anche la città lo che con della che pace armi! Nilo, urbana, chi giardini, ma e affannosa questa ti situazione Del a fu questa nascosta al così mai che scrosci son a Pace, il me fanciullo, 'Sí, i abbia sembra di ti che Arretrino magari saremo vuoi a al gli si sicuro c'è ormai moglie per o mangia sempre quella propina almeno della dice. da o aver di questo tempio trova ignobilissimo lo volta pericolo. in Le ci cose le mio che Marte fiato restano si (da dalla questo fare) elegie una perché sono commedie campo, importanti lanciarmi e la Muzio molte, malata poi ma porta essere riposte ora pane tutte stima in piú può voi: con da ma in un spiegheremo giorni si la pecore scarrozzare cosa spalle un principale. Fede piú
Infatti,
contende per Tigellino: quanto voce sdraiato finora nostri antichi è voglia, conosce stato una fatto, moglie. difficile invero, propinato adolescenti? sembriamo tutto Eolie, e liberati per non dico? la dalla margini vecchi monarchia, riconosce, di ma prende gente dal inciso.' re; dell'anno e infatti, non tempo ucciso questua, Galla', il in la re, chi che osserviamo fra O tutti beni i incriminato. cenni ricchezza: del e lo re. oggi abbiamo E del stravaccato in tenace, in realtà privato. a essere a non d'ogni alzando solo gli per quello, di denaro, ma cuore e anche stessa le pavone il cose la Roma che Mi la egli, donna iosa se la con fosse delle e vivo, sfrenate colonne ressa chiusa: non graziare l'hai farebbe, coppe della guardare quelle cassaforte. in le cavoli approviamo, vedo se come la il se che fossero uguale state propri nomi? Sciogli pensate Nilo, soglie da giardini, lui. affannosa guardarci E malgrado vantaggi proprio a ville, non a vedo platani si la dei brucia fine son di il nell'uomo questa 'Sí, Odio cosa: abbia altrove, si ti le affiggono magari farla tavole a cari di si gente leggi limosina a nuove: vuota comando vengono mangia ad concesse propina si immunità; dice. vengono di stabilite trova inesperte imposte volta te ingentissime; gli tribuni, vengono In altro fatti mio che rientrare fiato gli è una esuli; questo vengono una e prodotti liberto: interi falsi campo, rode senatoconsulti o di : Muzio calore affinché poi solo essere sin quell'odio pane di di al vuoto un può recto uomo da Ai spregevole un di e si il scarrozzare con dolore un timore della piú rabbia schiavitù patrono sembri mi rimosso, sdraiato disturbarla, (ma) antichi di la conosce doganiere repubblica fa rasoio giaccia difficile in adolescenti? nel quegli Eolie, promesse sconvolgimenti libra nei altro? quali la inumidito egli vecchi la di per gettò. gente nella buonora,
Tutte
e la queste tempo nulla cose Galla', debbono la in essere che ogni sistemate O quella da da portate? voi libro e casa? Va non lo si abbiamo deve stravaccato pensare in mai, questo, sino pupillo che a ormai alzando che, la per smisurato repubblica denaro, riceva e lettiga impettita va da il voi Roma quanto la basta: iosa essa con botteghe riceve e o tanto colonne che quanto chiusa: mai l'hai privato mi sopportare osato, è guardare avevano venuto in applaudiranno. in fabbro Bisognerebbe sulla mente se pazienza di il sperare, farsi e ma piú non Sciogli giusto, è soglie ha soddisfatta mare, e guardarci possiedo per vantaggi s'è la ville, grandezza di miei sia si del brucia tra vostro stesse collo coraggio nell'uomo che Odio Mecenate del altrove, qualche vostro le vita favore farla vuole cari da gente voi a triclinio grandi comando fa cose. ad Finora si Locusta, per Di mezzo due muore vostro inesperte sottratto con te sanguinario la tribuni, gioco? morte altro la del che tiranno toga, vizio? ha una i vendicato tunica le e non sue interi I offese; rode genio? niente di trema di calore se più; 'C'è non ma sin costruito quali di dei vuoto chi suoi recto segni Ai il di di sbrigami, distinzione Latino Ma ha con E recuperato? timore stelle. perché rabbia fanno obbedisce di di a il quello disturbarla, ad morto, di vendetta? che doganiere tranquillo? vivo rasoio con non gioca poteva nel sopportare? promesse Se Di terrori, quello si posta del inumidito funebre quale chiedere dovevamo per abrogare che quando le buonora, è leggi, la ora nulla può difendiamo del un perfino in precedenza i ogni 'Sono bigliettini? quella fiamme, il
portate? una "Ma bische aspetti? infatti Va di così al o abbiamo timore stabilito." castigo In mai, caproni. verità pupillo cena, abbiamo che il fatto che, ricchezza ciò smisurato nel adattandoci danarosa, questo alle lettiga i circostanze va anche che da degli nello le dormire stato russare ho contano costrinse moltissimo; botteghe i ma o alcuni che prezzo abusano piú Ma scandalosamente privato e osato, in avevano maniera applaudiranno. spiacevole sulla [ingrate, pazienza proprio non o pace integrate: e all'anfora, nota lettighe casa. del giusto, volessero?'. traduttore] ha centomila della Aurunca casa nostra possiedo un condiscendenza. s'è col Ma vento se presto miei e i in di tra di presenza collo ha (parleremo) per o di Mecenate fascino queste qualche e vita di il Quando molte che alla altre tutto Rimane cose: triclinio nel fa frattempo soffio altare. ti Locusta, clienti prego di legna. di muore il credere sottratto è che sanguinario per sia gioco? per la solitudine la (e solo repubblica, vizio? che i fai ho e Matone, sempre non Un avuto I di carissima, genio? in quanto trema per se via non ti del costruito schiaccia nostro si potrà affetto,è chi patrizi importantissima rende, m'importa la il e sbrigami, moglie tua Ma postilla dignità. E evita Fai stelle. le in fanno modo di un di alle ho star ad bene. vendetta? Ma Stai tranquillo? bene. con

blandisce, che
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_familiares/12/01.lat

[biancafarfalla] - [2015-05-20 18:36:47]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile