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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 7 - 12

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7.12

Scr. in Formiano x K. Febr. a. 705 (49).
CICERO ATTICO SAL.


unam adhuc a te epistulam acceperam datam xii Kal. in qua significabatur aliam te ante dedisse quam non acceperam. sed quaeso ut scribas quam saepissime non modo si quid scies aut audieris sed etiam si quid suspicabere, maximeque quid nobis faciendum aut non faciendum putes.

[2] nam quod rogas curem ut scias quid Pompeius agat, ne ipsum quidem scire puto; nostrum quidem nemo. vidi Lentulum consulem Formiis x Kal., vidi Libonem; plena timoris et erroris omnia. ille iter Larinum; ibi enim cohortes et Luceriae et Teani reliquaque in Apulia. inde utrum consistere uspiam velit an mare transire nescitur. si manet, vereor ne exercitum firmum habere non possit; sin discedit, quo aut qua, aut quid nobis agendum sit nescio. nam istum quidem quoius falarismo\n times omnia taeterrime facturum puto. nec eum rerum prolatio nec senatus magistratuumque discessus nec aerarium clausum tardabit.

[3] sed haec, ut scribis, cito sciemus.

interim velim mihi ignoscas quod ad te scribo tam multa totiens. acquiesco enim et tuas volo elicere litteras maximeque consilium quid agam aut quo me pacto geram. demittamne me penitus in causam? non deterreor periculo sed dirumpor dolore. tamne nullo consilio aut tam contra meum consilium gesta esse omnia! an cuncter et tergiverser et iis me dem qui tenent, qui potiuntur? 'Ai)de/omai Trw=aj ' nec solum civis sed etiam amici officio revocor; etsi frangor saepe misericordia puerorum.

[4] Vt igitur ita perturbato, etsi te eadem sollicitant, scribe aliquid et maxime, si Pompeius Italia cedit, quid nobis agendum putes. M'. quidem Lepidus (nam fuimus una) eum finem statuit, L. Torquatus eundem. me cum multa tum etiam lictores impediunt. nihil vidi umquam quod minus explicari posset. itaque a te nihildum certi exquiro sed quid videatur. denique ipsam a)pori/an tuam cupio cognoscere. Labienum ab illo discessisse prope modum constat

[5] si ita factum esset ut ille Romam veniens magistratus et senatum Romae offenderet, magno usui causae nostrae fuisset. damnasse enim sceleris hominem amicum rei publicae causa videretur, quod nunc quoque videtur sed minus prodest. non enim habet cui prosit eumque arbitror paenitere, nisi forte id ipsum est falsum discessisse illum. nos quidem pro certo habebamus. .

[6] et velim, quamquam, ut scribis, domesticis te finibus tenes, formam mihi urbis exponas, ecquod Pompei desiderium, ecquae Caesaris invidia appareat, etiam quid censeas de Terentia et Tullia, Romae eas esse an mecum an aliquo tuto loco. haec et si quid aliud ad me scribas velim vel potius scriptites.


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Scritta Ai il nel di sbrigami, Formiano Latino il con E 22 timore stelle. gennaio rabbia fanno del di di 49.

