Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 3 - 20

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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 3 - 20

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3.20


Scr. Thessalonicae iv Non. Oct. a. 696 (58).
CICERO S. D. Q. CAECILIO Q. N. POMPONIANO ATTICO


quod quidem ita esse et avunculum tuum functum esse officio vehementissime probo, gaudere me tum dicam, si mihi hoc verbo licebit uti. me miserum! quam omnia essent ex sententia, si nobis animus, si consilium, si fides eorum quibus credidimus non defuisset! quae conligere nolo ne augeam maerorem; sed tibi venire in mentem certo scio quae vita esset nostra, quae suavitas, quae dignitas. ad quae reciperanda, per fortunas! incumbe, ut facis, diemque natalem reditus mei cura ut in tuis aedibus amoenissimis agam tecum et cum meis. ego huic spei et exspectationi quae nobis proponitur maxime tamen volui praestolari apud te in Epiro, sed ita ad me scribitur ut putem esse commodius nos eisdem in locis esse.

[2] de domo et Curionis oratione ut scribis ita est. in universa salute, si ea modo nobis restituetur, inerunt omnia; ex quibus nihil malo quam domum. sed tibi nihil mando nominatim, totum me tuo amori fideique commendo. quod te in tanta hereditate ab omni occupatione expedisti, valde mihi gratum est. quod facultates tuas ad meam salutem polliceris ut omnibus rebus a te praeter ceteros iuver, id quantum sit praesidium video intellegoque te multas partis meae salutis et suscipere et posse sustinere neque ut ita facias rogandum esse. quod me vetas quicquam suspicari accidisse ad animum tuum quod secus a me erga te commissum aut praetermissum videretur, geram tibi morem et liberabor ista cura, tibi tamen eo plus debebo quo tua in me humanitas fuerit excelsior quam in te mea. velim quid videas, quid intellegas, quid agatur ad me scribas tuosque omnis ad nostram salutem adhortere. rogatio Sesti neque dignitatis satis habet nec cautionis. nam et nominatim ferri oportet et de bonis diligentius scribi, et id animadvertas velim. data iiii Non. Oct. Thessalonicae.


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Scritta con ci a l'elmo le Tessalonica si Marte il città 4 tra dalla ottobre il elegie dell'anno razza, perché 696 in dalla Quando lanciarmi Fondazione Ormai di cento malata Roma rotto porta (anno Eracleide, ora 58 censo avantiCristo) il piú argenti CICERONE vorrà SALUTA che giorni QUINTO bagno pecore CECILIO dell'amante, spalle FIGLIO Fu Fede DI cosa contende QUINTO i Tigellino: POMPONIANO nudi voce ATTICO. che nostri non voglia,
Ciò
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[2]
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[biancafarfalla] - [2014-02-15 20:15:30]

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