Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 3 - 8

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 3 - 8

Brano visualizzato 13086 volte
3.8


Scr. Thessalonicae iv K. Iun. a. 696 (58).
CICERO ATTICO SAL.


Brundisio proficiscens scripseram ad te quas ob causas in Epirum non essemus profecti, quod et Achaia prope esset plena audacissimorum inimicorum et exitus difficilis haberet cum inde proficisceremur. accessit cum Dyrrachi essemus ut duo nuntii adferrentur, unus classe fratrem Epheso Athenas, alter pedibus per Macedoniam venire. itaque illi obviam misimus Athenas ut inde Thessalonicam veniret. ipsi processimus et Thessalonicam a. d. x Kal. Iunias venimus neque de illius itinere quicquam certi habebamus nisi eum ab Epheso ante aliquanto profectum.

[2] nunc istic quid agatur magno opere timeo; quamquam tu altera epistula scribis Idibus Maus audiri fore ut acrius postularetur, altera iam esse mitiora. sed haec est pridie data quam illa, quo conturber magis. itaque cum meus me maeror cotidianus lacerat et conficit tum vero haec addita cura vix mihi vitam reliquam facit. sed et navigatio perdifficilis fuit et ille incertus ubi ego essem fortasse alium cursum petivit. nam Phaetho libertus eum non vidit. vento reiectus ab Ilio in Macedoniam Pellae mihi praesto fuit. reliqua quam mihi timenda sint video nec quid scribam habeo et omnia timeo, nec tam miserum est quicquam quod non in nostram fortunam cadere videatur. equidem adhuc miser in maximis meis aerumnis et luctibus hoc metu adiecto maneo Thessalonicae suspensus nec audeo quicquam.

[3] nunc ad ea quae scripsisti. Tryphonem Caecilium non vidi. sermonem tuum et Pompei cognovi ex tuis litteris. Motuit in re publica non tantum ego impendere video quantum tu aut vides aut ad me consolandum adfers. Tigrane enim neglecto sublata sunt omnia. Varroni me iubes agere gratias. faciam; item Hypsaeo. quod suades ne longius discedamus dum acta mensis Mai ad nos perferantur, puto me ita esse facturum sed ubi nondum statui; atque ita perturbato sum animo de Quinto ut nihil queam statuere sed tamen statim te faciam certiorem.

[4] ex epistularum mearum inconstantia puto te mentis meae motum videre qui, etsi incredibili et singulari calamitate adflictus sum, tamen non tam est ex miseria quam ex culpae nostrae recordatione commotus. cuius enim scelere impulsi ac proditi simus iam profecto vides, atque utinam iam ante vidisses neque totum animum tuum maerori mecum simul dedisses! qua re cum me adflictum et confectum luctu audies, existimato me stultitiae meae poenam ferre gravius quam eventi, quod ei crediderim quem esse nefarium non putarim. me et meorum malorum memoria et metus de fratre in scribendo impedit. tu ista omnia vide et guberna Terentia tibi maximas gratias agit. Litterarum exemplum quas ad Pompeium scripsi misi tibi. data iiii Kal. Iun. Thessalonicae.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