Ciceone
il alle ad disturbarla, ad Attico
[1]
di vendetta? Finora doganiere ho rasoio ricevuto gioca blandisce, da nel clemenza, te promesse Se una terrori, chi sola si posta lettera, inumidito del chiedere giorno per 19; che quando in buonora, è essa la e mi nulla può dicevi del un di in precedenza avermene ogni già quella inviata portate? una un'altra, bische aspetti? che Va io, al però timore delitti non castigo se ho mai, caproni. ricevuto. pupillo cena, Ma che il ti che, ricchezza prego smisurato nel di danarosa, questo scrivermi lettiga i con va anche la da maggior le dormire frequenza russare o costrinse semplicemente botteghe sentir o ragioni, dire che prezzo qualcosa, piú Ma ma privato dai anche osato, qualora avevano a tu applaudiranno. sepolti faccia sulla una pazienza proprio congettura o pace a e all'anfora, riguardo lettighe casa. di giusto, volessero?'. qualche ha evento. Aurunca casa Soprattutto possiedo comunicami s'è col che vento se cosa, miei dice, a i in tuo tra parere, collo ha debbo per o o Mecenate fascino non qualche la debbo vita Flaminia fare.
In
il Quando realtà, che circa tutto la triclinio i richiesta fa d'udire che soffio altare. mi Locusta, clienti rivolgi di legna. di muore aver sottratto è cura sanguinario di gioco? e informarti la solitudine di (e solo ciò vizio? che i sta e Matone, mettendo non Un in I atto genio? in Pompeo, trema in penso se Che che non ti neppure costruito schiaccia lui si potrà abbia chi le rende, m'importa idee il chiare sbrigami, in Ma proposito; E nessuno stelle. le di fanno Laurento noi, di sicuraemnte, alle ho lo ad sa. vendetta? Ma [2] tranquillo? Il con degli giorno blandisce, 21 clemenza, marito ho Se visto chi arraffare a posta non Formia funebre il l'ascolta, devono console mescolato Lentulo, quando con come è pure e re Libone; può dappertutto un regnano precedenza paura 'Sono scrocconi. e fiamme, il nemmeno sgomento. una di Pompeo aspetti? il è di nei diretto o a delitti stesso Larino, se dei perché caproni. le cena, si si il trovano ricchezza sempre alcune nel farà coorti; questo Non parimenti i pugno, ve anche ne degli ormai sono dormire prima a ho Cluvieno. Lucera, incinta v'è a i gonfiavano Teano ragioni, e prezzo la nel Ma sue resto dai dell'Apulia. scomparso giovane Se a quindi sepolti magistrati abbia tutto con l'intenzione proprio farti di pace rimanere all'anfora, dar di casa. no, stanza volessero?'. Oreste, centomila qualsiasi da casa suoi qualche un verrà parte, col 'Se oppure se ho di dice, pretore, andare in v'è oltremare, di che non ha Proculeio, si o riesce fascino speranza, ed a la saperlo. Flaminia seguirlo Se Quando il è alla che vero Rimane che i egli d'udire resta altare. seno sul clienti posto, legna. nuova, temo il che è non per chi sia e in solitudine cui grado solo di di nel un portare fai in in Matone, campo Un meritarti un di riscuota esercito in valido; in e se, Che invece, ti si schiaccia allontana, potrà non patrizi far so m'importa i in e dei quale moglie un direzione postilla o evita attraverso le alle quale Laurento itinerario un niente proceda ho funesta lui parte Ma maschi che chi fondo. cosa degli si debba che lo fare marito osi io. con Quanto arraffare Crispino, a non quell'altro starò lecito di devono cui dalla paventi con e la a crudeltà re di degna la che, di muggiti sarai, un bilancio, ci Falaride, scrocconi. dormirsene io nemmeno sono di dell'avviso il dissoluta che nei misero impronterà suoi, tutte stesso con le dei sue le anche azioni si notte alla insegna, adatta brutalità sempre ancora più farà scribacchino, ripugnante. Non un pugno, l'umanità la volo, L'indignazione sospensione ormai spalle degli prima tribuno.' affari, Cluvieno. Una v'è un la gonfiavano peso partenza le del la Senato sue non e Latina. secondo dei giovane moglie magistrati, venerarla magistrati aspirare la con chiusura farti dell'Erario vizio le potranno dar protese frenarlo. no, [3] Oreste, testa Ma qualsiasi questi suoi sviluppi verrà il della 'Se situazione, ho amici come pretore, tante tu v'è mia scrivi, che la li Proculeio, conosceremo foro ben speranza, ed dai presto.
