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Celso - De Medicina - 2 - 15

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[1] Gestatio quoque longis et iam inclinatis morbis aptissima est; utilisque est et iis corporibus, quae iam ex toto febre carent sed adhuc exerceri per se non possunt, et iis, quibus lentae morborum reliquiae remanent neque aliter eliduntur. Asclepiades etiam in recenti vehementique praecipueque ardente febre ad discutiendam eam gestatione dixit utendum. [2] Sed id periculose fit, meliusque quiete eiusmodi impetus sustinetur. Si quis tamen experiri uolet, sic experiatur: si lingua non erit aspera, si nullus tumor, nulla durities, nullus dolor visceribus aut capiti aut praecordiis suberit. Et ex toto numquam gestari corpus dolens debet, sive id in toto sive in parte est, nisi tamen solis nervis dolentibus, neque umquam increscente febre sed in remissione eius. [3] Genera autem gestationis plura sunt adhibendaque sunt et pro viribus cuiusque et pro opibus, <ne> aut inbecillum hominem nimis digerant, aut humili desint. Lenissima est naui vel in portu vel in flumine, vehementior vel in alto mari naui vel lectica, etiamnum acrior uehiculo: atque haec ipsa et intendi et leniri possunt. [4] Si nihil eorum est, suspendi lectus debet et moveri: si ne id quidemst, at certe uni pedi subiciendum fulmentum est, atque ita lectus huc et illuc manu inpellendus.
Et levia quidem genera exercitationis infirmis conveniunt, valentiora vero iis, qui iam pluribus diebus febre liberati sunt, aut iis, qui gravium morborum initia sic sentiunt, ut adhuc febre vacent (quod et in tabe et in stomachi vitiis, et cum aqua cutem subit, et interdum in regio fit), aut ubi quidam morbi, qualis comitialis, qualis insania est, sine febre quamvis diu manent. [5] In quibus adfectibus ea quoque genera exercitationum necessaria sunt, quae conprehendimus eo loco, quo, quemadmodum sani neque firmi homines se gererent, praecepimus.


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[degiovfe] - [2017-09-29 12:51:10]

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