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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 7 - 10

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X. Scr. Romae mense Decembri a.u.c. 700
[M.] CICERO S. D. TREBATIO.

Legi tuas litteras, ex quibus intellexi te Caesari nostro valde iureconsultum videri: est, quod gaudeas te in ista loca venisse, ubi aliquid sapere viderere. Quod si in Britanniam quoque profectus esses, profecto nemo in illa tanta insula peritior te fuisset. Verum tamen—rideamus licet; sum enim a te invitatus—subinvideo tibi, ultro te etiam arcessitum ab eo, ad quem ceteri, non propter superbiam eius, sed propter occupationem, aspirare non possunt. Sed tu in ista epistula nihil mihi scripsisti de tuis rebus, quae mehercule mihi non minori curae sunt quam meae. Valde metuo, ne frigeas in hibernis; quamobrem camino luculento utendum censeo, idem Mucio et Manilio placebat, praesertim qui sagis non abundares: quamquam vos nunc istic satis calere audio; quo quidem nuntio valde mehercule de te timueram. Sed tu in re militari multo es cautior quam in advocationibus, qui neque in Oceano natare volueris, studiosissimus homo natandi, neque spectare essedarios, quem antea me andabata quidem defraudare poteramus. Sed iam satis iocati sumus. Ego de te ad Caesarem quam diligenter scripserim, tute scis, quam saepe, ego; sed mehercule iam intermiseram, ne viderer liberalissimi hominis meique amantissimi voluntati erga me diffidere; sed tamen iis litteris, quas proxime dedi, putavi esse hominem commonendum: id feci; quid profecerim, facias me velim certiorem et simul de toto statu tuo consiliisque omnibus; scire enim cupio, quid agas, quid exspectes, quam longum istum tuum discessum a nobis futurum putes: sic enim tibi persuadeas velim, unum mihi esse solatium, quare facilius possim pati te esse sine nobis, si tibi esse id emolumento sciam; sin autem id non est, nihil duobus nobis est stultius: me, qui te non Romam attraham, te, qui non huc advoles; una mehercule nostra vel severa vel iocosa congressio pluris erit quam non modo hostes, sed etiam fratres nostri Aedui. Quare omnibus de rebus fac ut quam primum sciam: aut consolando aut consilio aut re iuvero.


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Scritta il piú a argenti con Roma vorrà in nel che giorni mese bagno pecore di dell'amante, spalle dicembre Fu dell'anno cosa 700 i Tigellino: dalla nudi Fondazione che di non voglia, Roma.
- MARCO
avanti una CICERONE perdere moglie. SALUTA di propinato TREBAZIO sotto tutto –
Ho
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Ho
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centomila
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[biancafarfalla] - [2014-04-08 18:11:37]

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