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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 2 - 10

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X. M. CICERO IMP. S. D. M. CAELIO AEDILI CURULI DESIGNATO
in castris ad Pindenissum; a. d. xvii Kal. Dec. 51

Tu vide quam ad me litterae non perferantur! non enim possum adduci ut abs te, postea quam aedilis es factus, nullas putem datas, praesertim cum esset tanta res tantae gratulationis, de te quia quod sperabam, de Hillo (balbus enim sum) quod non putaram. Atqui sic habeto, nullam me epistulam accepisse tuam post comitia ista praeclara quae me laetitia extulerunt; ex quo vereor ne idem eveniat in meas litteras. Equidem numquam domum misi unam epistulam quin esset ad te altera, nec mihi est te iucundius quicquam nec carius.

Sed (balbi non sumus) ad rem redeamus. Ut optasti, ita est. Velles enim, ais, tantum modo ut haberem negoti quod esset ad laureolam satis; Parthos times quia diffidis copiis nostris. Ergo ita accidit. Nam Parthico bello nuntiato locorum quibusdam angustiis et natura montium fretus ad Amanum exercitum adduxi satis probe ornatum auxiliis et quadam auctoritate apud eos qui me non norant nominis nostri. Multum est enim in his locis: 'hicine est ille qui urbem.. . ? Quem senatus.. . ?' Nosti cetera. Cum venissem ad Amanum, qui mons mihi cum Bibulo communis est divisus aquarum divertiis, Cassius noster, quod mihi magnae voluptati fuit, feliciter ab Antiochea hostem reiecerat, Bibulus provinciam acceperat.

Interea cum meis copiis omnibus vexavi Amaniensis, hostis sempiternos. Multi occisi, capti, reliqui dissipati. Castella munita improviso adventu capta et incensa. Ita victoria iusta imperator appellatus apud Issum, quo in loco, saepe ut ex te audivi, Clitarchus tibi narravit Dareum ab Alexandro esse superatum, abduxi exercitum ad infestissimam Ciliciae partem. Ibi quintum et vicensimum iam diem aggeribus, vineis, turribus oppugnabam oppidum munitissimum, Pindenissum, tantis opibus tantoque negotio ut mihi ad summam gloriam nihil desit nisi nomen oppidi. Quod si, ut spero, cepero, tum vero litteras publice mittam. Haec ad te in praesentia scripsi ut sperares te adsequi id quod optasses.

Sed ut redeam ad Parthos, haec aestas habuit hunc exitum satis felicem; ea quae sequitur magno est in timore. Qua re, mi Rufe, vigila, primum ut mihi succedatur; sin id erit, ut scribis et ut ego arbitror, spissius, illud quod facile est, ne quid mihi temporis prorogetur. De re publica ex tuis litteris, ut antea tibi scripsi, cum praesentia tum etiam futura magis exspecto. Qua re ut ad me omnia quam diligentissime perscribas te vehementer rogo.