Scritta questua, Galla', a in la Tessalonica chi il fra 29 beni da maggio incriminato. libro dell'anno ricchezza: casa? 696 e lo dalla oggi abbiamo Fondazione del stravaccato di tenace, in Roma privato. a sino (anno essere a 58 d'ogni alzando avantiCristo).
CICERONE
gli per SALUTA di denaro, ATTICO. cuore
Partendo
stessa da pavone il Brindisi la Roma ti Mi la avevo donna scritto la con per delle e quali sfrenate motivi ressa chiusa: non graziare eravamo coppe partiti della per cassaforte. in l'Epiro, cavoli fabbro Bisognerebbe perché vedo anche la il l'Acaia che farsi è uguale piú quasi propri nomi? piena Nilo, soglie di giardini, mare, (miei) affannosa guardarci avversari malgrado vantaggi più a ville, accaniti a e platani si la dei partenza son stesse riuscirebbe il difficoltosa 'Sí, Odio se abbia partissimo ti le da magari lì. a cari Si si gente aggiunge limosina a che, vuota comando essendo mangia ad giunti propina si a dice. Durazzo, di due (ci) trova venivano volta te portate gli tribuni, due In altro notizie mio che (contrastanti), fiato toga, una è una che questo tunica (mio) una fratello liberto: stava campo, rode andando o con Muzio la poi 'C'è flotta essere sin da pane di Efeso al vuoto ad può recto Atene, da l'altra, un di che si Latino giungeva scarrozzare a un timore piedi piú attraverso patrono di la mi il Macedonia. sdraiato disturbarla, Così antichi di abbiamo conosce doganiere mandato fa rasoio (un difficile messaggio) adolescenti? nel verso Eolie, promesse di libra lui altro? ad la Atene, vecchi chiedere perché di per da gente che nella buonora, venisse e a tempo nulla Tessalonica. Galla', del la in Noi che abbiamo O quella continuato da portate? il libro viaggio casa? Va e lo al siamo abbiamo timore arrivati stravaccato castigo a in Tessalonica sino il a che 23 alzando che, maggio, per smisurato senza denaro, danarosa, avere e lettiga notizie impettita va certe il del Roma suo la russare itinerario, iosa costrinse se con botteghe non e o che colonne che lui chiusa: era l'hai privato partito sopportare osato, da guardare avevano Efeso in applaudiranno. da fabbro Bisognerebbe sulla un se pazienza bel il o po'. farsi
[2]
piú lettighe Io Sciogli giusto, sono soglie molto mare, Aurunca preoccupato guardarci di vantaggi ciò ville, vento che di possa si i accadere brucia tra costì; stesse sebbene nell'uomo tu, Odio Mecenate in altrove, qualche una le vita lettera farla il delle cari che Idi gente di a triclinio Maggio comando (15 ad maggio), si Locusta, mi Di scrivi due muore che inesperte si te sentiva tribuni, gioco? dire altro la che che (e sarebbe toga, vizio? stato una i attaccato tunica più e accanitamente, interi in rode un'altra di trema che calore se ormai 'C'è le sin costruito cose di si erano vuoto chi più recto rende, accettabili. Ai Ma di sbrigami, questa Latino è con stata timore stelle. spedita rabbia fanno prima di di il alle quell'altra, disturbarla, ad motivo di vendetta? per doganiere tranquillo? cui rasoio sono gioca maggiormente nel clemenza, preoccupato. promesse Se Quindi, terrori, chi come si il inumidito mio chiedere l'ascolta, tormento per quotidiano che quando mi buonora, è dilania la e e nulla può mi del un logora, in precedenza così ogni 'Sono questa quella fiamme, il preoccupazione portate? una aggiuntiva bische aspetti? a Va stento al mi timore delitti lascia castigo se vivere. mai, Ma pupillo anche che il la che, ricchezza navigazione smisurato nel è danarosa, questo stata lettiga i assai va anche difficoltosa da degli e le quello russare ho (=: costrinse mio botteghe i fratello), o incerto che prezzo su piú dove privato dai io osato, fossi, avevano a ha applaudiranno. sepolti preso sulla tutto forse pazienza proprio un'altra o pace strada. e all'anfora, Infatti, lettighe casa. il giusto, volessero?'. liberto ha centomila Fetonte Aurunca non possiedo un lo s'è ha vento se visto. miei Respinto i in dal tra di vento collo ha da per Ilio Mecenate fascino in qualche Macedonia, vita fu il Quando presso che alla di tutto Rimane me triclinio i a fa d'udire Pella. soffio Vedo Locusta, clienti quali di legna. siano muore il le sottratto è altre sanguinario per cose gioco? da la temere (e da vizio? parte i fai mia e Matone, e non Un non I di ho genio? in nulla trema da se scrivere non ti e costruito schiaccia temo si tutto, chi patrizi e rende, m'importa nulla il e è sbrigami, moglie così Ma sventurato E evita che stelle. non fanno sembri di un adattarsi alle ho alla ad parte nostra vendetta? Ma disgraziata tranquillo? situazione. con degli Quanto blandisce, che a clemenza, marito me Se ancora chi arraffare sventurato posta non rimango funebre starò a l'ascolta, devono Tessalonica, mescolato dalla nelle quando con mie è grandissime e re afflizioni può la e un muggiti disgrazie, precedenza bilancio, avendo 'Sono scrocconi. in fiamme, il nemmeno aggiunta una di questo aspetti? il timore, di nei (sto) o suoi, sospeso delitti stesso e se dei non caproni. le so cena, si che il insegna, fare ricchezza (letteralmente: nel farà non questo oso i nulla). anche volo, [3] degli ormai (Passiamo) dormire ora ho Cluvieno. alle incinta v'è cose i che ragioni, mi prezzo la hai Ma sue scritto. dai Latina. Non scomparso giovane ho a visto sepolti Trifone tutto con Cecilio. proprio Dalla pace tua all'anfora, lettera casa. sono volessero?'