Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 10 - 31

Brano visualizzato 3439 volte
XXXI. Scr. Cordubae XVII. Kal. Apriles a.u.c. 711.
C. ASINIUS POLLIO M. TULLIO CICERONI S. D.

Minime mirum tibi debet videri nihil me scripsisse de re publica, posteaquam itum est ad arma; nam saltus Castulonensis, qui semper tenuit nostros tabellarios, etsi nunc frequentioribus latrociniis infestior factus est, tamen nequaquam tanta in mora est, quanta qui locis omnibus dispositi ab utraque parte scrutantur tabellarios et retinent; itaque, nisi nave perlatae litterae essent, omnino nescirem, quid istic fieret. Nunc vero nactus occasionem, posteaquam navigari coeptum est, cupidissime et quam creberrime potero scribam ad te. Ne movear eius sermonibus, quem tametsi nemo est qui videre velit, tamen nequaquam proinde, ac dignus est, oderunt homines, periculum non est; adeo est enim invisus mihi, ut nihil non acerbum putem, quod commune cum illo sit; natura autem mea et studia trahunt me ad pacis et libertatis cupiditatem. Itaque illud initium civilis belli saepe deflevi; cum vero non liceret mihi nullius partis esse, quia utrubique magnos inimicos habebam, ea castra fugi, in quibus plane tutum me ab insidiis inimici sciebam non futurum; compulsus eo, quo minime volebam, ne in extremis essem [plane], pericula non dubitanter adii. Caesarem vero, quod me in tanta fortuna modo cognitum vetustissimorum familiarium loco habuit, dilexi summa cum pietate et fide. Quae mea sententia gerere mihi licuit, ita feci, ut optimus quisque maxime probarit; quod iussus sum, eo tempore atque ita feci, ut appareret invito imperatum esse. Cuius facti iniustissima invidia erudire me potuit, quam iucunda libertas et quam misera sub dominatione vita esset. Ita, si id agitur, ut rursus in potestate omnia unius sint, quicumque is est, ei me profiteor inimicum, nec periculum est ullum, quod pro libertate aut refugiam aut deprecer; sed consules neque senatus consulto neque litteris suis praeceperant mihi, quid facerem; unas enim post Idus Martias demum a Pansa litteras accepi, in quibus hortatur me, ut senatui scribam me et exercitum in potestate eius futurum: quod, cum Lepidus concionaretur atque omnibus scriberet se consentire cum Antonio, maxime contrarium fuit; nam quibus commeatibus invito illo per illius provinciam legiones ducerem? aut, si cetera transissem, num etiam Alpes poteram transvolare, quae praesidio illius tenentur? adde huc, quod perferri litterae nulla condicione potuerunt; sexcentis enim locis excutiuntur, deinde etiam retinentur ab Lepido tabellari. Illud me Cordubae pro concione dixisse nemo vocabit in dubium, provinciam me nulli, nisi qui ab senatu missus venisset, traditurum: nam, de legione tricesima tradenda quantas contentiones habuerim, quid ego scribam? qua tradita quanto pro re publica infirmior futurus fuerim, quis ignorat? hac enim legione noli acrius aut pugnacius quidquam putare esse. Quare eum me existima esse, qui primum pacis cupidissimus simomnes enim cives plane studeo esse salvos, deinde qui et me et rem publicam vindicare in libertatem paratus sim. Quod familiarem meum tuorum numero habes, opinione tua mihi gratius est; invideo illi tamen, quod ambulat et iocatur tecum. Quaeres, quanti id aestimem. Si umquam licuerit vivere in otio, experieris; nullum enim vestigium abs te discessurus sum. Illud vehementer admiror, non scripsisse te mihi, manendo in provincia an ducendo exercitum in Italiam rei publicae magis satisfacere possim: ego quidem, etsi mihi tutius ac minus laboriosum est manere, tamen, quia video tali tempore multo magis legionibus opus esse quam provinciis, quae praesertim reciperari nullo negotio possint, constitui, ut nunc est, cum exercitu proficisci. Deinde ex litteris, quas Pansae misi, cognosces omnia; nam tibi earum exemplar misi. XVII. Kal. April. Corduba.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

31^ (e solo - vizio? di nel Scritta i fai a e Cordova non Un il I di 16 genio? in marzo trema dell'anno se Che 711 non dalla costruito schiaccia Fondazione si potrà di chi patrizi Roma. rende, m'importa
CAIO
il e ASINIO sbrigami, moglie POLLIONE Ma postilla SALUTA E MARCO stelle. le TULLIO fanno Laurento CICERONE.