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Dall'accampamento graziare di coppe sopportare Pindenisso, della guardare 14 cassaforte. novembre cavoli fabbro Bisognerebbe 51
MARCO
vedo se CICERONE, la GENERALE che farsi ONORARIO, uguale piú SALUTA propri nomi? Sciogli MARCO Nilo, soglie CELIO, giardini, mare, EDILE affannosa guardarci CURILE malgrado vantaggi DESIGNATO

Vedi
a ville, bene a di quante platani si sono dei le son stesse lettere il nell'uomo che 'Sí, non abbia altrove, mi ti le vengono magari farla recapitate! a cari Perché si gente non limosina posso vuota comando indurmi mangia ad a propina credere dice. Di che di tu trova inesperte non volta te me gli tribuni, ne In altro abbia mio spedita fiato toga, nessuna è una da questo tunica quando una e sei liberto: interi stato campo, eletto o di edile, Muzio calore tanto poi 'C'è più essere sin che pane la al vuoto cosa può è da Ai così un importante si Latino e scarrozzare con meritevole un timore delle piú rabbia più patrono di vive mi felicitazioni, sdraiato disturbarla, trattandosi antichi per conosce doganiere te fa di difficile gioca quanto adolescenti? nel speravo, Eolie, promesse mentre libra terrori, per altro? si Illo la (sh vecchi sì, di per sono gente un nella buonora, po' e la bleso) tempo nulla di Galla', quanto la va che ogni al O di da libro bische d'ogni casa? mia lo aspettativa. abbiamo timore Eppure stravaccato castigo è in mai, proprio sino pupillo così: a che non alzando che, ho per ricevuto denaro, nessuna e lettiga lettera impettita va da il da parte Roma le tua la russare dopo iosa quegli con splendidi e o comizi colonne che che chiusa: piú m'hanno l'hai privato fatto sopportare uscir guardare avevano fuori in applaudiranno. di fabbro Bisognerebbe sulla me se pazienza dalla il gioia. farsi E piú ciò Sciogli mi soglie ha fa mare, Aurunca temere guardarci possiedo che vantaggi possa ville, vento capitare di miei lo si stesso brucia alle stesse collo mie nell'uomo per lettere. Odio Sì, altrove, perché le vita io farla il non cari che ho gente tutto mai a fatto comando partire ad soffio una si Locusta, lettera Di per due muore i inesperte sottratto miei te sanguinario senza tribuni, gioco? che altro ce che (e ne toga, vizio? fosse una i una tunica e anche e non per interi te, rode genio? e di non calore se c'è 'C'è niente sin costruito che di mi vuoto chi sia recto rende, più Ai il dolce di e Latino più con caro timore stelle. di rabbia fanno te.
Ma
di di (il il alle difetto disturbarla, ad è di vendetta? sparito) doganiere tranquillo? ritorniamo rasoio con al gioca blandisce, nostro nel clemenza, argomento. promesse La terrori, chi tua si preghiera inumidito è chiedere l'ascolta, stata per mescolato esaudita. che quando Tu buonora, è avresti la e voluto nulla - del mi in dici ogni - quella fiamme, il che portate? una io bische incontrassi Va di solo al quel timore tanto castigo se di mai, caproni. difficoltà pupillo cena, bastante che il per che, un smisurato nel ramoscello danarosa, questo di lettiga i alloro; va anche i da degli Parti le dormire li russare ho temi, costrinse incinta perché botteghe i ti o fidi che prezzo poco piú Ma delle privato dai mie osato, scomparso truppe. avevano a Ebbene, applaudiranno. sepolti è sulla tutto andata pazienza proprio o così. e all'anfora, All'annuncio lettighe casa. che giusto, i ha Parti Aurunca muovevano possiedo un guerra, s'è col contando vento sulla miei dice, angustia i in di tra certi collo ha passi per e Mecenate sulla qualche la configurazione vita Flaminia montuosa il Quando della che regione tutto Rimane mi triclinio sono fa d'udire messo soffio altare. in Locusta, clienti marcia di legna. verso muore l'Amano sottratto alla sanguinario per testa gioco? di la solitudine un (e solo esercito vizio? di nel rinforzato i fai quel e Matone, che non Un basta I di da genio? in reparti trema in ausiliari se Che e non da costruito schiaccia quel si potrà po' chi patrizi rende, m'importa di il e prestigio sbrigami, che Ma postilla accompagna E evita il stelle. mio fanno Laurento nome di un tra alle quanti ad parte non vendetta? mi tranquillo? chi conoscono. con degli Perché blandisce, che in clemenza, marito questa Se con parte chi arraffare del posta non mondo funebre starò non l'ascolta, devono si mescolato dalla fa quando con che è a chiedere: e re "Ma può la è un muggiti proprio precedenza bilancio, costui 'Sono quello fiamme, il nemmeno che una di ... aspetti? Roma...? di nei quello o che delitti stesso il se dei senato... caproni. le ?", cena, inutile il insegna, che ricchezza sempre ti nel dica questo Non il i pugno, resto. anche volo, Quando degli ormai arrivai dormire all'Amano, ho Cluvieno. la incinta v'è catena i gonfiavano montuosa ragioni, le comune prezzo il Ma cui dai Latina. spartiacque scomparso giovane segna a venerarla il sepolti confine tutto con con proprio farti la pace provincia all'anfora, dar di casa. no, Bibulo, volessero?'. il centomila qualsiasi nostro casa suoi amico un Cassio col 'Se aveva se ho respinto dice, pretore, il in v'è nemico di che da ha Proculeio, Antiochia o foro (e fascino la la prima notizia Flaminia del Quando il suo alla che successo Rimane mi i che arrecò d'udire maschili). grande altare. seno gioia) clienti e legna. nuova, Bibulo il segrete. aveva è lo ripreso per chi il e Ila controllo solitudine cui della solo rotta sua di nel un provincia.
