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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 15 - 12

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15.12

Scr. in Antiati v aut iv Id. Iun. a. 710 (44).
CICERO ATTICO SAL.

bene me hercule de Buthroto. at ego Tironem ad Dolabellam cum litteris, quia iusseras, miseram. quid nocet? de nostris autem Antiatibus satis videbar plane scripsisse, ut non dubitares quin essent otiosi futuri usurique beneficio Antoni contumelioso. Cassius frumentariam rem aspernabatur; eam Servilia sublaturam ex senatus consulto se esse dicebat. noster vero kai\ ma/la semnw=j in Asiam, postea quam mihi est adsensus tuto se Romae esse non posse (ludos enim absens facere malebat), statim ait se iturum simul ac ludorum apparatum iis qui curaturi essent tradidisset. navigia conligebat; erat animus in cursu. interea in isdem locis erant futuri.

[2] Brutus quidem se aiebat Asturae. L. quidem Antonius liberaliter litteris sine cura me esse iubet. habeo unum beneficium, alterum fortasse, si in Tusculanum venerit. O negotia non ferenda! quae feruntur tamen. Tw=nde ai)ti/an tw=n Brou/twn tij e)/xei. in Octaviano, ut perspexi, sa tis ingeni, satis animi, videbatur que erga nostros h(/rwaj ita fore ut nos vellemus animatus. sed quid aetati credendum sit, quid nomini, quid hereditati, quid kathxh/sei , magni consili est vitricus quidem nihil censebat; quem Asturae vidimus. sed tamen alendus est et, ut nihil aliud, ab Antonio seiungendus. Marcellus praeclare, si praecipit nostro nostri . cui quidem ille deditus mihi videbatur. Pansae autem et Hirtio non nimis credebat. bona indoles, e)a\n diamei/nh? .


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15,12

Astura
quotidiane, lingua (?), quelle civiltà circa i di il del 10 settentrione. lo giugno Belgi, Galli 710 di istituzioni (44)
Cicerone
si la saluta dal Attico

1.
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2.
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[degiovfe] - [2017-06-15 14:53:40]

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[nota
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di di
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[biancafarfalla] - [2017-08-16 18:20:56]

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