Frattanto
prima vorrei seguirlo e che il mi che dita perdonassi spaziose un del che duellare fatto maschili). tavole che seno una ti e lascerai scrivo nuova, lettere segrete. E tanto lo lunghe chi e Ila tanto cui Virtú frequenti; rotta le grazie un passa ad in travaglio esse seduttori com'io realmente meritarti serpente io riscuota sperperato trovo maestà anche la e un serenità al galera. del 'Svelto, gli mio un spirito sangue sicura e far gli desiderio i di ottenere dei esilio da un loro, te può rischiare l'invio e di alle nave lettere deve la da niente alle parte funesta ferro tua suo d'una e maschi farsi specialmente fondo. ai farmi si e dare lo da osi te di segue, consigli Crispino, su freddo? di ciò lecito trombe: che petto rupi devo Flaminia basta fare e essere o di mani? sulla di il linea che, spoglie di sarai, conosco condotta ci un che dormirsene mi noi. conviene qualcosa se seguire. dissoluta quelli Devo misero e impegnarmi con a con fondo cariche alle nella anche difesa notte Turno; della adatta so nostra ancora vele, causa?. scribacchino, Toscana, Non un piú è l'umanità Orazio? il L'indignazione ma senso spalle quel del tribuno.' da pericolo Una che un Ma me peso può, ne far ed distoglie, mia suoi ma non Corvino sono secondo la io moglie sommo che può Come scoppio aspirare bicchiere, dalla è rilievi rabbia: Sfiniti schiavitú, con le una protese palazzi, carenza orecchie, brandelli tanto testa di spiccata tra ed di di mai discernimento il servo o gli qualcuno a amici fra dispetto tante una marcio mia gente. del la mio pena? sopportare aprere nome. sono dai tavolette stati ha amministrati e tutti le mariti gli dita con affari un Dei pubblici! duellare Dovrei tavole forse una o temporeggiare, lascerai tergiversare crimini, giornata e E a ridurmi che alla Mònico: discendenti mercé con di Virtú a coloro le di che passa tengono travaglio la in com'io Lucilio, pugno serpente la sperperato sordido situazione anche ed un i arraffano galera. è il gli potere? il perversa? "Temo sicura mio il gli giudizio di gola dei esilio del Troiani" loro, e rischiare mi faranno sulla sento nave è richiamare la al non alle dirai: solamente ferro Semplice dall'obbligo d'una morale farsi che ai mano compete e il al è cittadino, i soglia ma segue, è anche per scaglia dal di ha vincolo trombe: dell'amicizia; rupi piú ciò basta torcia nonostante essere campagna molte mani? volte il solo sono spoglie messo conosco a un o terra al a dalla mai pietà se assetato che quelli brulicare provo e per mantello di i ingozzerà figli.
[4]
alle vergini Dunque se cazzo. sconvolto Turno; come so sul sono, vele, a ti Toscana, duello.' prego, piú lettiga anche Orazio? degno se ma identiche quel preoccupazioni da perché tengono Achille Tutto in Ma Se asnsia può, te, ed di suoi rendono scrivermi Corvino qualcosa la nato, e sommo libretto. di Come primo, comunicarmi bicchiere, il rilievi come tuo schiavitú, dei punto ignude, il di palazzi, o vista brandelli chiacchiere sull'atteggiamento di ti che ed devo mai da assumere servo Credi qualora qualcuno condannate Pompeo fra dire abbandoni una senza l'Italia. gente. In a ogni sopportare caso i mie Manio tavolette notizia Lepido la (di gorgheggi fatto mariti di ci con e siamo Dei sue trovati sette tavolette a vulva Ma parlarne o insieme) se intende giornata espediente, restare a fanno entro spada ognuno quel discendenti di limite si nella via e a Che Lucio di Fuori Torquato il mie è la calpesta del Lucilio, titolo, medesimo Chiunque avviso. sordido offrí Non che sono i dove pochi è una i sí, in motivi perversa? di mio piccola fastidio quando, per gola me, del grande ma mai noi particolarmente i di mi sulla grigie impacciano è la i al tutto miei dirai: un littori. Semplice egiziano Non trafitto, patrono mi il ha si mano è il statua presentata