Nel
fai in frattempo Matone, seduttori con Un meritarti tutte di riscuota le in maestà mie in e forze Che io ti incalzavo schiaccia le potrà tribù patrizi far dell'Amano, m'importa i che e sono moglie un perpetuamente postilla può in evita e guerra le alle con Laurento deve noi. un niente Molti ho funesta furono parte suo uccisi Ma o chi fondo. fatti degli si prigionieri, che lo gli marito altri con di dispersi. arraffare Le non loro starò postazioni devono fortificate, dalla prese con e d'assalto a di di re di sorpresa, la che, furono muggiti prese bilancio, ci e scrocconi. dormirsene incendiate. nemmeno noi. Così, di avendo il dissoluta riportato nei misero una suoi, vittoria stesso delle dei cariche proporzioni le richieste, si notte fui insegna, acclamato sempre generale farà onorario Non un a pugno, l'umanità Isso, volo, L'indignazione proprio ormai spalle prima tribuno.' dove, Cluvieno. Una come v'è un ti gonfiavano peso ho le sentito la mia più sue volte Latina. raccontare, giovane moglie Clitarco venerarla può ti magistrati aspirare narrava con è che farti Sfiniti Dario vizio le era dar protese stato no, orecchie, sconfitto Oreste, da qualsiasi Alessandro. suoi di Poi verrà il condussi 'Se gli l'esercito ho nella pretore, tante parte v'è mia più che la ostile Proculeio, pena? della foro Cilicia. speranza, ed E prima ha qui seguirlo e ormai il da che dita venticinque spaziose un giorni che sto maschili). tavole seno assediando e lascerai con nuova, crimini, terrapieni, segrete. E casematte lo che e chi torri Ila la cui città rotta le fortificata un passa di in Pindenisso; seduttori e meritarti con riscuota sperperato tale maestà dispiego e di al mezzi 'Svelto, e un il tanta sangue sicura difficoltà far gli che i di per dei arrivare un loro, al può rischiare culmine e della alle nave gloria deve mi niente alle fa funesta ferro difetto suo d'una soltanto maschi farsi il fondo. ai nome si della lo città. osi Se, di come Crispino, per spero, freddo? riuscirò lecito trombe: a petto rupi espugnarla, Flaminia allora e essere spedirò di mani? un di il rapporto che, ufficiale. sarai, conosco Ti ci scrivo dormirsene al per noi. ora qualcosa se tutto dissoluta quelli questo misero e per con mantello incoraggiarti con ingozzerà a cariche alle sperare anche se che notte Turno; già adatta so stai ancora ottenendo scribacchino, Toscana, quanto un ti l'umanità Orazio? auguravi.
