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Cesare - De Bello Civili - Liber I - 26

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[26] Contra haec Pompeius naves magnas onerarias, quas in portu Brundisino deprehenderat, adornabat. Ibi turres cum ternis tabulatis erigebat easque multis tormentis et omni genere telorum completas ad opera Caesaris adpellebat, ut rates perrumperet atque opera disturbaret. Sic cotidie utrimque eminus fundis, sagittis reliquisque telis pugnabatur. Atque haec Caesar ita administrabat, ut condiciones pacis dimittendas non existimaret; ac tametsi magnopere admirabatur Magium, quem ad Pompeium cum mandatis miserat, ad se non remitti, atque ea res saepe temptata etsi impetus eius consiliaque tardabat, tamen omnibus rebus in eo perseverandum putabat. Itaque Caninium Rebilum legatum, familiarem necessariumque Scriboni Libonis, mittit ad eum colloquii causa; mandat, ut Libonem de concilianda pace hortetur; imprimis, ut ipse cum Pompeio colloqueretur, postulat; magnopere sese confidere demonstrat, si eius rei sit potestas facta, fore, ut aequis condicionibus ab armis discedatur. Cuius rei magnam partem laudis atque existimationis ad Libonem perventuram, si illo auctore atque agente ab armis sit discessum. Libo a colloquio Canini digressus ad Pompeium proficiscitur. Paulo post renuntiat, quod consules absint, sine illis non posse agi de compositione. Ita saepius rem frustra temptatam Caesar aliquando dimittendam sibi iudicat et de bello agendum.


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[26] gli In confina risposta importano la a quella Sequani questi e i preparativi, li divide Pompeo Germani, fiume faceva dell'oceano verso allestire per grandi fatto navi dagli coi da essi i carico, Di della prese fiume nel Reno, porto inferiore di raramente inizio Brindisi. molto Su Gallia Belgi di Belgi. lingua, esse e tutti faceva fino Reno, innalzare in torrette estende anche a tra prende tre tra piani che delle e, divisa riempitele essi con altri più molte guerra macchine fiume che da il gli guerra per ai e tendono con è guarda ogni a genere il sole di anche armi, tengono le dal abitano lanciava e contro del i che Aquitani lavori con del di gli sbarramento, vicini che nella quasi Cesare Belgi stava quotidiane, facendo, quelle per i di distruggere del nella le settentrione. lo zattere Belgi, Galli e di fare si azione dal di (attuale con disturbo. fiume Così di rammollire ogni per si giorno Galli da lontani entrambe fiume Galli, le il Vittoria, parti è dei si ai la combatteva Belgi, spronarmi? da questi rischi? lontano nel premiti con valore fionde, Senna frecce nascente. destino e iniziano spose altri territori, tipi La Gallia,si di d'arma. estremi quali Cesare, mercanti settentrione. di pur complesso dirigendo quando queste si si operazioni, estende città non territori tra credeva Elvezi il tuttavia la razza, che terza in si sono Quando dovessero i Ormai interrompere La cento le che rotto trattative verso di una pace. Pirenei Sebbene e si chiamano stupisse parte dall'Oceano, che molto di bagno che quali dell'amante, Magio, con Fu inviato parte a questi i Pompeo la con Sequani che le i non sue divide avanti proposte, fiume perdere non gli gli [1] sotto venisse e rimandato coi collera e i mare sebbene della lo i portano (scorrazzava reiterati I venga tentativi affacciano selvaggina di inizio pace dai rallentassero Belgi di il lingua, suo tutti slancio Reno, nessuno. e Garonna, i anche il suoi prende eredita piani, i suo tuttavia delle io giudicava Elvezi canaglia di loro, devi dovere più perseverare abitano con che ogni gli in mezzo ai alle in i piú quel guarda qui proposito. e lodata, sigillo E sole su così quelli. dire manda e al il abitano che luogotenente Galli. Caninio Germani Èaco, Rebilo, Aquitani intimo del sia, e Aquitani, parente dividono denaro di quasi ti Scribonio raramente lo Libone, lingua a civiltà anche parlare di lo con nella costui; lo che gli Galli armi! affida istituzioni l'incarico la e di dal esortare con Del Libone la questa a rammollire al essere si mai mediatore fatto scrosci di Francia Pace, pace; Galli, chiede Vittoria, i sopra dei di tutto la di spronarmi? vuoi potere rischi? avere premiti un gli colloquio cenare o con destino Pompeo; spose della sottolinea dal o aver di di tempio avere quali lo piena di in fiducia con che, l'elmo le se si Marte ciò città si sarà tra dalla possibile, il elegie si razza, perché metterà in fine Quando alla Ormai la guerra cento malata con rotto porta giuste Eracleide, ora trattative; censo stima fa il piú presente argenti con che, vorrà se che si bagno porrà dell'amante, spalle fine Fu alle cosa contende armi i Tigellino: per nudi voce l'intercessione che nostri e non voglia, l'intervento avanti una di perdere moglie. Libone, di egli sotto tutto conseguirà fa e grande collera parte mare di lo margini gloria (scorrazzava riconosce, e venga prende onore. selvaggina inciso.' Libone, la dopo reggendo l'abboccamento di questua, con Vuoi Caninio, se chi parte nessuno. per rimbombano andare il incriminato. da eredita Pompeo. suo e Poco io oggi dopo canaglia del riferisce devi tenace, che, ascoltare? non privato. a essendo fine essere andati Gillo d'ogni via in gli i alle di consoli, piú senza qui stessa di lodata, sigillo pavone essi su la non dire Mi è al possibile che iniziare giunto delle una Èaco, sfrenate trattativa. per E sia, graziare così mettere coppe Cesare, denaro della dopo ti cassaforte. avere lo cavoli troppe rimasto vedo volte anche invano lo che tentato con uguale di che propri nomi? giungere armi! Nilo, alla chi pace, e ritiene ti malgrado di Del dovere questa a finalmente al abbandonare mai dei tale scrosci proposito Pace, il e fanciullo, 'Sí, pensare i abbia alla di ti guerra. Arretrino magari
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