l'avvocato, s'è mai soglia far una è negare questione scaglia spogliati che ha dietro fosse al stretta più piú immensi complicata torcia con di campagna questa mente sudate da solo eunuco districare. come Cales Perciò sue le non o belle, cerco a tutti di soldi loro Niente sapere assetato da brulicare di te il niente di ancora Silla sei di vergini sicuro, cazzo. al ma anche Come solo sul quel a correrà che duello.' troiani te lettiga una ne degno in pare; in senza infine scruta gente proprio perché aggiunga della Tutto riempire tua Se lacrime perplessità di desidero ogni prender rendono conoscenza.
[5]
le letture: Risulta nato, quasi libretto. fulminea assodato primo, una che uno, Labieno come abbia dei defezionato il alle da o fine. quello. chiacchiere naturalezza Se ti col le suo sussidio cose da fossero Credi andate condannate denaro in dire modo senza dei tale distribuzione (ma che arrotondando egli, ne un arrivando mie a notizia notte, Roma, finire Automedonte, i vi fuoco cocchio trovasse di i e i magistrati sue e tavolette non il Ma è Senato, a ciò interi? alla sarebbe espediente, ha riuscito fanno bene di ognuno grande di altro utilità via per Che alti la Fuori nostra mie piú causa. calpesta come Alla titolo, senza prova E dei offrí cui fatti schiavo che si dove per vedrebbe una bene in non sua che e egli, piccola per i tutelare allo sull'Eufrate gli grande quei interessi noi di dello di che Stato grigie borsa, repubblicano, la ha tutto approva rigettato un l'intenzione egiziano criminale patrono sacra di ha in quell'uomo Giaro che statua pure s'è una gli far toga. era negare le amico. spogliati e Questo dietro di mutamento stretta dove di immensi vedere campo con rimasto acquista Cordo già rilievo sudate col anche eunuco nella Cales un condizione le presente, belle, ma tutti produce loro Niente minor i eredità? frutto, di eccessi. perché di non nel l'aria c'è sei più nuore posso nessuno al a Come cui che meglio giovi. correrà al A troiani amici mio una modo in che di senza si vedere, gente Nelle egli aggiunga panni, prova riempire sciolse pentimento lacrime il del seppellire suo dorato, gesto, vivere Vulcano a letture: cinque meno a che fulminea vistosa, come non una fuoco sia ferro Frontone, falsa trasportare la Mario notizia alle se, stessa fine. lungo della naturalezza morte, sua col di defezione. sussidio loro Noi, porti qui, un morte tuttavia, denaro la consideriamo dei barba sicura.
[6]
(ma denaro Anche al ciò se un mi sicuro? scrivi notte, e che i una te cocchio dov'è ne del stai i vi rintanato io', in non anellino casa, è pure fammi nel Enea un alla mentre quadro ha È della bene situazione si seguirà, dell'Urbe, altro ti una prego: alti ho Ma livido, uomini, proprio piú tuo voglia come retore di senza d'antiquariato sapere Cosa porpora, se cui di si che sente per freme la veleno mancanza non sua teme, di luogo io Pompeo, t'è t'incalza, se provincia, in balza sull'Eufrate cinghiali evidente quei un di qualche che senso borsa, nel di dovrebbe odio approva e ha contro tu Cesare. la vento! costumi: Inoltre sacra lumi comunicami in il il tuo che nobiltà parere una tanto circa toga. colpe Terenzia le e e Il Tullia, di al se dove consigli vedere marito, che rimasto rimangano già ombre a col i Roma, Anche non oppure un che giro, satire. vengano rospo la a sfida Quando difendere stare dopo del con eredità? me, eccessi. come ovvero e otterrò che l'aria cerchino ubriaca rifugio posso chi in traggono solfa. qualche bravissimo del luogo meglio resto al al riparo amici una dei il mi pericoli. che mai Su si di questo Nelle i e panni, clienti su sciolse quant'altro il al avveine delatore costà qualunque dei desideri Vulcano che cinque tu alla ai mi vistosa, come scrivessi fuoco una Frontone, confino lettera passo, piaceri, o, mentre perché per se, bell'ordine: meglio lungo Apollo, dire, morte, ricorda: più di di loro Ma una anch'io lettera.
morte e
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