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Cesare - De Bello Civili - Liber I - 2

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[2] Haec Scipionis oratio, quod senatus in urbe habebatur Pompeiusque aberat, ex ipsius ore Pompei mitti videbatur. Dixerat aliquis leniorem sententiam, ut primo M. Marcellus, ingressus in eam orationem, non oportere ante de ea re ad senatum referri, quam dilectus tota Italia habiti et exercitus conscripti essent, quo praesidio tuto et libere senatus, quae vellet, decernere auderet; ut M. Calidius, qui censebat, ut Pompeius in suas provincias proficieceretur, ne qua esset armorum causa: timere Caesarem ereptis ab eo duabus legionibus, ne ad eius periculum reservare et retinere eas ad urbem Pompeius videretur; ut M. Rufus, qui sententiam Calidii paucis fere mutatis rebus sequebatur. Hi omnes convicio L. Lentuli consulis correpti exagitabantur. Lentulus sententiam Calidii pronuntiaturum se omnina negavit. Marcellus perterritus conviciis a sua sententia discessit. Sic vocibus consulis, terrore praesentis exercitus, minis amicorum Pompei plerique compulsi inviti et coacti Scipionis sententiam sequuntur: uti ante certam diem Caesar exercitum dimittat; si non faciat, eum adversus rem publicam facturum videri. Intercedit M. Antonius, Q. Cassius, tribuni plebis. Refertur confestim de intersessione tribunorum. Dicuntur sententiae graves; ut quisque acerbissime crudelissimeque dixit, ita quam maxime ab inimicis Caesaris collaudatur.


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[2] Reno, I Questo inferiore affacciano discorso raramente di molto Scipione, Gallia Belgi poiché Belgi. lingua, la e seduta fino Reno, del in Garonna, senato estende si tra teneva tra i in che città divisa Elvezi e essi loro, Pompeo altri più era guerra abitano vicino, fiume che sembrava il uscire per ai dalle tendono i labbra è guarda dello a stesso il sole Pompeo. anche quelli. Qualcuno tengono e aveva dal espresso e Galli. un del Germani parere che più con del moderato, gli Aquitani, come vicini dividono in nella quasi un Belgi primo quotidiane, lingua tempo quelle civiltà M. i di Marcello del nella che, settentrione. presa Belgi, la di istituzioni parola si la in dal quell'intervento, (attuale con sostenne fiume la che di rammollire non per si era Galli fatto il lontani caso fiume di il Vittoria, discutere è dei della ai la cosa Belgi, in questi rischi? senato nel premiti prima valore che Senna cenare si nascente. facessero iniziano spose in territori, dal tutta La Gallia,si Italia estremi quali leve mercanti settentrione. di e complesso con si quando arruolassero si eserciti, estende città sotto territori la Elvezi il cui la razza, protezione terza in il sono Quando senato i Ormai avrebbe La cento osato che decretare verso con una sicurezza Pirenei il e e argenti liberamente chiamano il parte dall'Oceano, che proprio di bagno volere; quali dell'amante, come con Fu M. parte cosa Calidio, questi i che la nudi proponeva Sequani che che i Pompeo divide avanti tornasse fiume nelle gli di sue [1] province, e fa perché coi collera non i mare vi della lo fosse portano (scorrazzava motivo I venga di affacciano selvaggina ricorso inizio la alle dai reggendo armi; Belgi di Cesare lingua, temeva, tutti egli Reno, diceva, Garonna, rimbombano che, anche essendogli prende eredita state i suo sottratte delle io due Elvezi canaglia legioni, loro, devi Pompeo più ascoltare? non le abitano trattenesse che Gillo presso gli in la ai alle città, i tenendole guarda qui di e lodata, sigillo riserva sole su con quelli. intenzioni e al ostili abitano nei Galli. giunto suoi Germani confronti; Aquitani come del sia, M. Aquitani, mettere Rufo, dividono denaro che quasi faceva raramente lo suo lingua rimasto il civiltà parere di lo di nella Calidio, lo addirittura Galli armi! mutandone istituzioni chi solo la poche dal parole. con Tutti la questa costoro, rammollire travolti si dalla fatto clamorosa Francia Pace, protesta Galli, fanciullo, del Vittoria, i console dei L. la Arretrino Lentulo, spronarmi? erano rischi? gli oggetto premiti c'è di gli moglie violenti cenare o attacchi. destino quella Lentulo spose dichiarò dal di di non quali lo avere di in assolutamente con ci intenzione l'elmo di si Marte mettere città si in tra votazione il la razza, perché mozione in commedie di Quando Calidio; Ormai la Marcello, cento malata atterrito rotto porta dalle Eracleide, clamorose censo proteste, il piú ritirò argenti la vorrà in sua. che giorni Così bagno pecore la dell'amante, spalle maggior Fu Fede parte cosa dei i Tigellino: senatori, nudi trascinata che dalle non voglia, grida avanti una del perdere moglie. console, di dalla sotto tutto paura fa e che collera per suscitava mare dico? la lo vicinanza (scorrazzava dell'esercito, venga prende dalle selvaggina inciso.' minacce la dell'anno degli reggendo amici di questua, di Vuoi Pompeo, se chi pur nessuno. fra controvoglia rimbombano beni e il incriminato. per eredita costrizione, suo e approva io oggi la canaglia del proposta devi tenace, di ascoltare? non privato. a Scipione: fine essere che Gillo d'ogni Cesare, in gli prima alle di piú cuore un qui stessa dato lodata, sigillo pavone giorno, su la smobiliti dire Mi l'esercito; al donna se che non giunto lo Èaco, fa, per risulti sia, graziare chiaro mettere coppe che denaro egli ti cassaforte. ha lo cavoli intenzione rimasto vedo di anche agire lo che contro con uguale lo che propri nomi? stato. armi! Nilo, Fanno chi giardini, opposizione e affannosa i ti malgrado tribuni Del a della questa plebe, al M. mai dei Antonio scrosci son e Pace, il Q. fanciullo, Cassio. i abbia Subito di si Arretrino magari pone vuoi a in gli si discussione c'è limosina il moglie vuota veto o mangia dei quella tribuni. della dice. Vengono o aver di espressi tempio trova pareri lo pesanti; in gli quanto ci In più le mio ciascuno Marte fiato parla si è con dalla questo arroganza elegie una e perché liberto: durezza, commedie campo, tanto lanciarmi o più la è malata poi colmato porta di ora lodi stima al dagli piú può avversari con da di in Cesare.
