Splash Latino - Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 2 - 8

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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 2 - 8

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2.8


Scr. Anti medio m. Apr. a. 695 (59).
CICERO ATTICO SAL.


epistulam cum a te avide exspectarem ad vesperum, ut soleo, ecce tibi nuntius pueros venisse Roma! voco, quaero ecquid litterarum. negant. 'quid ais?' inquam 'nihilne a Pomponio?' perterriti voce et vultu confessi sunt se accepisse sed excidisse in via. quid quaeris? permoleste tuli; nulla enim abs te per hos dies epistula inanis aliqua re utili et suavi venerat. nunc si quid in ea epistula quam ante diem xvi Kal. Maias dedisti fuit historia dignum, scribe quam primum, ne ignoremus; sin nihil praeter iocationem, redde id ipsum. et scito Curionem adulescentem venisse ad me salutatum. valde eius sermo de Publio cum tuis litteris congruebat; ipse vero mirandum in modum 'reges odisse superbos.' peraeque narrabat incensam esse iuventutem neque ferre haec posse. bene habemus nos, si in his spes est; opinor, aliud agamus. ego me do historiae; quamquam licet me Saufeium putes esse. nihil me est inertius.


[2] sed cognosce itinera nostra, ut statuas ubi nos visurus sis. in Formianum volumus venire parilibus; inde, quoniam putas praetermittendum nobis esse hoc tempore cratera illum delicatum, Kal. Maus de Formiano proficiscemur, ut Anti simus a. d. v Non. Maias. ludi enim Anti futuri sunt a iiii ad pr. Nonas Maias. eos Tullia spectare vult. Inde cogito in Tusculanum, deinde Arpinum, Romam ad Kal. Iunias. te aut in Formiano aut Anti aut in Tusculano cura ut videamus. epistulam superiorem restitue nobis et appinge aliquid novi.


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CICERONE estende AD territori tra ATTICO
Ad
Elvezi Attico la 2, terza in 8
Mentre
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