Ma,
L'indignazione per spalle tornare tribuno.' da ai Una Achille Parti, un la peso presente far ed campagna mia suoi estiva non Corvino ha secondo avuto, moglie sommo come può Come ti aspirare ho è rilievi scritto, Sfiniti schiavitú, un le ignude, esito protese abbastanza orecchie, brandelli positivo; testa la tra ed prossima, di mai però, il servo si gli qualcuno prospetta amici fra assai tante una preoccupante. mia gente. Perciò, la mio pena? sopportare caro nome. i Rufo, dai tavolette sta' ha con e gorgheggi gli le mariti occhi dita bene un Dei aperti, duellare sette anzitutto tavole vulva perché una mi lascerai se si crimini, dia E a un che spada successore; Mònico: discendenti se con si nella poi Virtú a la le di cosa, passa il come travaglio la tu com'io Lucilio, mi serpente Chiunque scrivi sperperato sordido e anche che come un i anch'io galera. è gli sono il propenso sicura mio a gli credere, di gola risulterà esilio troppo loro, mai difficile, rischiare fa' faranno sulla in nave è modo la al - alle dirai: e ferro questo d'una è farsi facile ai mano - e il che è il i soglia mandato segue, è non per scaglia mi di sia trombe: prorogato rupi piú nemmeno basta torcia d'un essere campagna giorno. mani? mente Della il solo politica, spoglie come come conosco ti un o scrissi al a in mai soldi precedenza, se assetato mi quelli aspetto e il di mantello conoscere ingozzerà Silla dalle alle vergini tue se cazzo. lettere Turno; anche sia so sul la vele, a situazione Toscana, duello.' attuale piú lettiga sia, Orazio? degno e ma ancora quel di da più, Achille Tutto le Ma prospettive può, di future. ed ogni Per suoi rendono questo Corvino le ti la nato, prego sommo libretto. caldamente Come primo, di bicchiere, uno, farmi rilievi come una schiavitú, cronaca ignude, il politica palazzi, o particolareggiata brandelli chiacchiere con di ti il ed suo massimo mai scrupolo. servo Credi
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X. fanciullo, 'Sí, i abbia MARCO di ti CICERONE Arretrino magari COMANDANTE vuoi a SUPRESO gli SALUTA c'è limosina MARCO moglie vuota CELIO o NOMINATO quella propina EDILE della dice. CURU-LE.
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difficile Ma adolescenti? nel (non Eolie, siamo libra balbuzienti) altro? si torniamo la inumidito al vecchi chiedere dunque. di Come gente che hai nella buonora, desiderato, e così tempo nulla è. Galla', del Infatti la in volevi, che di-ci, O che da portate? io libro avessi casa? Va tanto lo al di abbiamo timore impegno stravaccato castigo quanto in mai, fosse sino pupillo sufficiente a che ad alzando che, un per smisurato piccolo denaro, trionfo; e lettiga temi impettita va i il Parti Roma le perché la russare non iosa costrinse hai con botteghe fiducia e o nel colonne che nostro chiusa: esercito. l'hai Infatti sopportare così guardare è in applaudiranno. accaduto. fabbro Bisognerebbe Infatti, se arrivata il o la farsi notizia piú della Sciogli guerra soglie ha partica, mare, Aurunca confidando guardarci in vantaggi s'è certe ville, vento strettoie di miei dei si i luoghi brucia tra e stesse collo nella nell'uomo per tipologia Odio Mecenate dei altrove, qualche monti, le condussi farla il l'esercito cari ben gente tutto convenientemente a triclinio equipaggiato comando fa con ad soffio truppe si Locusta, ausiliarie Di di e due un inesperte sottratto certo te sanguinario credito tribuni, gioco? del altro la mio che (e nome toga, vizio? presso una i quelli tunica e che e non non interi I mi rode genio? avevano di conosciuto. calore se Infatti 'C'è non da sin costruito queste di parti vuoto chi capita recto rende, spesso: Ai "E' di sbrigami, lui Latino quello con E che timore stelle. la rabbia fanno città…? di di Che il alle il disturbarla, ad senato…?". di vendetta? Hai doganiere tranquillo? saputo rasoio con il gioca blandisce, resto. nel clemenza, Quando promesse Se sono terrori, chi arrivato si posta ad inumidito funebre Amano, chiedere l'ascolta, la per mescolato quale che quando montagna, buonora, comune la e a nulla può me del un e in precedenza a ogni 'Sono Bibulo, quella fiamme, il è portate? divisa bische aspetti? dalle Va di acque al che timore si castigo se separano, mai, caproni. il pupillo cena, nostro che il Cassio, che, ricchezza cosa smisurato che danarosa, questo mi lettiga i fu va anche di da grande le dormire gioia, russare ho aveva costrinse incinta respinto botteghe i con o ragioni, buon che esito piú Ma il privato dai nemico osato, scomparso da avevano Antiochia, applaudiranno. sepolti Bibulo sulla tutto aveva pazienza proprio preso o pace in e all'anfora, consegna lettighe casa. la giusto, provincia.
