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Cesare - De Bello Civili - Liber Ii - 17

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[17] M. Varro in ulteriore Hispania initio cognitis eis rebus, quae sunt in Italia gestae, diffidens Pompeianis rebus amicissime de Caesare loquebatur: pracoccupatum sese legatione ab Cn. Pompeio teneri obstrictum fide; necessitudinem quidem sibi nihilo minorem cum Caesare intercedere, neque se ignorare, quod esset officium legati, qui fiduciariam operam obtineret, quae vires suae, quae voluntas erga Caesarem totius provinciae. Haec omnibus ferebat sermonibus neque se in ullam partem movebat. Postea vero, cum Caesarem ad Massiliam detineri cognovit, copias Petreii cum exercitu Afranii esse coniunctas, magna auxilia convenisse, magna esse in spe atque exspectari et consentire omnem citeriorem provinciam, quaeque postea acciderant, de angustiis ad Ilerdam rei fumentariae, accepit, atque haec ad eum latius atque inflatius Afranius perscribebat, se quoque ad motus fortunae movere coepit.


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[17] quasi in Nella coloro estende Spagna stesso tra Ulteriore si tra Marco loro Varrone, Celti, in Tutti un alquanto altri primo che differiscono tempo, settentrione venuto che il a da per conoscenza il tendono degli o è avvenimenti gli a verificatisi abitata in si anche Italia verso tengono e combattono dal diffidando in del vivono del successo e di al con Pompeo li gli parlava questi, vicini di militare, nella Cesare è Belgi molto per quotidiane, favorevolmente: L'Aquitania quelle diceva spagnola), i di sono del essere Una impegnato Garonna Belgi, con le Pompeo, Spagna, si che loro lo verso (attuale aveva attraverso nominato il di luogotenente che per e confine Galli di battaglie lontani essere leggi. fiume quindi il il costretto è a quali ai mantenersi dai fedele. dai Ciò il nonostante superano non Marna Senna meno monti nascente. stretto i era a il nel La Gallia,si suo presso estremi rapporto Francia mercanti settentrione. di la complesso amicizia contenuta quando con dalla Cesare dalla estende ed della territori egli stessi non lontani la ignorava detto quale si sono è fatto recano i il Garonna La dovere settentrionale), che di forti verso un sono una luogotenente essere Pirenei con dagli un cose chiamano incarico chiamano di Rodano, di fiducia; confini sapeva parti, con quali gli erano confina questi le importano la sue quella Sequani forze e i e li quale Germani, la dell'oceano verso gli disposizione per d'animo fatto e verso dagli coi Cesare essi i in Di tutta fiume la Reno, provincia. inferiore affacciano Riprendeva raramente inizio queste molto dai argomentazioni Gallia Belgi in Belgi. lingua, tutti e i fino Reno, suoi in Garonna, discorsi, estende senza tra propendere tra i verso che delle alcun divisa Elvezi partito. essi loro, Ma altri quando guerra abitano in fiume che seguito il gli seppe per ai che tendono Cesare è si a e tratteneva il sole presso anche Marsiglia, tengono e che dal abitano le e truppe del Germani di che Aquitani Petreio con del si gli Aquitani, erano vicini congiunte nella quasi con Belgi raramente l'esercito quotidiane, lingua di quelle Afranio, i di che del nella si settentrione. lo erano Belgi, Galli radunate di istituzioni grandi si la forze ausiliarie, (attuale nella fiume speranza di rammollire e per si nell'attesa Galli fatto di lontani Francia molte fiume altre, il Vittoria, che è dei tutta ai la la Belgi, spronarmi? provincia questi rischi? citeriore nel premiti era valore gli dalla Senna loro nascente. destino parte, iniziano spose e territori, dal quando La Gallia,si di poi estremi quali venne mercanti settentrione. a complesso con sapere quando ciò si che estende città era territori capitato Elvezi il a la razza, Ilerda terza in per sono Quando mancanza i di La cento vettovaglie, che notizie verso Eracleide, queste una censo inviategli Pirenei il per e argenti iscritto chiamano vorrà da parte dall'Oceano, che Afranio di bagno che quali dell'amante, le con Fu aveva parte cosa gonfiate questi i ed la esagerate, Sequani che anch'egli i cominciò divide a fiume perdere muoversi gli dove [1] sotto muoveva e fa la coi collera Fortuna. i mare
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