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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 7 - 9

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IX. Scr. Romae mense Sextili a.u.c. 700.
CICERO TREBATIO.

Iamdiu ignoro, quid agas; nihil enim scribis; neque ego ad te his duobus mensibus scripseram: quod cum Quinto fratre meo non eras, quo mitterem aut cui darem, nesciebam. Cupio scire, quid agas et ubi sis hiematurus: equidem velim cum Caesare, sed ad eum propter eius luctum nihil sum ausus scribere; ad Balbum tamen scripsi. Tu tibi deesse noli; serius potious ad nos, dum plenior. Quod huc properes, nihil est, praesertim Battara mortuo; sed tibi consilium non deest. Quid constitueris, cupio scire. Cn. Octavius est an Cn. Cornelius quidam, tuus familiaris, summo genere natus, terrae filius: is me, quia scit tuum familiarem essed, crebro ad coenam invitat; adhuc non potuit perducere, sed mihi tamen gratum est.


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CICERONE
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[biancafarfalla] - [2017-07-24 21:03:01]

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