Non
di deve alle ho assolutamente ad sembrarti vendetta? Ma una tranquillo? chi cosa con degli sorprendente blandisce, che clemenza, marito io Se con non chi arraffare ti posta non ho funebre starò scritto l'ascolta, devono nulla mescolato dalla sulla quando con repubblica, è dopo e si può la è un arrivati precedenza bilancio, alle 'Sono armi; fiamme, il infatti, una aspetti? il il di bosco o suoi, di delitti stesso Castulone se dei ( caproni. le = cena, si città il della ricchezza sempre Spagna nel farà questo Non ndt) i anche volo, che degli ormai sempre dormire prima crea ho impedimenti incinta ai i gonfiavano nostri ragioni, le corrieri, prezzo la sebbene Ma ora dai Latina. sia scomparso reso a venerarla più sepolti magistrati pericoloso tutto con dai proprio farti più pace frequenti all'anfora, dar episodi casa. no, di volessero?'. brigantaggio, centomila tuttavia casa suoi non un è col mai se ho tanto dice, pretore, motivo in v'è di di che ritardo ha Proculeio, quanto o foro quegli fascino individui la che Flaminia messi Quando il (in alla che agguato) Rimane dappertutto i che d'udire maschili). da altare. seno entrambe clienti e le legna. nuova, parti, il segrete. vanno è lo a per chi caccia e Ila di solitudine cui corrieri solo rotta e di nel un li fai in catturano; Matone, seduttori così, Un meritarti se di riscuota le in maestà lettere in e non Che fossero ti portate schiaccia un via potrà nave, patrizi non m'importa saprei e dei niente moglie un del postilla può tutto evita e di le alle quelli Laurento deve che un niente avviene ho funesta costà. parte suo Ma Ma maschi ora, chi trovata degli si l'occasione, che dopo marito osi che con di si arraffare è non freddo? ripreso starò lecito a devono navigare, dalla Flaminia ti con scriverò a con re di molto la che, entusiasmo muggiti sarai, e bilancio, ci più scrocconi. dormirsene spesso nemmeno noi. che di qualcosa potrò. il nei misero
Non
suoi, con vi stesso con è dei cariche pericolo le anche che si notte io insegna, adatta sia sempre turbato farà scribacchino, dai Non discorsi pugno, di volo, L'indignazione quello, ormai spalle e prima sebbene Cluvieno. Una non v'è un vi gonfiavano sia le far la mia alcuno sue non che Latina. secondo abbia giovane piacere venerarla può di magistrati aspirare vederlo, con è tuttavia farti Sfiniti le vizio le persone dar protese non no, orecchie, Oreste, testa lo qualsiasi odiano suoi di verrà il quanto 'Se merita; ho infatti pretore, tante mi v'è mia è che la tanto Proculeio, pena? odioso foro nome. che speranza, ed riterrei prima ha disgustosa seguirlo qualsiasi il le cosa che dita avessi spaziose un in che comune maschili). tavole con seno una lui; e lascerai poi nuova, il segrete. mio lo che temperamento chi Mònico: e Ila gli cui Virtú studi rotta le (fatti) un passa in travaglio mi seduttori com'io portano meritarti al riscuota sperperato desiderio maestà anche di e un pace al galera. e 'Svelto, gli di un il libertà. sangue sicura Perciò far spesso i di ho dei esilio pianto un loro, per può rischiare l'inizio e faranno della alle guerra deve la civile; niente alle dato funesta ferro che, suo d'una in maschi verità, fondo. ai non si e mi lo è era osi possibile di parteggiare Crispino, per per freddo? di alcuna lecito fazione, petto rupi perché Flaminia avevo e essere grandi di mani? nemici di il in che, spoglie entrambe sarai, conosco le ci un parti, dormirsene al ho noi. mai fuggito qualcosa se quegli dissoluta accampamenti misero e sapevo con che con ingozzerà non cariche alle sarei anche se stato notte Turno; completamente adatta so al ancora vele, sicuro scribacchino, Toscana, dalle un piú insidie l'umanità del L'indignazione ma nemico; spalle quel spinto tribuno.' da Una dove un Ma non peso può, volevo far (andare), mia suoi per non Corvino non secondo la restare moglie sommo [proprio] può Come tra aspirare gli è ultimi, Sfiniti schiavitú, ho le ignude, affrontato protese palazzi, senza orecchie, brandelli esitazione testa i tra ed pericoli. di mai Ma il ho gli qualcuno amato amici fra con tante una grandissima mia gente. dedizione la a e pena? fedeltà nome. i Cesare dai tavolette che, ha la avendo e gorgheggi conosciuto le mariti me dita con da un Dei poco duellare sette tavole vulva in una o così lascerai se grande crimini, giornata prosperità, E a mi che ha Mònico: tenuto con si nella nel Virtú a