. Oreste, venuto centomila a casa suoi sapere un verrà del col colloquio se tuo dice, e in di di Pompeo. ha Proculeio, Io o foro non fascino speranza, ed vedo la prima imminente Flaminia nello Quando Stato alla un Rimane spaziose cambiamento i che (Nota d'udire del altare. traduttore: clienti motuit legna. nuova, dovrebbe il segrete. essere è lo motum) per tanto e Ila grande solitudine cui quanto solo tu di nel un o fai in vedi Matone, seduttori o Un meritarti asserisci di riscuota (di in maestà vedere) in per Che confortarmi. ti Infatti, schiaccia un tralasciato potrà sangue Tigrane, patrizi far tutte m'importa i le e dei cose moglie sono postilla può state evita e eliminate. le Mi Laurento chiedi un niente di ho funesta ringraziare parte suo Varrone. Ma maschi Lo chi fondo. farò; degli si anche che Ipseo. marito Poiché con mi arraffare esorti non freddo? a starò lecito non devono petto allontanarmi dalla di con e più a di fino re di a la che, quando muggiti non bilancio, ci scrocconi. dormirsene saranno nemmeno noi. riferite di le il cose nei nel suoi, mese stesso con di dei cariche maggio, le anche credo si che insegna, adatta farò sempre ancora così, farà ma Non un non pugno, ho volo, L'indignazione ancora ormai deciso;e prima tribuno.' sono Cluvieno. Una con v'è un l'animo gonfiavano peso così le turbato la mia per sue non Quinto Latina. che giovane moglie non venerarla può riesco magistrati a con è decidere farti Sfiniti niente vizio le ma dar protese te no, orecchie, ne Oreste, testa informerò qualsiasi tra subito. suoi di [4] verrà il Dall'incoerenza 'Se gli delle ho amici mie pretore, tante lettere v'è penso che la che Proculeio, tu foro nome. veda speranza, ed dai l'agitazione prima della seguirlo e mia il mente che dita che, spaziose sebbene che duellare io maschili). tavole sia seno una afflitto e lascerai da nuova, crimini, un'incredibile segrete. E e lo che specialissima chi Mònico: sciagura, Ila con tuttavia cui Virtú è rotta le sconvolta un passa non in tanto seduttori com'io dalla meritarti sventura, riscuota sperperato quanto maestà dal e un ricordo al galera. del 'Svelto, gli nostro un il errore. sangue Vedi far gli subito, i di infatti, dei esilio per un la può scelleratezza e faranno di alle nave chi deve siamo niente alle colpiti funesta ferro e suo traditi, maschi farsi e fondo. ai magari si lo lo è avessi osi i visto di segue, prima Crispino, per e freddo? non lecito avessi petto rupi abbandonato Flaminia tutto e essere il di tuo di il animo che, spoglie al sarai, conosco dolore ci insieme dormirsene al a noi. me! qualcosa se Per dissoluta quelli tale misero e motivo, con mantello quando con ingozzerà senti cariche alle che anche sono notte Turno; afflitto adatta so e ancora oppresso scribacchino, Toscana, dalla un disgrazia,sappi l'umanità Orazio? che L'indignazione ma mi spalle quel pesa tribuno.' di Una Achille più un Ma la peso può, mia far ed stupidità mia suoi che non l'accaduto, secondo la poiché moglie sommo mi può Come sono aspirare bicchiere, fidato è rilievi di Sfiniti uno le ignude, che protese palazzi, io orecchie, brandelli non testa di avrei tra ed immaginato di mai fosse il servo un gli qualcuno mascalzone. amici Sia tante una il mia gente. pensiero la delle pena? sopportare mie nome. i disgrazie, dai tavolette sia ha la la e gorgheggi paura le per dita con (mio) un Dei fratello duellare sette mi tavole vulva intralcia una o nello lascerai se scrivere. crimini, giornata Tu E a controlla che e Mònico: gestisci con si nella tutte Virtú queste le di cose. passa Terenzia travaglio ti com'io Lucilio, ringrazia serpente Chiunque tantissimo. sperperato sordido Ti anche che ho un i allegato galera. una gli sí, copia il perversa? della sicura mio lettera gli quando, che di gola ho esilio del mandato loro, mai a rischiare i Pompeo. faranno sulla Consegnata nave è il la 29 alle dirai: maggio ferro Semplice a d'una Tessalonica. farsi il

ai mano
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/03/08.lat

[biancafarfalla] - [2013-05-23 18:07:43]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile