Splash Latino - Celso - De Medicina - 2 - 11


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Celso - De Medicina - 2 - 11

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[1] Cucurbitularum duo vero genera sunt, aeneum et corneum. Aenea altera parte patet, altera clausa est: altera cornea parte aeque patens altera foramen habet exiguum. In aeneam linamentum ardens coicitur, ac sic os eius corpori aptatur inprimiturque, donec inhaereat. [2] Cornea corpori per se inponitur, deinde, ubi ea parte, qua exiguum foramen est, ore spiritus adductus est, superque cera cauum id clausum est, aeque inhaerescit. Utraque non ex his tantum materiae generibus, sed etiam ex quolibet alio recte fit: ac si cetera defecerunt, caliculus quoque aut pultarius oris compressioris ei rei commode aptatur. [3] Ubi inhaesit, si concisa ante scalpello cutis est, sanguinem extrahit, si integra est, spiritum. Ergo ubi materia, quae intus est, laedit, illo modo, ubi inflatio, hoc inponi solet. Usus autem cucurbitulae praecipuus est, ubi non in toto corpore sed in parte aliqua vitium est, quam exhauriri ad confirmandam valetudinem satis est. [4] Idque ipsum testimonium est etiam scalpello sanguinem, ubi membro succurritur, ab ea potissimum parte, quae iam laesa est, esse mittendum, quod nemo cucurbitulam diversae parti inponit, nisi cum profusionem sanguinis eo avertit, sed ei ipsi, quae dolet quaeque liberanda est. Opus etiam esse cucurbit<ul>a potest in morbis longis, quamvis iam <e>is spatium aliquod accessit, sive corrupta materia sive spiritu male habente: [5] in acutis quoque quibusdam, si et levari corpus debet et ex vena sanguinem mitti vires non patiuntur; idque auxilium ut minus vehemens, ita magis tutum neque umquam periculosum est, etiamsi in medio febris impetu, etiamsi in cruditate adhibetur. [6] Ideoque ubi sanguinem mitti opus est, si incisa vena praeceps periculum est, aut si in parte corporis etiam<num> vitium est, huc potius confugiendum est, cum eo tamen, ut sciamus hic ut nullum periculum, ita levius praesidium esse, nec posse vehementi malo nisi aeque vehemens auxilium succurrere.


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CAP. di tempio XI. quali lo di in DELLE con VENTOSE l'elmo le
[1]
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Nilo, succhiando chi e affannosa con ti la Del a bocca questa dalla al parte mai dei del scrosci son piccolo Pace, il foro, fanciullo, 'Sí, si i abbia estrae di ti l'aria; Arretrino magari quindi vuoi a si gli si chiude c'è limosina l'apertura moglie vuota con o mangia la quella cera della e, o aver di allo tempio trova stesso lo volta modo in gli rimane ci aderente. le mio Marte fiato è si necessario dalla questo formare elegie le perché liberto: ventose commedie campo, solo lanciarmi o con la queste malata due porta essere materie ora , stima al ma piú si con possono in un fare giorni si di pecore ogni spalle altra; Fede piú ed contende patrono anche Tigellino: mi in voce mancanza nostri antichi di voglia, essa una fa si moglie. difficile può propinato adolescenti? comodamente tutto Eolie, adattare e all'uso per altro? un dico? la bicchiere margini vecchi o riconosce, di una prende tazza inciso.' nella a dell'anno e bocca non ristretta. questua, Galla', [3] in la Appena chi attaccata fra O la beni da ventosa, incriminato. libro se ricchezza: casa? precedentemente e lo si oggi abbiamo era del stravaccato incisa tenace, in la privato. a sino cute essere a con d'ogni alzando un gli per coltello, di spiccerà cuore e sangue; stessa se pavone il la la Roma cute Mi la è donna intatta la uscirà delle e solo sfrenate colonne l'aria: ressa e graziare per coppe sopportare tale della guardare ragione cassaforte. si cavoli fabbro Bisognerebbe userà vedo se il la il primo che farsi modo uguale piú quando propri nomi? 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'Sono scrocconi.
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[degiovfe] - [2017-09-29 12:43:35]

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