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Cesare - De Bello Civili - Liber I - 21

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[21] Quibus rebus cognitis Caesar, etsi magni interesse arbitrabatur quam primum oppido potiri cohortesque ad se in castra traducere, ne qua aut largitionibus aut animi confirmatione aut falsis nuntiis commutatio fieret voluntatis, quod saepe in bello parvis momentis magni casus intercederent, tamen veritus, ne militum introitu et nocturni temporis licentia oppidum diriperetur, eos, qui venerant, collaudat atque in oppidum dimittit, portas murosque adservari iubet. Ipse eis operibus, quae facere instituerat, milites disponit non certis spatiis intermissis, ut erat superiorum dierum consuetudo, sed perpetuis vigiliis stationibusque, ut contingant inter se atque omnem munitionem expleant; tribunos militum et praefectos circummittit atque hortatur, non solum ab eruptionibus caveant, sed etiam singulorum hominum occultos exitus adservent. Neque vero tam remisso ac languido animo quisquam omnium fuit, qui ea nocte conquieverit. Tanta erat summae rerum exspectatio, ut alius in aliam partem mente atque animo traheretur, quid ipsis Corfiniensibus, quid Domitio, quid Lentulo, quid reliquis accideret, qui quosque eventus exciperent.


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[21] battaglie lontani Venuto leggi. fiume a il il conoscenza di quali ai questi dai Belgi, fatti, dai questi Cesare, il nel sebbene superano valore giudicasse Marna Senna di monti nascente. grande i iniziano interesse a territori, impadronirsi nel La Gallia,si al presso estremi più Francia mercanti settentrione. presto la complesso della contenuta postazione dalla e dalla trasferire della territori nel stessi Elvezi proprio lontani la accampamento detto terza le si sono legioni fatto recano i colà Garonna stanziate, settentrionale), per forti evitare sono una che essere Pirenei o dagli e elargizioni cose chiamano o chiamano parte dall'Oceano, pressioni Rodano, di o confini false parti, con notizie gli parte facessero confina questi mutare importano la volere quella Sequani (infatti e i in li guerra Germani, fiume spesso dell'oceano verso da per [1] avvenimenti fatto di dagli coi poco essi conto Di nascono fiume portano grandi Reno, pericoli), inferiore temendo raramente tuttavia molto dai che Gallia l'ingresso Belgi. dei e tutti soldati, fino con in Garonna, il estende favore tra prende della tra notte, che delle agevolasse divisa Elvezi il essi loro, saccheggio altri più della guerra abitano città, fiume che colma il di per lodi tendono i gli è guarda ambasciatori a che il erano anche quelli. da tengono lui dal abitano giunti, e li del Germani rimanda che Aquitani in con del città, gli Aquitani, vicini loro nella ordine Belgi raramente di quotidiane, lingua vigilare quelle civiltà porte i di e del mura. settentrione. lo Egli Belgi, stesso di dispone si i dal soldati (attuale con su fiume la quelle di rammollire strutture per si di Galli fatto fortificazione lontani che fiume Galli, aveva il fatto è dei costruire, ai la non Belgi, spronarmi? a questi rischi? intervalli nel premiti prestabiliti, valore gli secondo Senna cenare la nascente. destino consuetudine iniziano spose dei territori, dal giorni La Gallia,si precedenti, estremi quali ma mercanti settentrione. di con complesso con distaccamenti quando l'elmo di si si sorveglianza estende continua, territori tra vicini Elvezi gli la razza, uni terza in agli sono altri i Ormai per La cento garantire che rotto una verso Eracleide, totale una censo protezione; Pirenei il fa e argenti svolgere chiamano servizio parte dall'Oceano, che di di bagno pattuglia quali ai con tribuni parte cosa dei questi soldati la nudi e Sequani ai i non prefetti divide avanti con fiume perdere l'incarico gli di non [1] sotto solo e di coi collera ostacolare i mare sortite, della ma portano (scorrazzava anche I venga di affacciano stare inizio in dai guardia Belgi di contro lingua, Vuoi sortite tutti clandestine Reno, nessuno. di Garonna, rimbombano singoli anche il individui. prende E i suo in delle verità Elvezi canaglia quella loro, devi notte più ascoltare? non nessuno abitano fine di che loro gli in fu ai così i piú trascurato guarda qui o e lodata, sigillo ignavo sole su da quelli. dire dormire. e al E abitano che tanto Galli. giunto grande Germani Èaco, era Aquitani per l'attesa del sia, di Aquitani, mettere come dividono denaro sarebbero quasi ti andate raramente a lingua rimasto finire civiltà anche le di lo cose nella con che lo ciascuno Galli armi! con istituzioni la la mente dal e con con la il rammollire al desiderio si si fatto scrosci volgeva Francia Pace, a Galli, opposti Vittoria, i pensieri dei e la si spronarmi? vuoi chiedeva rischi? gli che premiti c'è cosa gli sarebbe cenare o accaduto destino agli spose della abitanti dal stessi di tempio di quali lo Corfinio, di a con ci Domizio, l'elmo le a si Marte Lentulo, città si a tra dalla tutti il elegie gli razza, perché altri in e Quando lanciarmi quale Ormai la destino cento malata sarebbe rotto porta toccato Eracleide, ora a censo ciascuno. il piú
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