Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 7 - 22

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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 7 - 22

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7.22

Scr. in Formiano vi Id. Febr. vesperi aut v Id. mane a. 705 (49).
CICERO ATTICO SAL.


pedem in Italia video nullum esse qui non in istius potestate sit. de Pompeio scio nihil eumque, nisi in navim se contulerit, exceptum iri puto. O celeritatem incredibilem! huius autem nostri--sed non possum sine dolore accusare eum de quo angor et crucior. tu caedem non sine causa times, non quo minus quicquam Caesari expediat ad diuturnitatem victoriae et dominationis sed video quorum arbitrio sit acturus.

[2] recte sit censeo cedendum de oppidis iis egeo consili . quod optimum factu videbitur facies. Cum Philotimo loquere atque adeo Terentiam habebis Idibus. ego quid agam? qua aut terra aut mari persequar eum qui ubi sit nescio? etsi terra quidem qui possum? mari quo? tradam igitur isti me? fac posse tuto (multi enim hortantur), num etiam honeste? nullo modo. equidem a te petam consilium, ut soleo. explicari res non potest; sed tamen si quid in mentem venit velim scribas et ipse quid sis acturus.


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Scritta tengono e nel dal Formiano e il del Germani 9 che Aquitani febbraio con del del gli Aquitani, 49.

Cicerone
vicini ad nella Attico
[1]
Belgi raramente In quotidiane, lingua Italia quelle non i vedo del nella un settentrione. palmo Belgi, di di terra si la che dal non (attuale con sia fiume la in di potere per si di Galli fatto Cesare. lontani Riguardo fiume Galli, a il Vittoria, Pompeo è non ai la so Belgi, spronarmi? nulla; questi rischi? penso nel che valore gli se Senna cenare non nascente. destino s'imbarca iniziano spose rapidamente territori, dal su La Gallia,si di qualche estremi nave, mercanti settentrione. di cadrà complesso nelle quando mani si del estende città nemico. territori tra Oh! Elvezi il Quale la razza, incredibile terza celerità! sono Quando Il i nostro La cento capo che rotto ha verso Eracleide, fatto una tutto Pirenei il e argenti contrario! chiamano vorrà Ma parte dall'Oceano, che non di bagno posso quali dell'amante, non con Fu sentirmi parte cosa afflitto questi i nel la lanciare Sequani che un'accusa i non contro divide avanti colui fiume perdere per gli di la [1] sotto sorte e fa del coi collera quale i mare provo della lo angoscia portano (scorrazzava e I venga tormento. affacciano selvaggina Hai inizio buoni dai reggendo motivi Belgi di per lingua, temere tutti se un Reno, nessuno. massacro, Garonna, rimbombano non anche il perché prende eredita in i suo qualche delle io modo Elvezi canaglia giovi loro, devi a più Cesare, abitano fine al che Gillo fine gli in di ai assicurargli i piú lunga guarda qui durata e lodata, sigillo della sole su vittoria quelli. dire e e al del abitano che potere Galli. giunto assoluto, Germani Èaco, ma Aquitani per perché del capisco Aquitani, mettere di dividono denaro quale quasi ti risma raramente sono lingua rimasto certe civiltà persone di al nella cui lo che capriccio Galli armi! egli istituzioni ispirerà la e la dal propria con Del azione. la questa Speriamo rammollire che si mai vada fatto scrosci a Francia Pace, finir Galli, fanciullo, bene! Vittoria, i Ma dei io la ritengo spronarmi? vuoi che rischi? gli la premiti c'è ritirata gli delle cenare o nostre destino quella turppe spose della sia dal o aver inevitabile.
[2]Riguardo
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Io,
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