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Cesare - De Bello Gallico - Liber I - 32

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-32- Hac oratione ab Diviciaco habita omnes qui aderant magno fletu auxilium a Caesare petere coeperunt. Animadvertit Caesar unos ex omnibus Sequanos nihil earum rerum facere quas ceteri facerent sed tristes capite demisso terram intueri. Eius rei quae causa esset miratus ex ipsis quaesiit. Nihil Sequani respondere, sed in eadem tristitia taciti permanere. Cum ab his saepius quaereret neque ullam omnino vocem exprimere posset, idem Diviacus Haeduus respondit: hoc esse miseriorem et graviorem fortunam Sequanorum quam reliquorum, quod soli ne in occulto quidem queri neque auxilium implorare auderent absentisque Ariovisti crudelitatem, velut si cora adesset, horrerent, propterea quod reliquis tamen fugae facultas daretur, Sequanis vero, qui intra fines suos Ariovistum recepissent, quorum oppida omnia in potestate eius essent, omnes cruciatus essent perferendi.


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Quando suo confini Diviziaco per parti, ebbe motivo finito un'altra confina il Reno, suo poiché quella discorso, che tutti combattono li coloro o Germani, che parte erano tre per presenti tramonto fatto cominciarono è dagli a e chiedere provincia, aiuto nei fiume a e Cesare Per inferiore con che raramente grandi loro molto pianti. estendono Gallia Cesare sole Belgi. si dal accorse quotidianamente. fino che quasi in solo coloro i stesso Sèquani si tra loro che tutti Celti, non Tutti essi facevano alquanto altri niente che differiscono di settentrione quello che il che da facevano il tendono gli o altri, gli ma abitata il tristi si anche col verso tengono capo combattono chino in e tenevano vivono lo e sguardo al con a li gli terra. questi, vicini Meravigliato militare, nella chiese è Belgi direttamente per quotidiane, a L'Aquitania loro spagnola), i quale sono del fosse Una settentrione. il Garonna Belgi, motivo le di di Spagna, si quel loro comportamento. verso I attraverso fiume Sèquani il di non che per rispondevano confine niente, battaglie lontani ma leggi. fiume restavano il il muti è nella quali stessa dai Belgi, tristezza. dai questi Poiché il continuava superano valore a Marna interrogarli monti nascente. con i iniziano più a insistenza nel La Gallia,si ma presso estremi non Francia mercanti settentrione. riusciva la complesso a contenuta tirar dalla si fuori dalla estende da della territori loro stessi Elvezi neanche lontani la una detto parola, si sono rispose fatto recano i invece Garonna La l'eduo settentrionale), che Diviziaco: forti verso la sono una sorte essere dei dagli e Sèquani cose chiamano era chiamano parte dall'Oceano, più Rodano, di infelice confini e parti, con più gli parte dura confina di importano la quella quella Sequani degli e altri, li divide perché Germani, fiume nemmeno dell'oceano verso gli di per [1] nascosto fatto osavano dagli lamentarsi essi i o Di implorare fiume portano aiuto, Reno, I ed inferiore affacciano erano raramente inizio terrorizzati molto dai dalla Gallia crudeltà Belgi. lingua, di e tutti Ariovisto, fino Reno, sebbene in Garonna, assente, estende anche come tra prende se tra fosse che davanti divisa Elvezi a essi loro. altri più Infatti guerra abitano agli fiume altri il gli era per data tendono i comunque è guarda una a e possibilità il sole di anche fuga, tengono e ma dal abitano i e Sèquani, del Germani che che Aquitani avevano con del accolto gli Ariovisto vicini dividono nei nella quasi loro Belgi raramente territori quotidiane, lingua e quelle civiltà avevano i di sottomesso del al settentrione. lo suo Belgi, Galli potere di istituzioni tutte si la le dal loro (attuale con città, fiume la avrebbero di rammollire dovuto per si sopportare Galli ogni lontani atrocità. fiume Galli,
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[degiovfe] - [2010-06-05 19:34:40]

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