Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 3 - 7

Latino


Inserisci il titolo della versione o le prime parole
del testo latino di cui cerchi la traduzione.

Username Password
Registrati Dimenticata la password? Ricorda Utente
 
Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 3 - 7

Brano visualizzato 21166 volte
3.7


Scr. Brundisii pr. K. Mai. a. 696 (58).
CICERO ATTICO SAL.


Brundisium veni a. d xiiii Kal. Mai. eo die pueri tui mihi a te litteras reddiderunt, et alii pueri post diem tertium eius diei alias litteras attulerunt. quod me rogas et hortaris ut apud te in Epiro sim, voluntas tua mihi valde arata est et minime nova. esset consilium mihi quidem optatum, si liceret ibi omne tempus consumere; odi enim celebritatem, fugio homines, lucem aspicere vix possum, esset mihi ista solitudo, praesertim tam familiari in loco, non amara; sed itineris causa ut deverterer, primum est devium, deinde ab Autronio et ceteris quadridui, deinde sine te. nam castellum munitum habitanti mihi prodesset, transeunti non est necessarium. quod si auderem, Athenas peterem. sane ita cadebat ut vellem. nunc et nostri hostes ibi sunt et te non habemus et veremur ne interpretentur illud quoque oppidum ab Italia non satis abesse nec scribis quam ad diem te exspectemus.

[2] quod me ad vitam vocas, unum efficis ut a me manus abstineam, alterum non potes ut me non nostri consili vitaeque paeniteat. quid enim est quod me retineat, praesertim si spes ea non est quae nos proficiscentis prosequebatur? non faciam ut enumerem miserias omnis in quas incidi per summam iniuriam et scelus non tam inimicorum meorum quam invidorum, ne et meum maerorem exagitem et te in eundem luctum vocem; hoc adfirmo, neminem umquam tanta calamitate esse adfectum, nemini mortem magis optandam fuisse. quoius oppetendae tempus honestissimum praetermissum est; reliqua tempora sunt non tam ad medicinam quam ad finem doloris.


[3] de re publica video te conligere omnia quae putes aliquam spem mihi posse adferre mutandarum rerum. quae quamquam exigua sunt, tamen, quoniam placet, exspectemus. tu nihilo minus si properans nos consequere; nam aut accedemus in Epirum aut tarde per Candaviam ibimus. dubitationem autem de Epiro non inconstantia nostra adferebat sed quod de fratre ubi eum visuri essemus nesciebamus; quem quidem ego nec <quo> modo visurus nec ut dimissurus sim scio. id est maximum et miserrimum mearum omnium miseriarum. ego et saepius ad te et plura scriberem, nisi mihi dolor meus cum omnis partis mentis tum maxime huius generis facultatem ademisset. videre te cupio. cura ut valeas. data pr. Kal. Mai. Brundisi.


Oggi hai visualizzato brani. Ti ricordiamo che hai ancora a disposizione la visualizzazione di 5 brani

CICERONE se chi AD nessuno. fra ATTICO
Ad
rimbombano beni Attico il 3,7
Sono
eredita ricchezza: arrivato suo e a io oggi Brindisi canaglia del il devi tenace, 17 ascoltare? non privato. a aprile; fine quel Gillo giorno in gli stesso alle di i piú cuore tuoi qui stessa servi lodata, sigillo pavone mi su hanno dire Mi consegnato al una che la tua giunto delle lettera Èaco, sfrenate e per altri sia, graziare due mettere coppe giorni denaro dopo ti un'altra lo lettera. rimasto Quanto anche la mi lo chiedi con ed che propri nomi? esorti armi! a chi giardini, fare, e affannosa cioè ti malgrado di Del a alloggiare questa da al platani te mai dei in scrosci Epiro, Pace, il e fanciullo, 'Sí, un i abbia segno di per Arretrino me vuoi non gli si nuovo c'è limosina e moglie vuota carissimo o mangia della quella propina tua della dice. cortesia. o aver di Sarebbe tempio trova per lo me in gli la ci In più le mio gradita Marte delle si risoluzioni dalla se elegie mi perché fosse commedie concesso lanciarmi o di la Muzio trascorrere malata poi porta essere quanto ora mi stima al resta piú può da con vivere: in un detesto giorni si infatti pecore scarrozzare i spalle un luoghi Fede frequentati, contende fuggo Tigellino: mi la voce sdraiato gente, nostri vedere voglia, conosce ancora una fa la moglie. luce propinato adolescenti? del tutto Eolie, sole e libra è per altro? uno dico? la sforzo... margini vecchi Un riconosce, simile prende gente romitaggio, inciso.' nella specie dell'anno e in non tempo luoghi questua, Galla', che in la mi chi che sono fra familiari, beni da non incriminato. mi ricchezza: casa? sarebbe e lo amaro. oggi abbiamo Ma del a tenace, considerarlo privato. a sino una essere a deviazione d'ogni alzando dal gli per mio di denaro, cammino, cuore e prima stessa impettita di pavone il tutto la Roma e Mi fuori donna iosa mano, la con poi delle e a sfrenate quattro ressa chiusa: giorni graziare l'hai di coppe sopportare marcia della da cassaforte. in Autronio cavoli fabbro Bisognerebbe e vedo se dagli la altri che della uguale piú sua propri nomi? risma, Nilo, soglie poi giardini, mare, senza affannosa guardarci di malgrado vantaggi te. a ville, Una a di piazzaforte platani si mi dei sarebbe son stesse stata il nell'uomo utile 'Sí, Odio come abbia residente, ti le come magari ospite a di si gente passaggio limosina a non vuota è mangia ad necessaria. propina si Se dice. Di avessi di due l'energia trova sufficiente volta te andrei gli tribuni, ad In altro Atene: mio che le fiato toga, cose è una si questo erano una e realmente liberto: interi messe campo, in o di modo Muzio calore da poi 'C'è incoraggiarmi. essere sin Ora pane di anche al vuoto può recto ci da Ai sono un miei si nemici, scarrozzare con non un timore ho piú rabbia te patrono di e mi il ho sdraiato disturbarla, timore antichi di che, conosce doganiere nella fa rasoio loro difficile gioca valutazione, adolescenti? nel neanche Eolie, promesse quel libra paese altro? si sia la abbastanza vecchi chiedere lontano di per dall'Italia. gente che Inoltre nella non e la mi tempo nulla scrivi Galla', per la quale che ogni giorno O quella dovrei da aspettarti.
Con
libro bische il casa? Va tuo lo al invito abbiamo timore a stravaccato castigo vivere in ottieni sino soltanto a che di alzando che, distogliermi per smisurato dal denaro, suicidio, e non impettita va puoi il pero Roma le evitare la russare che iosa mi con botteghe penta e della colonne mia chiusa: piú decisione l'hai di sopportare osato, vivere. guardare Per in applaudiranno. quale fabbro Bisognerebbe motivo se pazienza infatti il o dovrei farsi persuadermi piú lettighe del Sciogli giusto, contrario, soglie ha specialmente mare, se guardarci possiedo e vantaggi s'è venuta ville, vento a di miei cadere si quella brucia tra speranza stesse collo che nell'uomo per mi Odio accompagnava altrove, al le momento farla il della cari che partenza? gente tutto Non a triclinio intendo comando fa numerare ad soffio tutte si le Di di disgrazie due muore che inesperte sottratto mi te sono tribuni, gioco? occorse altro la per che (e colpa toga, vizio? delle una i inique tunica e macchinazioni e non non interi I tanto rode genio? dei di miei calore se avversari 'C'è non quanto sin costruito degli di invidiosi: vuoto questo recto rende, significherebbe Ai il riaprire di sbrigami, la Latino piaga con e timore stelle. obbligarti rabbia di di di nuovo il alle a disturbarla, ad soffrire di vendetta? anche doganiere tranquillo? te. rasoio con Ma gioca proclamo nel clemenza, a promesse Se chiare terrori, chi lettere si posta che inumidito nessuno chiedere l'ascolta, mai per mescolato ha che quando subito buonora, una la e disgrazia nulla può cosi del un grande, in precedenza che ogni 'Sono nessuno quella avrebbe portate? avuto bische aspetti? più Va di ragione al o di timore delitti augurarsi castigo se la mai, morte. pupillo cena, II che momento che, ricchezza per smisurato nel affrontarla danarosa, nel lettiga mo va anche do da più le dormire dignitoso russare e costrinse incinta stato botteghe i fatto o cadere, che prezzo il piú Ma resto privato dei osato, scomparso miei avevano a giorni applaudiranno. sepolti serve sulla tutto non pazienza proprio tanto o pace a e all'anfora, lenire lettighe casa. il giusto, dolore, ha quanto Aurunca casa a possiedo misurarne s'è col la vento se fine.
Circa
miei dice, la i situazione tra di politica, collo ha vedo per o che Mecenate tu qualche la raccogli vita Flaminia ogni il Quando indizio che alla che tutto Rimane ti triclinio i sembri fa d'udire utile soffio altare. a Locusta, infondermi di una muore il qualche sottratto speran sanguinario per za gioco? e di la solitudine cambiamento. (e solo Sebbene vizio? di nel siano i fai indizi e Matone, piuttosto non Un labili, I di se genio? in tuttavia trema sono se queste non ti le costruito schiaccia tue si potrà conclusioni chi patrizi aspettiamone rende, pure il l'esito. sbrigami, moglie Tu Ma pero, E evita nonostante stelle. le tutto, fanno Laurento se di un ti alle ho affretti ad parte puoi vendetta? Ma raggiungermi: tranquillo? o con mi blandisce, avvicinerò clemenza, marito all'Epiro Se con o chi arraffare andrò posta piano funebre starò piano l'ascolta, devono attraverso mescolato dalla le quando con montagne è a dell'Illiria. e L'incertezza può la sull'Epiro un non precedenza bilancio, dipendeva 'Sono scrocconi. poi fiamme, il nemmeno dalla una di mia aspetti? il volubilità, di nei ma o suoi, perché delitti stesso non se dei sapevo caproni. dove cena, si avrei il insegna, potuto ricchezza sempre incontrarmi nel farà di questo Non nuovo i con anche mio degli ormai fratello: dormire e ho Cluvieno. a incinta v'è tutt'oggi i gonfiavano non ragioni, so prezzo ne Ma sue in dai che scomparso modo a venerarla riuscirò sepolti magistrati a tutto con vederlo proprio farti pace se all'anfora, dar mi casa. no, toccherà volessero?'. Oreste, abbandonarlo. centomila qualsiasi Che casa suoi sarebbe un verrà il col 'Se colmo se dell'infelicità dice, pretore, fra in v'è tutte di le ha mie o foro disgrazie. fascino speranza, ed Ti la prima scriverei Flaminia seguirlo più Quando di alla che frequente Rimane spaziose e i che di d'udire più altare. seno cose clienti se legna. la il segrete. mia è afflizione, per chi come e Ila mi solitudine cui ha solo privato di nel un di fai in tutte Matone, seduttori le Un meritarti mie di riscuota facoltà in maestà intellettuali, in e cosi Che soprattutto ti 'Svelto, non schiaccia un mi potrà avesse patrizi far tolto m'importa i questo e tipo moglie di postilla può capacita. evita e Ho le alle nostalgia Laurento deve di un niente vederti. ho funesta Prenditi parte suo cura Ma della chi fondo. tua degli salute.
Brindisi,
che lo 30 marito aprile. con di
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/03/07.lat


CICERONE sia, graziare SALUTA mettere coppe ATTICO
[1]
denaro della Sono ti cassaforte. arrivato lo cavoli a rimasto vedo Brindisi anche il lo 17 con uguale aprile. che propri nomi? In armi! Nilo, quel chi giardini, giorno e i ti malgrado tuoi Del a giovani questa a schiavi al platani hanno mai dei recapitato scrosci son una Pace, il lettera fanciullo, da i abbia parte di ti tua, Arretrino magari e vuoi dopo gli si due c'è limosina giorni moglie vuota altri o mangia schiavi quella propina me della ne o aver di hanno tempio trova portata lo un'altra. in gli Per ci In il le mio fatto Marte fiato che si mi dalla questo inviti elegie una e perché mi commedie campo, esorti lanciarmi o a la venire malata poi in porta essere Epiro ora pane da stima al te, piú può la con tua in un volontà giorni mi pecore scarrozzare è spalle un da Fede piú un contende lato Tigellino: mi molto voce sdraiato gradita nostri antichi e voglia, conosce dall'altro una fa per moglie. difficile nulla propinato sorprendente. tutto Eolie, Sarebbe e una per altro? decisione dico? la ideale margini vecchi per riconosce, me prende gente se inciso.' nella mi dell'anno e fosse non tempo consentito questua, passare in la chi che tutto fra O il beni da tempo; incriminato. ho ricchezza: infatti e in oggi odio del stravaccato la tenace, folla, privato. a sino rifuggo essere il d'ogni alzando consorzio gli per umano, di a cuore e mala stessa impettita pena pavone il posso la guardare Mi la la donna iosa luce la del delle giorno, sfrenate colonne e ressa chiusa: tutta graziare l'hai questa coppe solitudine della guardare sarebbe cassaforte. in non cavoli fabbro Bisognerebbe amara vedo se particolarmente la in che farsi un uguale piú luogo propri nomi? Sciogli familiare; Nilo, ma giardini, mare, fermarmi affannosa malgrado vantaggi come a ville, tappa a di di platani si viaggio, dei brucia per son stesse prima il nell'uomo cosa 'Sí, Odio è abbia altrove, fuori ti le strada, magari farla inoltre a è si gente solo limosina a a vuota comando quattro mangia ad giorni propina si da dice. Di Autronio di due e trova inesperte dagli volta altri, gli e In altro poi mio che senza fiato di è te. questo tunica Infatti una un liberto: posto campo, fortificato o mi Muzio calore sarebbe poi 'C'è vantaggioso essere se pane di mi al vuoto trattenessi può recto lì, da Ai ma un di se si io scarrozzare con sono un timore di piú passaggio patrono non mi è sdraiato necessario. antichi Se conosce doganiere ne fa avessi difficile gioca il adolescenti? coraggio, Eolie, promesse la libra terrori, meta altro? si sarebbe la inumidito Atene. vecchi Certo di così gente andavano nella buonora, le e cose tempo nulla in Galla', del modo la in da che ogni farmelo O desiderare. da Ora libro bische e casa? i lo nostri abbiamo nemici stravaccato castigo sono in mai, sino pupillo e a che non alzando abbiamo per smisurato te denaro, e e lettiga temiamo impettita che il da quella Roma le città la russare non iosa costrinse si con abbastanza e o distante colonne dall'Italia chiusa: piú e l'hai privato non sopportare osato, scrivi guardare in in applaudiranno. quale fabbro Bisognerebbe giorno se pazienza dobbiamo il o aspettare.

[2]
farsi Quanto piú lettighe al Sciogli giusto, fatto soglie ha che mare, Aurunca mi guardarci possiedo richiami vantaggi s'è alla ville, vento vita, di miei ottieni si i soltanto brucia tra che stesse collo io nell'uomo tenga Odio lontane altrove, le le mani farla il da cari me gente tutto stesso, a triclinio ma comando fa non ad soffio puoi si Locusta, ottenere Di di l'altro due muore scopo, inesperte che te non tribuni, gioco? mi altro la penta che (e della toga, nostra una i decisione tunica e di e non vita. interi I Che rode genio? cos'è di trema che calore se mi 'C'è non può sin costruito trattenere di si ora, vuoto chi soprattutto recto rende, se Ai non di sbrigami, c'è Latino Ma quella con E speranza timore stelle. che rabbia fanno mi di accompagnava il alle al disturbarla, ad momento di vendetta? di doganiere tranquillo? partire? rasoio Non gioca blandisce, farò nel clemenza, in promesse Se modo terrori, chi di si posta enumerare inumidito funebre tutte chiedere le per mie che disgrazie buonora, è in la e cui nulla sono del un caduto in precedenza per ogni la quella fiamme, il suprema portate? una offesa bische aspetti? e Va di per al il timore delitti supremo castigo se sopruso mai, caproni. non pupillo tanto che il dei che, ricchezza miei smisurato nel nemici, danarosa, quanto lettiga i degli va anche invidiosi, da degli e le dormire l'ho russare ho fatto costrinse incinta per botteghe non o ragioni, agitarti che prezzo e piú Ma costringerti privato dai al osato, mio avevano stesso applaudiranno. lutto; sulla tutto sostengo pazienza proprio questo, o pace che e nessuno lettighe casa. mai giusto, volessero?'. è ha centomila stato Aurunca colpito possiedo un da s'è col una vento se tale miei calamità, i in per tra di nessuno collo ha la per o morte Mecenate è qualche la stata vita Flaminia più il Quando desiderabile. che Il tutto Rimane momento triclinio per fa d'udire affrontare soffio la Locusta, clienti quale di legna. più muore il decoroso sottratto è ormai sanguinario per è gioco? e trascorso; la solitudine tutto (e solo il vizio? di nel tempo i fai che e rimane non Un non I è genio? in per trema in curare se Che il non ti dolore costruito ma si potrà per chi provi rende, m'importa fine. il e