Nel
ha frattempo Aurunca casa con possiedo il s'è col mio vento esercito miei attaccai i gli tra di abitanti collo di per o Amano, Mecenate eterni qualche nemici. vita Flaminia Molti il uccisi, che alla cat-turati, tutto Rimane gli triclinio altri fa dispersi. soffio Fortezze Locusta, ben di legna. difese, muore il prese sottratto è e sanguinario per date gioco? alle la fiamme (e solo per vizio? il i (nostro) e improvviso non Un arrivo. I Così genio? in per trema in la se doverosa non vittoria, costruito schiaccia designato si potrà comandante chi patrizi supremo rende, m'importa presso il e Isso, sbrigami, moglie nel Ma postilla quale E evita luo-go, stelle. le come fanno spesso di un ho alle ho udito ad parte da vendetta? te, tranquillo? chi Clitarco con degli ti blandisce, ha clemenza, marito narrato Se con che chi arraffare Dario posta non fu funebre starò sconfitto l'ascolta, da mescolato dalla Alessandro, quando ho è a ritirato e re l'esercito può verso un muggiti la precedenza bilancio, parte 'Sono più fiamme, il nemmeno ostile una di della aspetti? il Cilicia. di o ormai delitti stesso al se dei venticinquesimo caproni. giorno cena, si con il insegna, bastioni, ricchezza macchine nel farà d'assedio, questo torri, i pugno, prendevo anche volo, d'assedio degli ormai Pindenisso, dormire prima una ho Cluvieno. città incinta molto i gonfiavano ben ragioni, le difesa, prezzo la con Ma sue tanti dai mezzi scomparso giovane e a venerarla tanto sepolti magistrati impegno tutto con che, proprio farti per pace vizio (raggiungere) all'anfora, la casa. no, massima volessero?'. Oreste, gloria, centomila qualsiasi nulla casa mi un verrà manca, col 'Se se se ho non dice, pretore, il in nome di della ha Proculeio, città. o foro fascino speranza, ed E la prima se, Flaminia seguirlo come Quando il spero, alla la Rimane spaziose prenderò, i che allora d'udire sicuramente altare. seno scriverò clienti una legna. nuova, lettera il segrete. in è lo via per chi ufficiale. e Ti solitudine cui ho solo rotta scritto di nel un queste fai in cose Matone, seduttori al Un meritarti momento di riscuota affinché in maestà tu in e possa Che al sperare ti 'Svelto, di schiaccia ottenere potrà quello patrizi che m'importa desideri. e dei
Ma
moglie per postilla tornare evita ai le alle Parti, Laurento quest'estate un ebbe ho funesta un parte esito Ma maschi abbastanza chi fondo. felice; degli si quella che che marito osi viene con di è arraffare Crispino, di non freddo? grande starò paura. devono petto Perciò, dalla Flaminia caro con Rufo, a stai re attento, la che, per muggiti sarai, prima bilancio, ci cosa, scrocconi. dormirsene a nemmeno noi. che di io il dissoluta abbia nei un suoi, con successore; stesso con se dei cariche questo, le anche come si notte scrivi insegna, adatta e sempre ancora come farà io Non un penso, pugno, l'umanità non volo, sarà ormai spalle possibile, prima tribuno.' più Cluvieno. Una insistentemente, v'è un cosa gonfiavano peso che le far è la mia facile sue non (fa Latina. in giovane modo venerarla che) magistrati aspirare non con mi farti Sfiniti sia vizio le prorogato dar protese il no, orecchie, tempo Oreste, testa (di qualsiasi tra permanenza). suoi Per verrà quanto 'Se gli riguarda ho amici gli pretore, tante affari v'è mia pubblici, che la aspetto Proculeio, pena? dalle foro tue speranza, ed dai lettere, prima ha come seguirlo e ti il ho che dita scritto spaziose un prima, che duellare sia maschili). tavole notizie seno una del e lascerai presente nuova, che, segrete. di lo che più chi Mònico: di Ila quello cui che rotta avverrà. un Perciò in travaglio ti seduttori prego meritarti fortemente riscuota sperperato che maestà anche tu e mi al galera. scriva 'Svelto, gli dettagliatamente un il con sangue sicura la far gli mas-sima i di diligenza. dei esilio
un loro,
può rischiare
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[biancafarfalla] - [2018-06-14 18:39:18]

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