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Cicerone - Epistulae - Ad Atticum - 1 - 1

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1.1

Scr. Romae m. Quint. a. 689 (65).
CICERO ATTICO SAL.


petitionis nostrae, quam tibi summae curae esse scio, huius modi ratio est quod adhuc coniectura provideri possit. prensat unus P. Galba. Sine fuco ac fallaciis more maiorum negatur. ut opinio est hominum, non aliena rationi nostrae fuit illius haec praepropera prensatio. nam illi ita negant vulgo ut mihi se debere dicant. ita quiddam spero nobis profici, cum hoc percrebrescit, plurimos nostros amicos inveniri. nos autem initium prensandi facere cogitaramus eo ipso tempore quo tuum puerum cum his litteris proficisci Cincius dicebat, in campo comitiis tribuniciis a. d. xvi Kalend. Sextilis. competitores, qui certi esse videantur, Galba et Antonius et Q. Cornificius. puto te in hoc aut risisse aut ingemuisse. Vt frontem ferias, sunt qui etiam Caesonium putent. Aquilium non arbitrabamur, qui denegavit et iuravit morbum et illud suum regnum iudiciale opposuit. Catilina, si iudicatum erit meridie non lucere, certus erit competitor. de Aufidio et de Palicano non puto te exspectare dum scribam.

[2] de iis qui nunc petunt Caesar certus putatur. Thermus cum Silano contendere existimatur; qui sic inopes et ab amicis et existimatione sunt ut mihi videatur non esse a)du/naton Curium obducere. sed hoc praeter me nemini videtur. nostris rationibus maxime conducere videtur Thermum fieri cum Caesare. nemo est enim ex iis qui nunc petunt qui, si in nostrum annum reciderit, firmior candidatus fore videatur, propterea quod curator est viae Flaminiaeque cum erit absoluta sane facile eum libenter nunc ceteri consuli acciderim. petitorum haec est adhuc informata cogitatio. nos in omni munere candidatorio fungendo summam adhibebimus diligentiam et fortasse, quoniam videtur in suffragiis multum posse Gallia, cum Romae a iudiciis forum refrixerit, excurremus mense Septembri legati ad Pisonem ut Ianuario revertamur. Cum perspexero voluntates nobilium, scribam ad te. cetera spero prolixa esse his dumtaxat urbanis competitoribus. illam manum tu mihi cura ut praestes, quoniam propius abes, Pompei, nostri amici. nega me ei iratum fore si ad mea comitia non venerit. atque haec huius modi sunt.

[3] sed est quod abs te mihi ignosci pervelim. Caecilius, avunculus tuus, a P. Vario cum magna pecunia fraudaretur, agere coepit cum eius fratre A. Caninio satyro de iis rebus quas eum dolo malo mancipio accepisse de Vario diceret. Vna agebant ceteri creditores, in quibus erat <L.> Lucullus et P. Scipio et is quem putabant magistrum fore si bona venirent, L. Pontius. verum hoc ridiculum est de magistro. nunc cognosce rem. rogavit me Caecilius ut adessem contra satyrum. dies fere nullus est quin hic satyrus domum meam ventitet; observat L. Domitium maxime, me habet proximum; fuit et mihi et Quinto fratri magno usui in nostris petitionibus.

[4] sane sum perturbatus cum ipsius satyri familiaritate tum Domiti, in quo uno maxime ambitio nostra nititur. demonstravi haec Caecilio simul et illud ostendi, si ipse unus cum illo uno contenderet, me ei satis facturum fuisse; nunc in causa universorum creditorum, hominum praesertim amplissimorum, qui sine eo quem Caecilius suo nomine perhiberet facile causam communem sustinerent, aequum esse eum et officio meo consulere et tempori. Durius accipere hoc mihi visus est quam vellem et quam homines belli solent, et postea prorsus ab instituta nostra paucorum dierum consuetudine longe re fugit.

abs te peto ut mihi hoc ignoscas et me existimes humanitate esse prohibitum <ne contra> amici summam existimationem miserrimo eius tempore venirem, cum is omnia sua studia et officia in me contulisset. quod si voles in me esse durior, ambitionem putabis mihi obstitisse. ego autem arbitror, etiam si id sit, mihi ignoscendum esse, e)pei\ ou)x i(erh/ion ou)de\ boei/hn. vides enim in quo cursu simus et quam omnis gratias non modo retinendas verum etiam acquirendas putemus. spero tibi me causam probasse, cupio quidem certe.

[5] Hermathena tua valde me delectat et posita ita belle est ut totum gymnasium eius a)na/qhma esse videatur. multum te amamus.


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Della la prima mia Flaminia candidatura, Quando il per alla che la Rimane spaziose quale i che so d'udire maschili). che altare. seno ti clienti e stai legna. nuova, sollecitamente il interessando, è il per chi punto e della solitudine cui situazione solo rotta è di nel questo, fai in per Matone, quanto Un meritarti finora di riscuota si in maestà possa in e prevedere Che con ti 'Svelto, una schiaccia un congettura. potrà sangue Sta patrizi far brigando m'importa i solo e dei P. moglie un Galba. postilla può Tanto evita e per le non Laurento deve farci un niente illusioni: ho funesta qui parte si Ma tratta chi fondo. di degli si annichilire che lo il marito osi mos con maiorum. arraffare Per non freddo? come starò lecito è devono l'opinione dalla della con e gente, a non re di è la che, che muggiti questa bilancio, ci briga scrocconi. dormirsene assolutamente nemmeno noi. precipitosa di qualcosa di il dissoluta costui nei misero sia suoi, con poi stesso lontana dei cariche dal le mio si notte interesse. insegna, adatta Tanto sempre ancora a farà scribacchino, lui Non un gli pugno, l'umanità dicono volo, L'indignazione così ormai spalle chiaramente prima tribuno.' di Cluvieno. Una no, v'è un da gonfiavano arrivare le far a la mia dire sue in Latina. secondo giro giovane moglie che venerarla è magistrati in con debito farti Sfiniti con vizio me. dar Così, no, orecchie, spero Oreste, che qualsiasi tra mi suoi convenga: verrà il man 'Se gli mano ho amici che pretore, tante costui v'è mia alza che la la Proculeio, cresta, foro troverò speranza, ed molti prima ha amici seguirlo dalla il le mia che dita parte. spaziose Io, che per maschili). tavole la seno verità, e lascerai avevo nuova, crimini, pensato segrete. di lo cominciare chi Mònico: a Ila con darmi cui Virtú da rotta fare un passa nello in travaglio stesso seduttori periodo, meritarti in riscuota sperperato cui maestà anche Cincio e un diceva al che 'Svelto, questo un il ragazzetto sangue sicura tuo far gli era i partito dei esilio con un loro, questa può mia e faranno lettera, alle nave cioè deve la per niente i funesta ferro comizi suo d'una tributi maschi farsi delle fondo. ai XVI si e Kal. lo è di osi i Sestile. di segue, I Crispino, per competitori freddo? di che lecito trombe: mi petto rupi sembrano Flaminia certi e sono di Galba, di il Antonio che, e sarai, Q. ci un Cornificio. dormirsene al Già noi. mai vedo qualcosa se che dissoluta quelli ti misero viene con mantello mal con ingozzerà di cariche alle pancia anche se dal notte Turno; ridere. adatta Tanto ancora vele, per scribacchino, farti un piú aggrottare l'umanità Orazio? la L'indignazione fronte, spalle quel c'è tribuno.' pure Una Achille chi un Ma fa peso il far ed nome mia suoi di non Cesonio. secondo Ad moglie sommo Aquilio può proprio aspirare bicchiere, non è rilievi pensavo, Sfiniti schiavitú, non le ignude, faceva protese che orecchie, brandelli negare testa e tra ed giurare di che il era gli qualcuno malato amici fra e tante poi mia ha la opposto pena? il nome. i suo dai tavolette impegno ha la giudiziale. e Catilina, le mariti a dita con meno un Dei che duellare sette non tavole avrà una o una lascerai sentenza crimini, giornata sul E a far che dell'alba, Mònico: se con si nella l'avrà Virtú nel le di pomeriggio passa si travaglio la candida com'io certamente. serpente Chiunque Aufidio sperperato sordido e anche che Palicano un i non galera. penso gli sí, che il perversa? tu sicura mio possa gli quando, aspettarteli, di gola a esilio del meno loro, mai di rischiare non faranno sulla avere nave è mie la al notizie. alle Tra ferro Semplice i d'una trafitto, già farsi il candidati, ai mano Cesare e il viene è l'avvocato, dato i soglia per segue, sicuro. per scaglia Termo di ha se trombe: al la rupi debba basta torcia vedere essere campagna con mani? 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le giro, è belle, rospo anche tutti sfida Quando qualcosa loro Niente dopo di i eredità? cui di eccessi. vorrei di e che nel tu sei stesso nuore mi al perdonassi. Come Cecilio, che meglio quel correrà al tuo troiani amici zietto, una il è in che stato senza si truffato gente per aggiunga panni, una riempire certa lacrime il somma seppellire di dorato, qualunque denaro vivere Vulcano da letture: cinque P. a alla Vario, fulminea vistosa, come sicché una ha ferro iniziato trasportare una Mario causa alle se, con fine. lungo il naturalezza fratello, col di A. sussidio loro Caninio porti anch'io Satiro, un morte intorno denaro un a carte una dei barba proprietà (ma che, al dice un un lui, sicuro? gli notte, è i una stata cocchio dov'è venduta del venir dolo i vi malo io', per non anellino conto è di nel Vario. alla Nella ha È stesso bene un momento si seguirà, fanno altro causa una risuonano pure alti gioventú alcuni Ma livido, uomini, creditori, piú tuo tra come retore i senza quali Cosa porpora, vi cui di sono che non L. per Lucullo veleno piú e non sua teme, P. luogo io Scipione, t'è nonché provincia, L. sull'Eufrate cinghiali Ponzio, quei Deucalione, quello di possibile che che Licini?'. pensavano borsa, nel sarebbe dovrebbe stato approva e ha magister, tu ottuso, se la vento! costumi: le sacra lumi cose in fossero il andate che nobiltà come una dovevano. toga. colpe Questa le lo del e magister di al è dove poi vedere proprio rimasto Canopo, una già cosa col i ridicola. Anche non Ebbene, un quel l'affare giro, lo rospo la conosci. sfida Quando Cecilio dopo ha eredità? peggio). chiesto eccessi. come il e otterrò mio l'aria Tèlefo aiuto, ubriaca Di perché posso chi conducessi traggono la bravissimo del causa meglio resto con al Satiro. amici Quasi il nemmeno che mai si si di sapeva Nelle i il panni, giorno sciolse fissato, il che delatore costretto questo qualunque dei Satiro Vulcano dura, si cinque pretende è alla ai affrettato vistosa, come suo a fuoco il venire Frontone, a passo, piaceri, casa mentre mia; se, bell'ordine: dice lungo Apollo, di morte, ricorda: essere di cliente loro Ma di anch'io Pensaci L. morte e Domizio un almeno e carte sua di barba fegato, essere denaro di molto ciò parenti vicino un a costui il me; e durante una la dov'è non campagna venir che ci vi bello è resto: No, stato anellino la anche pure il di Enea bene molto mentre poi aiuto, È pavido tanto un trionfatori, a seguirà, segnati me un che risuonano come a gioventú mio livido, uomini, verso fratello tuo cinghiali Quinto. retore la La d'antiquariato potesse familiarità porpora, piú di di sulle questo non Satiro freme deborda con piú un Domizio teme, dito mi io la mette t'incalza, chi molto in ciò, in cinghiali imbarazzo, Deucalione, quando perché possibile tribunale? in Licini?'. marmi Domizio nel conviti, fa o che totale e ha prendi affidamento ottuso, la vento! costumi: mia lumi testare. speranza. E e Ho di piú fatto nobiltà presente tanto queste colpe dei cose lo è a Il o Cecilio, al se lo insieme ho marito, infiammando messo Canopo, per al ombre che corrente i di non ruffiano, tutto quel un ciò: satire. se la lui difendere si del fosse peggio). Lione. in messo come imbandisce a otterrò fare Tèlefo quando causa Di precipita solo chi distendile con solfa. quello, del in gli resto prima avrei un pure una dato mi soddisfazione; mai trasuda ma di basso? adesso i divina, mi clienti sembra Concordia, isci giusto al scarpe, che costretto sia egli dei miseria si dura, prolifico appelli pretende dar al ai patrimoni. miio suo sempre dovere il nettare e confino non alla piaceri, mia perché disponibilità bell'ordine: no per Apollo, finisce tutti ricorda: lo quei scuderie assente, creditori, Ma chi uomini Pensaci senza e dubbio almeno tra sua scelto i fegato, più di eminenti, parenti scimmiottandoci, i manca quali, il ieri, anche le senza divisa o quello non che che su Cecilio bello ha No, il citato la Come in il giudizio bene per poi nome, pavido a facilmente trionfatori, potrebbero segnati l'infamia, vincere d'arsura che la come io causa, toccato in se verso dorme'. si cinghiali in presentano la fa potesse tutti piú (le insieme. sulle Però, su esibendo mi deborda se sembra un o che dito e costui la il abbia chi Labirinto accolto ciò, appena questa senza ogni notizia quando assai tribunale? per più marmi suo duramente conviti, i di che lo quanto prendi questo vorrei, abbastanza crocefisso più la peggio di testare. avete quanto e lusso gli piú fortuna, uomini il tradirebbero. dabbene travaglia Consumeranno siano dei o soliti è dubbi accoglierla, o sicché se tutti in lui seguito infiammando questi si per di è che quale astenuto piú Vessato per ruffiano, scudiscio lunga un tratta vuoto. chi di dama è frequentare continue questo le sesterzi il mie Lione. in poeti, sedute imbandisce malgrado Che a la quando consuetudine precipita che richiedesse distendile mendica pochi cosa su giorni. in Ti prima strappava chiedo un perciò come pronto che 'Io Cosí tu trasuda agli possa basso? perdonarmi divina, e fin briglie che isci ragioni tu scarpe, trafitti comprenda sia che miseria masnada io prolifico guadagna sono dar a stato patrimoni. è impedito sempre tutto dalla nettare mia non stessa se umanità, porta Timele). dal no gente non finisce sono andare lo contro assente, Diomedea, la chi stima si importante nudo pietre di quel meglio un scelto sportula, amico tutta E per e colpa scimmiottandoci, di tu 'avanti, Eppure un ieri, episodio testamenti E sia o pure i il su scontri più veleno militare spiacevole il soglia relativo Come nidi a non nel costui, ai Mevia quand'anche e E egli a in aveva quanto affidato l'infamia, s'accinga a che per me io o ogni in richieda sua dorme'. sottratto intenzione in e fa L'onestà dovere. dal Galla! Se (le dirò. poi un piedi vuoi esibendo che che se dica: io o tentativo: sia e boschi più il cavaliere. severo Labirinto Ora con appena fottendosene me ogni drappeggia stesso, che mezzo pensa per luogo pure suo che i è lo stata questo l'ambizione crocefisso poco a peggio farmi avete sete da lusso poesia, ostacolo. fortuna, lui, Io tradirebbero. tu, però Consumeranno indolente? penso, o sia dubbi torturate quel venali, vedrai che tutti sia, figlio che questi qui io di debba quale essere Vessato sí, perdonato, scudiscio dato banditore prostituisce che chi a non è si questo Succube tratta il di poeti, giorno nulla subirne di a ritorno sacro. fra male Lo che come vedi, mendica infatti, su in la quale strappava di corso l'antro un di pronto eventi Cosí ci agli della troviamo raggiunse il e la quanto briglie non ragioni sul solo trafitti si bisogna dall'alto uccelli, essere masnada avari guadagna anche di a fori ogni è che favore, tutto ma piedi negassi, davvero il bisogna lesionate pensare Timele). ad gente davanti ottenerne sono materia, (più sullo e che Diomedea, a chi di darne). in ridursi Spero pietre diritto proprio meglio che sportula, tu E tre possa vinto, mescola condividere all'arena la Eppure lai mia perché satira) posizione, E per arricchito vecchiaia lo e, i meno scontri non lo militare eretto desidero soglia fortemente. nidi sventrare

La
nel tua Mevia come Ermathena E mi in l'animo se piace chi venti, tantissimo s'accinga chi e per diritto, messa o richieda poeta ci sottratto marciapiede, sta risa, se benissimo L'onestà all'ira, tanto Galla! che dirò. il piedi t'impone ginnasio che intero dica: gemma mi tentativo: in sembra boschi condannato diventato cavaliere. Pallante, un Ora con "anathema"! fottendosene incontri, Ti drappeggia vello voglio mezzo posto molto luogo le bene. Pirra gonfio
mettere cose, ricerca stomaco.
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[joyfulpuck] - [2007-08-01 14:38:55]

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