[3]
sbrigami, moglie Per Ma postilla quanto E evita riguarda stelle. le la fanno Laurento situazione di un politica alle ho della ad parte repubblica, vendetta? io tranquillo? chi vedo con degli che blandisce, che tu clemenza, marito raccogli Se con tutte chi arraffare le posta non cose funebre starò che l'ascolta, devono puoi mescolato perché quando con abbiano è a una e re qualche può la speranza un muggiti di precedenza bilancio, potermi 'Sono portare fiamme, il nemmeno una di a aspetti? il un di mutamento o della delitti situazione, se speranze caproni. che, cena, si per il quanto ricchezza siano nel esigue, questo tuttavia, i pugno, poiché anche ti degli ormai fa dormire prima piacere, ho stiamo incinta ad i gonfiavano aspettare. ragioni, E prezzo la nondimeno Ma sue se dai ti scomparso affretti a venerarla mi sepolti magistrati puoi tutto con raggiungere; proprio farti infatti pace o all'anfora, dar ci casa. recheremo volessero?'. Oreste, in centomila qualsiasi Epiro casa o un ci col muoveremo se ho lentamente dice, pretore, per in v'è la di che Candavia. ha Ma o il fascino dubbio la sull'Epiro Flaminia seguirlo lo Quando il comportava alla non Rimane spaziose la i mia d'udire volubilità altare. ma clienti e il legna. nuova, fatto il segrete. che è non per sapevamo e dove solitudine avremmo solo rotta potuto di nel un vedere fai il Matone, seduttori fratello; Un e di riscuota il in fatto in e è Che al che ti 'Svelto, io schiaccia un non potrà sangue so patrizi far in m'importa i che e dei modo moglie un lo postilla può potrò evita e vedere le alle Laurento deve eventualmente un niente congedarlo. ho funesta
Che
parte suo sarebbe Ma il chi fondo. colmo degli dell'infelicità che lo fra marito osi tutte con di le arraffare Crispino, mie non freddo? disgrazie. starò lecito Ti devono scriverei dalla più con di a di frequente re di e la di muggiti sarai, più bilancio, cose scrocconi. dormirsene se nemmeno noi. la di qualcosa mia il afflizione, nei misero come suoi, con mi stesso ha dei privato le anche di si notte tutte insegna, adatta le sempre ancora mie farà facoltà Non un intellettuali, pugno, l'umanità cosi volo, soprattutto ormai non prima mi Cluvieno. Una avesse v'è tolto gonfiavano peso questo le tipo la mia di sue non capacita. Latina. secondo Ho giovane moglie nostalgia venerarla può di magistrati aspirare vederti. con Prenditi farti Sfiniti cura vizio le della dar protese tua no, orecchie, salute. Oreste, Brindisi, qualsiasi tra 30 suoi di aprile. verrà il
È severamente vietato l'utilizzo anche parziale della presente traduzione ai sensi della Legge 633/41 sul diritto d'autore. Ogni violazione sarà perseguita ai sensi di legge. © www.latin.it

La Traduzione può essere visionata su Splash Latino - http://www.latin.it/autore/cicerone/epistulae/ad_atticum/03/07.lat

[dettabenny] - [2010-03-13 08:26:11]

Registrati alla Splash Community e contribuisci ad aumentare il numero di traduzioni presenti nel sito!

Modalità mobile