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Cicerone - Epistulae - Ad Familiares - 2 - 3

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III. M. CICERO S. D. CURIONI
Romae; parte priore 53(?)

Rupae studium non defuit declarandorum munerum tuo nomine, sed nec mihi placuit nec cuiquam tuorum quicquam te absente fieri quod tibi, cum venisses, non esset integrum. Equidem [quid] sentiam aut scribam ad te postea pluribus aut, ne ad ea meditere, imparatum te offendam coramque contra istam rationem meam dicam, ut aut te in meam sententiam adducam aut certe testatum apud animum tuum relinquam quid senserim, ut, si quando, quod nolim, displicere tibi tuum consilium coeperit, possis meum recordari. Brevi tamen sic habeto, in eum statum temporum tuum reditum incidere ut iis bonis quae tibi natura, studio, fortuna data sunt facilius omnia quae sunt amplissima in re publica consequi possis quam muneribus. Quorum neque facultatem quisquam admiratur (est enim copiarum, non virtutis) neque quisquam est quin satietate iam defessus sit.

Sed aliter atque ostenderam facio qui ingrediar ad explicandam rationem sententiae meae; qua re omnem hanc disputationem in adventum tuum differo. Summa [te] scito in exspectatione esse eaque a te exspectari quae a summa virtute summoque ingenio exspectanda sunt. Ad quae si es, ut debes, paratus, quod ita esse confido, plurimis maximisque muneribus et nos amicos et civis tuos universos et rem publicam adficies. Illud cognosces profecto, mihi te neque cariorem neque iucundiorem esse quemquam.


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III^ - (attuale con MARCO fiume la CICERONE di rammollire SALUTA per si CURIONE Galli fatto
Roma,
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Nota
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[biancafarfalla] - [2017-07-24 19:59:44]

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