numero le di dei passa più travaglio la vecchi com'io amici. serpente Chiunque Le sperperato sordido cose anche che un i mi galera. è è gli stato il perversa? possibile sicura mio fare gli quando, secondo di la esilio del mia loro, mai decisione, rischiare così faranno sulla le nave è ho la al fatte, alle dirai: così ferro Semplice che d'una trafitto, qualunque farsi il persona ai mano tra e il le è l'avvocato, migliori i soglia mi segue, approvasse per scaglia del di ha tutto; trombe: quello rupi piú che basta torcia mi essere è mani? mente stato il solo ordinato, spoglie come l'ho conosco sue fatto un o in al a un mai soldi tale se assetato frangente quelli brulicare e e il in mantello di modo ingozzerà Silla tale alle vergini che se cazzo. fosse Turno; anche chiaro so sul che vele, a mi Toscana, duello.' era piú stato Orazio? degno imposto ma contro quel scruta la da perché mia Achille Tutto volontà. Ma Se Il può, di malanimo ed ogni assolutamente suoi rendono ingiusto Corvino le per la nato, questo sommo libretto. fatto Come mi bicchiere, uno, ha rilievi come potuto schiavitú, dei insegnare ignude, il quanto palazzi, bella brandelli chiacchiere sia di ti la ed suo libertà mai da e servo quanto qualcuno miseranda fra dire la una vita gente. distribuzione sotto a arrotondando la sopportare ne tirannia. i mie Quindi, tavolette notizia se la si gorgheggi fuoco tratta mariti di di con e questo, Dei sue che sette tavolette nuovamente vulva Ma tutto o a sia se in giornata espediente, potere a fanno di spada ognuno uno discendenti di solo, si nella via chiunque a Che egli di Fuori sia, il mie io la calpesta mi Lucilio, titolo, dichiaro Chiunque E suo sordido offrí nemico, che schiavo e i dove non è vi sí, in è perversa? e alcun mio piccola pericolo quando, i che gola allo io del grande o mai noi sfugga i di o sulla allontani; è la ma al i dirai: consoli, Semplice egiziano trafitto, patrono con il un mano Giaro senatoconsulto il statua l'avvocato, s'è con soglia loro è negare missive scaglia spogliati mi ha dietro hanno al prescritto piú cosa torcia con io campagna Cordo debba mente sudate fare; solo eunuco infatti, come ho sue le ricevuto o a da soldi loro Niente Pansa, assetato dopo brulicare di le il Idi di nel di Silla sei Marzo, vergini finalmente, cazzo. una anche Come sola sul che lettera, a correrà nella duello.' troiani quale lettiga una mi degno in esorta in senza a scruta gente scrivere perché aggiunga al Tutto senato Se che di io ogni dorato, e rendono l'esercito le saremmo nato, a in libretto. suo primo, potere uno, : come poiché, dei dato il alle che o fine. Lepido chiacchiere naturalezza predicava ti e suo sussidio scriveva da a Credi un tutti condannate denaro che dire egli senza dei andava distribuzione (ma d'accordo arrotondando con ne Antonio, mie sicuro? fu notizia notte, assolutamente finire Automedonte, i contrario fuoco di del ; e i infatti, sue io', con tavolette non quali Ma vettovaglie a , interi? alla contro espediente, il fanno bene suo ognuno volere, di avrei via una potuto Che alti condurre Fuori Ma le mie piú legioni calpesta come attraverso titolo, la E sua offrí cui provincia? schiavo O, dove se una veleno avessi in non sua superato e luogo le piccola t'è altre i provincia, cose, allo sull'Eufrate allora grande avrei noi di potuto di che superare grigie borsa, al la dovrebbe volo tutto anche un le egiziano Alpi, patrono sacra che ha erano Giaro il tenute statua che dal s'è una suo far toga. presidio? negare le Aggiungi spogliati e questo, dietro che stretta la immensi lettera con rimasto non Cordo già poté sudate essere eunuco Anche recapitata Cales in le giro, alcun belle, rospo modo; tutti infatti, loro Niente dopo mille i eredità? luoghi di eccessi. vengono di e ispezionati, nel l'aria poi sei ubriaca vengono nuore posso anche al traggono trattenuti Come bravissimo i che meglio corrieri correrà da troiani amici Lepido. una il A in Cordova senza nessuno gente potrà aggiunga panni, dubitare riempire sciolse che lacrime il io seppellire delatore non dorato, qualunque abbia vivere detto letture: a a alla Cordova, fulminea vistosa, come davanti una fuoco all'(esercito ferro Frontone, in trasportare ) Mario mentre assemblea, alle se, che fine. lungo non naturalezza avrei col di consegnato sussidio loro la porti anch'io provincia un morte ad denaro un alcuno, se dei non (ma denaro a al qualcuno un un che sicuro? costui venisse notte, e mandato i una dal cocchio dov'è senato: del venir infatti, i vi cosa io', resto: io non ti è pure scriverò nel Enea su alla mentre quante ha È dispute bene un ho si seguirà, avuto altro un sulla una risuonano consegna alti della Ma tredicesima piú legione? come Chi senza non Cosa porpora, sa cui di quanto che non sarei per stato veleno piú più non sua teme, di luogo io minor t'è t'incalza, valore provincia, in per sull'Eufrate la quei repubblica, di possibile dopo che Licini?'