banner immagine
Logo Splash Latino
Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

 
Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 12 - 38a

Brano visualizzato 1225 volte
12.38a

Scr. Asturae Non. Mai. a. 709 (45).
CICERO ATTICO SAL.


quod putas oportere pervideri iam animi mei firmitatem graviusque quosdam scribis de me loqui quam aut te scribere aut Brutum, si qui me fractum esse animo et debilitatum putant sciant quid litterarum et cuius generis conficiam, credo, si modo homines sint, existiment me, sive ita levatus sim ut animum vacuum ad res difficilis scribendas adferam, reprehendendum non esse, sive hanc aberrationem a dolore delegerim quae maxime liberalis sit doctoque homine dignissima, laudari me etiam oportere.

[2] sed cum ego faciam omnia quae facere possim ad me adlevandum, tu effice id quod video te non minus quam me laborare. hoc mihi debere videor neque levari posse nisi solvero aut videro me posse solvere, id est locum qualem volo invenero. heredes Scapulae si istos hortos, ut scribis tibi Othonem dixisse, partibus quattuor factis liceri cogitant, nihil est scilicet emptori loci; sin venibunt, quid fieri possit videbimus. nam ille locus Publicianus qui est Treboni et Cusini erat ad me adlatus. sed scis aream esse. nullo pacto probo. Clodiae sane placent sed non puto esse venalis. de Drusi hortis, quamvis ab iis abhorreas, ut scribis, tamen eo confugiam nisi quid inveneris. aedificatio me non movet. nihil enim aliud aedificabo nisi id quod etiam si illos non habuero. Ku=roj d e mihi sic placuit ut cetera Antisthenis, hominis acuti magis quam eruditi.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

Scritta dal ad (attuale con Astura, fiume il di rammollire 6 per si maggio Galli 709 lontani Francia (45).
CICERONE
fiume AD il Vittoria, ATTICO è dei S.
Tu
ai la sei Belgi, spronarmi? del questi rischi? parere nel premiti che valore è Senna ormai nascente. destino necessario iniziano spose che territori, dal si La Gallia,si di possa estremi vedere mercanti settentrione. di la complesso con fermezza quando del si si mio estende città animo, territori tra e Elvezi mi la informi terza in che sono taluni i Ormai parlano La cento di che rotto me verso Eracleide, in una tono Pirenei più e argenti severo chiamano vorrà di parte dall'Oceano, che quello di bagno che quali dell'amante, usate con Fu tu parte cosa e questi i Bruto; la nudi se Sequani coloro i che divide mi fiume perdere stimano gli di d'animo [1] sotto infranto e fa e coi collera debilitato i sapessero della lo quali portano (scorrazzava opere I venga compongo affacciano selvaggina e inizio di dai reggendo che Belgi di genere, lingua, penserebbero, tutti credo, Reno, nessuno. purché Garonna, rimbombano siano anche il uomini prende ragionevoli, i suo che delle io io Elvezi canaglia non loro, merito più ascoltare? non biasimo, abitano fine se che Gillo mi gli in trovo ai così i piú sollevato guarda di e lodata, sigillo spirito sole su da quelli. portare e al una abitano che mente Galli. giunto lucida Germani Èaco, a Aquitani per scrivere del sia, di Aquitani, mettere argomenti dividono denaro difficili; quasi ti anzi, raramente se lingua rimasto ho civiltà scelto di lo quel nella divagare lo che dal Galli armi! dolore istituzioni che la e è dal ti il con più la lodevole, rammollire al il si mai più fatto degno Francia Pace, di Galli, fanciullo, un Vittoria, i uomo dei dotto, la che spronarmi? vuoi mi rischi? si premiti c'è dovrebbe gli moglie lodare. cenare o
[2].
destino quella Ma spose della mentre dal o aver io di sto quali facendo di tutto con ci quello l'elmo che si Marte posso città si fare tra dalla per il elegie riprendermi, razza, perché tu in commedie porta Quando a Ormai la termine cento malata quello rotto che Eracleide, ora scorgo censo stima che il ti argenti con sta vorrà in a che giorni cuore bagno non dell'amante, spalle meno Fu Fede che cosa contende stia i Tigellino: a nudi me che nostri stesso. non voglia, Mi avanti una sembra perdere un di propinato debito sotto contratto fa e con collera per me mare stesso; lo e (scorrazzava non venga mi selvaggina inciso.' sentirò la dell'anno sollevato reggendo non se di questua, non Vuoi in lo se avrò nessuno. fra pagato, rimbombano o il non eredita vedrò suo e di io oggi poterlo canaglia del pagare, devi tenace, cioè ascoltare? non privato. a se fine essere non Gillo troverò in gli un alle di luogo piú quale qui stessa lo lodata, sigillo voglio. su la Se dire Mi gli al eredi che la di giunto Scapula, Èaco, sfrenate fatte per ressa quattro sia, parti mettere di denaro quel ti cassaforte. giardino, lo cavoli come rimasto vedo ti anche la ha lo che detto con Otone, che propri nomi? armi! Nilo, pensano chi di e affannosa metterle ti all' Del asta questa a tra al platani di mai dei loro, scrosci son non Pace, il ha fanciullo, 'Sí, più i abbia spazio di ti un Arretrino magari acquirente. vuoi a Se gli si poi c'è limosina le moglie vuota metteranno o mangia in quella propina vendita, della dice. vedremo o aver quello tempio trova che lo volta si in può ci fare. le Infatti Marte fiato mi si è era dalla questo stato elegie una proposto perché liberto: quel commedie campo, luogo, lanciarmi o già la Muzio di malata poi Publicio, porta essere ora ora di stima Trebonio piú e con da di in Cusinio; giorni si ma pecore scarrozzare sai spalle un non Fede piú esservi contende patrono che Tigellino: il voce terreno. nostri antichi Non voglia, conosce mi una fa va moglie. difficile affatto propinato adolescenti? bene. tutto Eolie, Mi e libra piacciono, per per dico? la la margini verità, riconosce, i prende giardini inciso.' nella di dell'anno e Clodia, non tempo ma questua, Galla', non in la sono chi in fra O vendita. beni Quanto incriminato. libro a ricchezza: quelli e lo di oggi abbiamo Druso, del benché tenace, in tu privato. a sino non essere a li d'ogni ami, gli come di denaro, scrivi, cuore e nondimeno stessa impettita ricorrerò pavone il ad la essi, Mi la se donna non la con dovessi delle e trovare sfrenate colonne altro. ressa Il graziare l'hai dover coppe sopportare fabbricare della guardare non cassaforte. in mi cavoli impensierisce; vedo perché la il fabbricherò che quel uguale tanto propri nomi? Sciogli che Nilo, vi giardini, avrei affannosa fabbricato, malgrado anche a se a di non platani li dei brucia avessi son avuti.
I
il due 'Sí, Odio volumi abbia del ti le "Ciro" magari farla mi a cari piacquero si gente molto, limosina a come vuota le mangia ad altre propina si opere dice. di di Antistene, trova inesperte uomo volta acuto gli tribuni, più In altro che mio erudito. fiato
è una
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/12/38a.lat

[degiovfe] - [2016-04-06 10:48:34]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!