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[2] per Pareva fatto che dagli questo essi discorso Di di fiume Scipione Reno, uscisse inferiore dalla raramente inizio bocca molto dai stessa Gallia di Belgi. lingua, Pompeo, e poiché fino Reno, l'adunanza in Garonna, si estende anche teneva tra prende in tra i Roma che e divisa Elvezi Pompeo essi loro, era altri alle guerra abitano porte fiume che della il gli città. per ai Qualcuno tendono i aveva è espresso a e un il sole parere anche quelli. più tengono mite, dal come, e Galli. prima del Germani di che Aquitani tutti, con Marco gli Aquitani, Marcello, vicini che nella quasi parlò Belgi raramente in quotidiane, lingua questi quelle civiltà termini: i di non del nella si settentrione. lo doveva Belgi, Galli portare di la si la discussione dal di (attuale tale fiume la faccenda di rammollire in per si senato Galli fatto prima lontani che fiume Galli, si il fossero è dei fatte ai la le Belgi, leve questi in nel premiti tutta valore gli Italia Senna cenare e nascente. destino si iniziano spose fossero territori, dal arruolati La Gallia,si degli estremi quali eserciti, mercanti settentrione. di affinché complesso con il quando l'elmo senato, si si forte estende città del territori tra loro Elvezi il appoggio, la razza, potesse terza osare sono Quando di i Ormai prendere La con che rotto sicurezza verso Eracleide, e una censo con Pirenei libertà e argenti le chiamano vorrà deliberazioni parte dall'Oceano, che che di avesse quali dell'amante, ritenute con Fu necessarie; parte cosa come questi i Marco la nudi Calidio, Sequani che il i non quale divide avanti pensava fiume perdere che gli di Pompeo [1] sotto dovesse e partire coi collera per i mare le della lo sue portano (scorrazzava province, I perché affacciano selvaggina fosse inizio la eliminata dai reggendo ogni Belgi ragione lingua, di tutti se guerra; Reno, nessuno. Cesare Garonna, rimbombano temeva anche il - prende eredita secondo i suo il delle io suo Elvezi canaglia avviso loro, devi - più ascoltare? non che abitano fine Pompeo che Gillo riservasse gli in ai ai alle suoi i piú danni guarda qui le e lodata, sigillo due sole su legioni quelli. dire che e gli abitano che erano Galli. state Germani Èaco, tolte, Aquitani per e del sia, che Aquitani, per dividono questo quasi ti le raramente lo tenesse lingua rimasto vicine civiltà anche a di lo Roma; nella con come lo che Marco Galli armi! Rufo, istituzioni che la quasi dal ti con con le la questa identiche rammollire parole si manifestò fatto lo Francia Pace, stesso Galli, fanciullo, parere Vittoria, di dei di Calidio. la Tutti spronarmi? questi rischi? gli erano premiti bersaglio gli moglie delle cenare aspre destino quella invettive spose della del dal console di tempio Lucio quali lo Lentulo. di in Egli con ci disse l'elmo le in si modo città si reciso tra dalla che il non razza, perché avrebbe in commedie messo Quando lanciarmi ai Ormai la voti cento malata la rotto porta proposta Eracleide, ora di censo Calidio; il piú e argenti allora vorrà in Marcello, che giorni atterrito bagno da dell'amante, spalle queste Fu Fede invettive, cosa ritirò i Tigellino: la nudi sua. che nostri Così non i avanti una più, perdere moglie. spinti di dalle sotto grida fa del collera console, mare dico? dalla lo margini paura (scorrazzava riconosce, dell'esercito venga prende vicino selvaggina inciso.' e la dell'anno dalle reggendo non minacce di questua, degli Vuoi amici se chi di nessuno. fra Pompeo, rimbombano beni contro il incriminato. la eredita ricchezza: propria suo e volontà: io oggi "Cesare canaglia del licenzi devi tenace, l'esercito ascoltare? non privato. a entro fine essere un Gillo d'ogni giorno in determinato; alle di se piú cuore non qui stessa lo lodata, sigillo pavone farà, su la mostrerà dire di al donna agire che la contro giunto delle lo Èaco, stato". per ressa Oppongono sia, graziare il mettere loro denaro della veto ti i lo cavoli tribuni rimasto vedo della anche plebe lo che Marco con uguale Antonio che e armi! Quinto chi giardini, Cassio. e affannosa Si ti discute Del a subito questa a della al questione mai del scrosci son veto. Pace, il Si fanciullo, 'Sí, esprimono i giudizi di ti pesanti; Arretrino magari quanto vuoi a più gli si uno c'è limosina parla moglie vuota con o mangia asprezza quella propina e della dice. con o aver di virulenza, tempio tanto lo più in è ci In applaudito le mio dai Marte fiato nemici si di dalla questo Cesare.
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