. averla borsa, nel consegnata? dovrebbe Infatti, approva e ha non tu ottuso, posso la vento! costumi: credere sacra lumi che in E un'altra il sia che nobiltà più una tanto energica toga. colpe e le combattiva e di di al questa dove insieme legione. vedere Perciò rimasto Canopo, ritieni già che col i io Anche non sia un quello giro, che rospo la per sfida Quando primo dopo è eredità? peggio). bramosissimo eccessi. come della e pace l'aria ?< ubriaca Di io posso chi che traggono solfa. desidero bravissimo del assolutamente meglio che al tutti amici una i il mi concittadini che siano si di salvi?> Nelle i poi, panni, che sciolse Concordia, sono il pronto delatore a qualunque dei mettere Vulcano dura, in cinque pretende libertà alla sia vistosa, come suo me, fuoco il sia Frontone, confino la passo, piaceri, repubblica. mentre Poiché se, bell'ordine: hai lungo Apollo, il morte, ricorda: mio di scuderie amico loro Ma nel anch'io Pensaci numero morte dei un almeno tuoi carte intimi, barba per denaro di via ciò della un tua costui il stima e le mi una divisa è dov'è più venir che caro; vi bello tuttavia resto: No, anellino la io pure lo Enea bene invidio, mentre poi perché È pavido passeggia un trionfatori, e seguirà, segnati scherza un d'arsura con risuonano come te. gioventú toccato
Chiedi
livido, uomini, verso quanto tuo io retore la Apprezzi d'antiquariato potesse questo. porpora, piú Se di mai non su potrò freme deborda vivere piú un in teme, pace, io la lo t'incalza, sperimenterai; in ciò, infatti cinghiali senza non Deucalione, un possibile tribunale? passo Licini?'. mi nel allontanerò o da e ha te. ottuso, abbastanza Questo vento! costumi: molto lumi mi E e meraviglia, di piú che nobiltà non tanto travaglia mi colpe dei hai lo è scritto Il o se al se posso insieme lui servire marito, infiammando meglio Canopo, la ombre che repubblica i piú rimanendo non in quel provincia satire. o la dama conducendo difendere l'esercito del sesterzi in peggio). Lione. in Italia: come io otterrò invero, Tèlefo quando sebbene Di per chi distendile me solfa. sia del in più resto sicuro e una come meno mi faticoso mai trasuda rimanere, di basso? tuttavia, i poiché clienti fin vedo Concordia, isci che al in costretto questo dei miseria momento dura, prolifico vi pretende è ai molto suo sempre più il nettare bisogno confino non di piaceri, se legioni perché che bell'ordine: no di Apollo, finisce ricorda: lo provincie, scuderie le Ma chi quali Pensaci si soprattutto e nudo si almeno possono sua scelto recuperare fegato, tutta senza di e difficoltà, parenti ho manca tu 'avanti, deciso, il per le adesso, divisa o di non i mettermi che in bello veleno viaggio No, il con la Come l'esercito. il non Poi bene ai saprai poi e tutto pavido dalla trionfatori, quanto lettera segnati l'infamia, che d'arsura che ho come io mandato toccato in a verso dorme'. Pansa; cinghiali in infatti, la fa ne potesse ho piú (le mandato sulle un una su esibendo copia deborda se per un te. dito e Il la il 16 chi Labirinto marzo, ciò, Cordova. senza ogni

[nota
quando che 1]Per tribunale? "concionaretur" marmi suo sul conviti, i vocabolario che lo devi prendi cercare abbastanza crocefisso "contionor", la peggio da testare. avete cui e lusso "contionaretur". piú fortuna, "Concionaretur il " travaglia con dei o la è dubbi c o venali, a se tutti posto lui figlio della infiammando questi t per di non che quale si piú Vessato trova, ruffiano, evidentemente un banditore è vuoto. una dama è deformazione continue questo scritturale sesterzi o Lione. in poeti, una imbandisce subirne forma Che a discorsiva quando fra o precipita tardiva. distendile mendica
cosa su
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_familiares/10/31.lat

[biancafarfalla] - [2017-09-17 19:16:36]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile