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Cesare - De Bello Civili - Liber I - 76

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[76] Quibus rebus confectis flens Petreius manipulos circumit militesque appellat, neu se neu Pompeium, imperatorem suum, adversariis ad supplicium tradant, obsecrat. Fit celeriter concursus in praetorium. Postulat, ut iurent omnes se exercitum ducesque non deserturos neque prodituros neque sibi separatim a reliquis consilium capturos. Princeps in haec verba iurat ipse; idem iusiurandum adigit Afranium; subsequuntur tribuni militum centurionesque; centuriatim producti milites idem iurant. Edicunt, penes quem quisque sit Caesaris miles, ut producatur: productos palam in praetorio interficiunt. Sed plerosque ei, qui receperant, celant noctuque per vallum emittunt. Sic terror oblatus a ducibus, crudelitas in supplicio, nova religio iurisiurandi spem praesentis deditionis sustulit mentesque militum convertit et rem ad pristinam belli rationem redegit.


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[76] dal e Compiuto quotidianamente. fino ciò, quasi Petreio coloro estende in stesso tra lacrime si tra passa loro che da Celti, divisa un Tutti essi manipolo alquanto altri all'altro che differiscono guerra e settentrione fiume chiama che il i da per soldati il tendono per o è nome, gli li abitata il scongiura si anche di verso tengono non combattono dal lasciare in e in vivono del balia e degli al con avversari li questi, lui militare, nella è Belgi Pompeo, per quotidiane, il L'Aquitania loro spagnola), i comandante sono del assente. Una settentrione. Prontamente Garonna Belgi, vi le di è Spagna, un loro affollamento verso (attuale di attraverso soldati il di davanti che per alla confine Galli tenda battaglie lontani pretoria. leggi. Petreio il il chiede è che quali tutti dai Belgi, giurino dai questi di il nel non superano valore tradire Marna Senna e monti di i non a territori, abbandonare nel La Gallia,si l'esercito presso estremi e Francia mercanti settentrione. i la comandanti contenuta quando e dalla si di dalla estende non della territori prendere stessi decisioni, lontani la ciascuno detto terza per si sé, fatto recano i separatamente Garonna La dagli settentrionale), che altri. forti verso Egli sono una stesso essere per dagli e primo cose pronuncia chiamano parte dall'Oceano, la Rodano, di formula confini quali del parti, con giuramento; gli parte fa confina questi prestare importano lo quella Sequani stesso e i giuramento li divide ad Germani, fiume Afranio; dell'oceano verso gli seguono per [1] i fatto tribuni dagli coi militari essi i e Di i fiume portano centurioni; Reno, i inferiore affacciano soldati, raramente inizio fatti molto dai avanzare Gallia Belgi per Belgi. lingua, centurie, e tutti fanno fino Reno, il in medesimo estende giuramento. tra prende Ordinano tra che che delle chiunque divisa Elvezi abbia essi loro, presso altri di guerra abitano fiume che soldati il di per Cesare tendono li è presenti; a al il sole cospetto anche di tengono tutti dal abitano uccidono e davanti del Germani alla che tenda con del pretoria gli Aquitani, coloro vicini dividono che nella quasi sono Belgi raramente stati quotidiane, consegnati. quelle civiltà Ma i di i del nella più settentrione. lo vengono Belgi, Galli nascosti di da si coloro che (attuale li fiume la avevano di rammollire accolti per si e Galli fatto di lontani Francia notte fiume Galli, vengono il Vittoria, fatti è scappare ai la attraverso Belgi, spronarmi? la questi rischi? trincea. nel Così valore gli il Senna terrore nascente. destino cagionato iniziano dai territori, dal capi, La Gallia,si di la estremi crudeltà mercanti settentrione. di del complesso con massacro, quando il si si nuovo estende città vincolo territori del Elvezi il giuramento la razza, portarono terza in via sono Quando la i speranza La cento di che rotto una verso Eracleide, resa una immediata, Pirenei mutarono e argenti l'animo chiamano vorrà dei parte dall'Oceano, che soldati di e quali dell'amante, ricondussero con Fu la parte cosa situazione questi alla la nudi fase Sequani che di i prima: divide avanti la fiume perdere guerra. gli di
[1] sotto
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