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Agostino - De Trinitate - Liber Xiv - 25

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[XIX 25] At uero illa imago de qua dictum est: Faciamus hominem ad imaginem et similitudinem nostram, quia non dictum est, ad 'meam' uel 'tuam,' ad imaginem trinitatis factum hominem credimus, et quanta potuimus inuestigatione comprehendimus. Et ideo secundum hanc potius et illud intellegendum est quod ait apostolus Iohannes: Similes ei erimus quoniam uidebimus eum sicuti est, quia et de illo dixit de quo dixerat: Filii dei sumus. Et immortalitas carnis illo perficietur momento resurrectionis de quo ait apostolus Paulus: In ictu oculi, in nouissima tuba et mortui resurgent incorrupti et nos immutabimur. In ipso namque ictu oculi ante iudicium resurget in uirtute, in incorruptione, in gloria corpus spiritale quod nunc seminatur in infirmitate, corruptione, contumelia corpus animale. Imago uero quae renouatur in spiritu mentis in agnitione dei non exterius sed interius de die in diem, ipsa perficietur uisione quae tunc erit post iudicium facie ad faciem, nunc autem proficit per speculum in aenigmate. Propter cuius perfectionem dictum intellegendum est: Similes ei erimus quoniam uidebimus eum sicuti est. Hoc enim donum tunc nobis dabitur cum dictum fuerit: Venite, benedicti patris mei, possidete paratum uobis regnum. Tunc quippe tolletur impius ut non uideat claritatem domini quando ibunt sinistri in supplicium aeternum euntibus dextris in uitam aeternam. Hanc est autem, sicut ait ueritas, uita aeterna ut cognoscant te, inquit, unum uerum deum et quem misisti Iesum Christum.


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[degiovfe] - [2011-04-12 10:11:26]

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